Prime notizie dalla COP 23 di Bonn | WWF Italy

Prime notizie dalla COP 23 di Bonn

Notizie pubblicate su 06 November 2017   |  
Bonn
© Mark Lutes

Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia racconta a LaStampa.it quali saranno i temi sul tavolo della COP23 e quali saranno le richieste sostenute dal WWF-Pubblichiamo l'articolo che potete leggere integralmente qui >>


È umorismo facile: la prima COP presieduta da uno Stato insulare dell’Oceano Pacifico, le Fiji, tra i più vulnerabili alle conseguenze del cambiamento climatico, si tiene nell’umida e fredda Bonn; meno fredda di quanto ci si potesse aspettare, comunque, ma certo non un paradiso tropicale. Da oggi al 17 novembre, infatti, si tiene a Bonn la COP23, Conferenza delle Parti della Convenzione sul Cambiamento Climatico dell’ONU. Sul tavolo, le questioni chiave dell’accordo di Parigi e gli strumenti per limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C

Quasi un anno dopo essere entrato in vigore – a tempo di record - l’accordo sta per diventare operativo: è dunque indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l’implementazione dell’accordo, per far sì che questo sia davvero effettivo a partire dal 2020. La COP deve anche lanciare un processo per incoraggiare i governi nazionali ad aumentare l’ambizione dei propri obiettivi nazionali a partire dal 2020. Coerentemente con la decisone della COP a Parigi di valorizzare il ruolo gli attori non statali – dalle imprese alle città, dagli investitori ai governi subnazionali - ci sarà anche una forte attenzione sulle azioni da loro messe in campo, e dibattito su come integrarli maggiormente negli impegni nazionali e internazionali. 

“Gli eventi climatici estremi ai quali abbiamo assistito di recente sono un forte promemoria di quello che è in gioco – dice Manuel Pulgar Vidal, Leader del Programma Globale Clima ed Energia del WWF - A Bonn dobbiamo mettere in moto la dinamica necessaria per accelerare l’azione climatica, e rafforzare gli impegni, in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1.5°C”. 

Molti sono ormai coscienti del fatto che il cambiamento climatico va veloce, mentre le azioni per limitarlo e contrastarlo sono lentissime. Il WWF ha sempre chiesto che già prima dell’operativa effettiva dell’Accordo di Parigi, nel 2020, si mettano in campo azioni che permettano di ribaltare la situazione, facendo iniziare a scendere in modo significativo le emissioni. Inoltre, gli impegni dei Paesi (NDC) vanno rivisti e adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. E proprio oggi il WWF ha reso noti i risultati di un sondaggio in sei Paesi (Australia, Cina, Francia, Germania, Italia, USA) effettuato dall’IFOP, sondaggio che dimostra come quello del cambiamento climatico sia percepito come una delle maggiori fonti di preoccupazione, con gli eventi estremi e la siccità in testa (soprattutto in Italia e Cina).

Nessun dubbio sul fatto che gli scienziati concordino che il cambiamento climatico sia in atto (in Italia c’è il maggior consenso su questo), che sia responsabilità umana (Cina e Italia in testa) e che gli effetti si stiano già facendo sentire (anche su questo punto, l’opinione in Italia è netta, con uno schiacciante 80%). Interessante anche che gli italiani associno la lotta al cambiamento climatico al benessere e alla qualità della vita che le soluzioni portano e che al 96% vorrebbero vedere i leader locali e le aziende protagonisti.

Bonn
© Mark Lutes Enlarge
ghiacciaio, ice, warm, climate change
ghiacciaio, ice, warm, climate change
© Thorsten Milse / WWF-Canon Enlarge

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