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La crisi globale degli anfibi

Il rapporto del WWF (Wildlife in a worming world) sottolinea, una volta di più,  il grande problema che sottindende il cambio climatico estremamente invasivo, uno dei punti riportati nell’acronimo HIPPO: habitat destruction (distruzione degli habitat), invasive species (specie…

Il rapporto del WWF (Wildlife in a worming world) sottolinea, una volta di più,  il grande problema che sottindende il cambio climatico estremamente invasivo, uno dei punti riportati nell’acronimo HIPPO: habitat destruction (distruzione degli habitat), invasive species (specie invasive), pollution (inquinamento), human over-population (incremento della popolazione umana), overharvesting by hunting and fishing (sovraraccolta per caccia e pesca).
Le informazioni riportate nelle pagine del rapporto sono estremamente preoccupanti. Come ricercatore zoologo e conservazionista orientato in prima misura sugli aspetti riguardanti gli anfibi e sui rettili sto seguendo con particolare attenzione questi animali e sono allarmato. In quanto specie “a sangue freddo” (ectotermi in gergo scientifico) questi animali hanno un rapporto speciale con il clima e in più parti del mondo stanno diminuendo i propri contingenti popolazionali. In Madagascar, dove sono attualmente per una verifica delle attività di conservazione sugli anfibi nell’ambito dei programmi dell’IUCN SSC Amphibian Specialist Group molte specie micro-endemiche (ristrette a poche aree e a poche altitudine) stanno diminuendo considerevolmente. Qui, poi, la deforestazione è talmente invasiva che è diventata una sorta di “prigione” per rane e raganelle e altri anfibi. Le popolazioni di anfibi non riescono ad adattarsi e molte specie diminuiscono o diventano “minacciate”. Lo stesso avviene anche per le specie dell’Italia, un paese  dove la diversità è talmente elevata che rappresenta una nostra ricchezza, da non trascurare. C’è da sperare che i nuovi orientamenti politici riescano a tenere conto di queste urgenze, anche se le emergenze ecologiche stanno diventando preoccupanti.
 
Franco Andreone, PhD – MRSN Museo Regionale di Scienze Naturali (Torino)
ASN BIO/05 (full professor of zoology)
IUCN SSC Amphibian Specialist Group / Chair for Madagascar
 

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