Aree Marine Protette | WWF Italy
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	© naturepl.com  / Alex Mustard / WWF

Aree marine protette

​Perché è importate difendere la biodiversità attraverso le Aree Marine Protette.
Le Aree Marine Protette sono uno strumento essenziale per il recupero, la protezione e l’aumento della  biodiversità, produttività e  resilienza degli oceani, e assicurano il rifornimento di  beni e servizi ecosistemici per le  generazioni attuali e future. 

Nel Mediterraneo ci sono 1.140 AMP designate che coprono il 6,5% del Mar Mediterraneo. Di queste solo 76 sono completamente protette e coprono lo 0,04% del Mediterraneo, con una  dimensione media molto  piccola (5 km2).
Il numero di AMP designate  è quasi triplicato  negli ultimi 15 anni, ma la stragrande maggioranza delle aree designate sono scarsamente controllate o sono "parchi su carta", perché non sono controllate o gestite. Le AMP aiutano a promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile. 

Il coinvolgimento di tutti gli attori la cui attività dipende dallo spazio di mare circoscritto dall’area protetta è fondamentale per assicurare una gestione efficace dell’area e ottenere i massimi benefici ambientali ed economici. Nell’AMP di Torre Guaceto, in Puglia, i pescatori partecipano alla gestione dell’area protetta e  ricordano che i grandi pesci riproduttori producono 15 volte più uova e larve all'interno dell'area protetta che all'esterno, per cui le catture al di fuori della zona sono raddoppiate a causa della protezione.

Il futuro del Mediterraneo sarà migliorato incrementando gli investimenti per sostenere l’espansione delle AMP ed assicurare una loro gestione efficace, permettendo alle persone e alle economie locali che da esse dipendono di raccogliere importanti introiti  nei decenni a venire.

Leggi il report: Marine Protected Areas: Smart Investments in Ocean Health >>


Pelagos: il santuario dei cetacei 

Il Santuario Pelagos ospita il 18% delle specie marine di tutto il mondo.
Tra le dodici specie di cetacei presenti, il capodoglio e il delfino comune sono specie minacciate secondo la Lista Rossa della IUCN, mentre il tursiope, la stenella striata e la balenottera comune sono specie vulnerabili. 

Tuttavia, questi animali non vivono solo entro i confini di Pelagos: secondo i più recenti dati scientifici (UNEP-MAP-RAC/SPA, 2013) diversi gruppi di cetacei (tra cui balenottere, capodogli, globicefali, grampi, tursiopi e stenelle) utilizzano habitat al di fuori dei confini del Santuario, in particolare intorno alle isole Baleari, nel Golfo del Leone e al nord della Sardegna.

L’allargamento del Santuario con l’inclusione del Golfo del Leone e delle Isole Baleari, promosso dal WWF, favorirebbe un approccio più integrato e completo alla conservazione dei cetacei, più coerente con l’area abituale di attività (home range) di queste specie e con la scala delle minacce umane che le impattano. 
 

Proteggere i grandi cetacei del Santuario dalle collisioni con le navi 

Il 30% del traffico marittimo di tutto il mondo transita attraverso il Mediterraneo, che insieme con la regione del Sud-Est asiatico, è una delle regioni più trafficate al mondo in termini di trasporto di passeggeri.

I rischi di collisioni derivanti da questo enorme traffico sono stati identificati come la causa principale della mortalità non naturale per i grandi cetacei aumentandola di circa il 20%. Si stima che dalle 8 alle 40 balenottere siano uccise ogni anno da collisioni nel Mediterraneo nord-occidentale. Purtroppo, a causa della congiunzione di un’elevata densità di animali e di traffico marittimo, il rischio di collisione con le navi nel Santuario Pelagos è 3,25 volte superiore a quello degli altri punti nel Mediterraneo.

Nel tempo sono stati individuati diversi sistemi per cercare di evitare le collisioni tra navi e cetacei e sono state sviluppate alcune tecnologie ad hoc. 

In Francia (uno dei tre Paesi firmatari dell’accordo di creazione del Santuario Pelagos), una nuova legge sulla biodiversità marina e sull’economia marittima ha reso obbligatorio per almeno una parte sostanziale delle compagnie battenti bandiera francese, che viaggiano regolarmente nel Santuario Pelagos, l’installazione di un sistema che permetta la condivisione della posizione di avvistamento dei mammiferi marini con l’obiettivo di evitarne la collisione. 

In Italia non esiste una legge simile. Quindi, il nostro lavoro mira a sostenere l’implementazione di sistemi anticollisione a bordo delle navi italiane che attraversano Pelagos, tramite il coinvolgimento delle compagnie, chiedendo loro l’adesione volontaria al progetto.

Per individuare nella maniera più precisa possibile le navi a cui proporre l’installazione di sistemi anti-collisione abbiamo realizzato un approfondito studio del traffico marittimo di Pelagos attraverso l’analisi dei segnali AIS in due anni e l’individuazione di due indicatori di rischio di collisione.

I risultati hanno rivelato che le navi francesi e italiane rappresentano quasi il 60% del traffico all’interno di Pelagos e che la categoria “passeggeri” della nave è la più impegnativa in termini di rischio di collisioni. 
 

I benefici delle Aree Marine Protette

  • Conservano la biodiversità e forniscono rifugi per specie in via di estinzione e specie minacciate.
  • Proteggono gli habitat critici da danni dovuti a pratiche di pesca distruttive e da altre attività umane e consentire loro di ricostituirsi.
  • Forniscono aree in cui i pesci possono riprodursi e crescere fino  alla loro dimensione adulta
  • Aumentano le catture di pesci (per dimensioni e quantità) nei siti di pesca circostanti
  • Aumentano la resilienza degli ecosistemi, necessaria per proteggerli contro effetti esterni dannosi come il cambiamento climatico
  • Aiutano a mantenere culture, economie e mezzi di sussistenza locali intrinsecamente legati all'ambiente marino.

Santuario Pelagos in numeri

  • Data di istituzione: il Santuario Pelagos è stato creato nel 1999 grazie ad un accordo internazionale. Nel 2002 è stato ufficialmente riconosciuto Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea 
  • Superficie: 87.500km2 che copre lo spazio marino al largo delle coste di Francia, Italia e del Principato di Monaco e rappresenta il 4% del 7% totale di superficie  marina protetta nel Mediterraneo. 
  • Specie protette: ospita il 18% delle specie marine di tutto il mondo.


Mediterraneo e traffico marittimo

  • Il 30% del traffico marittimo di tutto il mondo transita nel Mediterraneo; 
  • Il Mediterraneo è insieme al Sud-Est asiatico una delle regioni più trafficate per il trasporto di passeggeri; 
  • Le collissioni derivanti dal traffico marittimo hanno provocato un aumento della mortalità dei grandi cetacei di circa il 20%; 
  • Dalle 8 alle 40 balenottere muoiono ogni anno nel Mediterraneo a causa di collisioni; 
  • Nel Santuario Pelagos il rischio di collisione dei grandi cetacei con le navi è 3,25 volte superiore rispetto al resto del Mediterraneo.