Storia di Diana, la tartaruga marina salvata dal WWF | WWF Italy

Storia di Diana, la tartaruga marina salvata dal WWF

Notizie pubblicate su 11 February 2014   |  
Elisa, la volontaria con la giovane tartaruga marina Diana
© D.Freggi / archivio WWF
La nave attracca al molo di Lampedusa, dopo 2 giorni di maltempo in cui ha dovuto sospendere le corse che collegano l’isola alla Sicilia. Si apre il portellone e subito uno dei marinai mi sorride “Ecco qui la tua paziente!”
Piccola e indifesa nella sua vasca per il trasporto, la tartarughina quasi non si muove e sembra aspettare che qualcuno si occupi di lei. Un rapido affettuoso saluto all’equipaggio che l’ha vegliata durante le 10 ore di navigazione e con l’aiuto della giovane volontaria porto la nuova arrivata in ambulatorio. La visita e la radiografia confermano che l'animale ha la pinna anteriore fratturata e ha perso la maggior parte dell’articolazione: la cancrena sta consumando cio' che rimane della pinna e attaccando i tessuti sottostanti.
Spesso si pensa che questi incidenti siano dovuti a collisioni, mentre la maggior parte delle volte il responsabile è solo un lungo pezzo di filo di nylon, abbandonato, che si impiglia agli arti delle tartarughe bloccando il flusso sanguigno e mandando in necrosi i tessuti.
La nostra piccola paziente è fortunata, è stata recuperata a Trapani e poi grazie alla generosa staffetta delle guardie delle riserve e Oasi WWF di Paceco (Saline) e Torre Salsa è arrivata a Siculiana, in attesa di potersi imbarcare sul traghetto SIREMAR per Lampedusa. A tante sue compagne di sventura invece tocca l’indifferenza della nostra evoluta specie, o rimangono nascoste dal mare blu dove nessuno potrà aiutarle. Eppure le tartarughe marine sono così preziose anche per l’uomo: consumano tonnellate di meduse, impedendo a questa specie di proliferare nei nostri oceani!
Abbiamo chiamato la prima paziente del nuovo anno Diana, e domani sarà operata da Aldo, il veteterinario che da Napoli arriverà in aereo. Lei non ha più di 3-5 anni, pesa 4 kg, e per ora ha iniziato la terapia antibiotica. Una convalescenza di qualche mese le darà la forza e le energie necessarie per riconquistare il suo mare, pur con una pinna in meno! Un piccolo miracolo, grazie all’impegno di tanti, che hanno offerto il loro contributo per un futuro migliore per questi straordinari rettili marini… e del nostro Mediterraneo!

Daniela Freggi
Elisa, la volontaria con la giovane tartaruga marina Diana
© D.Freggi / archivio WWF Enlarge
Prima di essere rilasciate, le tartarughe vengono sempre marcate, per assumere informazioni sui loro spostamenti e le loro rotte in caso di nuovo ritrovamento
© Archivio WWF Enlarge

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