Natura 2000 | WWF Italy

Natura 2000

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Ape da miele (Apis mellifera) nelle campagne romane
© R.Isotti, A.Cambone - Homo Ambiens / WWF
Natura 2000 è la rete di aree naturali protette istituite in applicazione della Direttiva “Habitat”  ‐  42/93/CEE e della Direttiva“Uccelli” 2009/147/CEE  ‐ ex 79/409/CEE e costituisce il principale strumento dell’Unione Europea per la conservazione in-situ della biodiversità, in relazione all’art.8 della Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica (CBD).

La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), in base alla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS) in base alla Direttiva "Uccelli", concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

In Italia sono stati individuati 2.288 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 597 Zone di Protezione Speciale (ZPS), suddivisi nelle tre regioni biogeografiche presenti (alpina, continentale e mediterranea). 

Complessivamente le aree della Rete Natura 2000 proteggono una superficie pari a oltre il 20% del territorio nazionale.
Nel Sistema delle Oasi WWF Italia su 114 aree naturali protette, 76 sono inserite nella Rete Natura 2000, appartenendo in parte o del tutto a Siti d’Importanza Comunitaria o Zone di Protezione Speciale.

L'individuazione e la gestione dei siti appartenenti alla Rete Natura 2000 è stata affidata in Italia alle Regioni ed altre Pubbliche Amministrazioni con una delega di competenze per molti aspetti eccessiva ed inopportuna. La gestione di queste aree naturali protette d’interesse europeo è stata affidata in molti casi ad Enti Locali come i Comuni, quasi sempre privi di personale qualificato e competente nella gestione della biodiversità.

Il Ministero dell’Ambiente ha comunque adottato alcuni provvedimenti d’indirizzo e coordinamento per la gestione della Rete Natura 2000, con il  decreto del 3 settembre 2002 “Linee Guida per la gestione dei siti Natura 2000” sono state fornite indicazioni per la predisposizione dei piani di gestione dei siti, mentre con il decreto n° 84 del 17 ottobre 2007 sono stati emanati criteri minimi uniformi per definire le misure di conservazione per le ZPS e per le ZSC, cui le Regioni hanno dovuto uniformarsi con propri atti normativi di recepimento. Ad oggi quasi tutte le Regioni hanno formalmente recepito il decreto, anche se con diversi livelli di completezza.

Per il finanziamento della gestione della Rete Natura 2000 l’Unione Europea mette a disposizione degli Stati membri importanti risorse attraverso la programmazione dei diversi fondi comunitari, come ad esempio il programma LIFE. Al fine di assicurare un adeguato coordinamento delle risorse dei diversi fondi, in relazione agli obiettivi prioritari di gestione dei siti Natura 2000, è prevista nella programmazione 2014 – 2020 la definizione a livello regionale dei PAF (Priority Action Framework).

Per garantire un giusto equilibrio tra l’obiettivo di mantenere o ripristinare in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie di interesse comunitario e l’uso sostenibile delle risorse naturali, l’art. 6 della Direttiva Habitat ha previsto la valutazione di incidenza, per tutte le opere ed attività umane che possono determinare un impatto negativo sui siti della Rete Natura 2000.

Una ricerca condotta dal WWF  e dalla LIPU ha evidenziato che la qualità degli studi di incidenza prodotti è complessivamente piuttosto critica e spesso non rispondente alle finalità della procedura, anche gli uffici preposti al rilascio del parere sulle valutazioni d’incidenza risultano spesso inadeguati a causa di carenze di personale ed assenza delle professionalità necessarie.

Link per approfondimenti

http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm
 

http://ec.europa.eu/environment/nature/info/pubs/docs/nat2000/2002_faq_it.pdf
 

http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=Rete_Natura_2000.html
 

http://www.naturaitalia.it/home_it/biodiversita/conservare-la-biodiversita/aree-protette.html?p=5

http://www.natura.org
 

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