L'Italia dei parchi, il check up 2011 | WWF Italy

L'Italia dei parchi, il check up 2011

A venti anni dalla legge quadro L. 394/1991 il WWF fa il punto sulle aree protette in Italia
Per celebrare i primi venti anni della legge quadro sulle aree naturali protette il WWF Italia ha redatto un rapporto sullo stato delle aree naturali protette nel nostro paese, un viaggio virtuale nei Parchi nazionali e nelle politiche delle Regioni per i parchi e le riserve naturali.

Ne esce un quadro ambivalente con molti importanti successi per la conservazione della natura e la difesa del territorio ma anche con numerosi problemi determinati in gran parte da comportamenti contraddittori di chi oggi ha la responsabilità del governo delle politiche per le aree naturali protette a livello regionale e dalle minacce derivanti da interessi economici particolari. Il dossier ripercorre nella sua prima parte la storia della legge quadro, presentando i suoi contenuti essenziali e i numeri che assicurano oggi la tutela di oltre il 10% del territorio nazionale. Sono presi in esame i problemi del finanziamento delle aree protette ma anche le opportunità economiche legate al turismo e all’agricoltura. Non potevano mancare ovviamente le Oasi del WWF, il 25° Parco nazionale italiano.

L’Italia dei parchi che ci consegna l’applicazione ventennale della legge quadro 394 del 1991 è una medaglia a due facce, una positiva con i successi (il verde) ed una negativa con le sconfitte (il nero).
Come nel caso del Parco Nazionale dello Stelvio con il ritorno del Gipeto da un lato e le ferite inferte dai mondiali di sci del 2005 di Bormio dall’altra, o il caso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi il primo in Italia a dotarsi di tutti gli strumenti di gestione territoriale (primo fra tutti il Piano del Parco) che non ha impedito però l’approvazione dell’Ente Parco del progetto per la centralina idroelettrica presentato dalla ditta Energie Valsabbia. Continuando il nostro viaggio si arriva al Parco nazionale dei Monti Sibillini dove ricordiamo il ritorno del camoscio sui Sibillini da un lato e il fallimento del progetto delle Case del Parco come modello di servizi per la fruizione, mentre per il Parco dell’Arcipelago Toscano l’apertura al pubblico dell’isola di Pianosa e la mancata istituzione dell’area marina protetta. Tra i parchi del sud ricordiamo il successo del progetto della rete di protezione civile del Parco Nazionale del Pollino per fermare la piaga degli incendi boschivi e nello stesso parco la grave minaccia della possibile attivazione della centrale a biomasse del Mercure.

Dalle proposte di modifica delle leggi regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche, che il WWF valuta inopportune e peggiorative, alla sconfitta della natura in Trentino con la realizzazione del collegamento funiviario Pinzolo – Madonna di Campiglio a cui si contrappone la vittoria dell’operazione Orso promossa dal Parco Naturale Adamello – Brenta, proseguendo fino alla Sicilia dove l’assedio della politica indebolisce i parchi regionali, taglia i finanziamenti e assilla con la sua burocrazia. Nonostante questi problemi i Parchi siciliani hanno rappresentato, come tutte le aree protette regionali, un baluardo contro la continua aggressione del territorio.
 
 
	© Wild Wonders of Europe /Claudia Mueller / WWF
Orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) in fiore, Vieste, Puglia
© Wild Wonders of Europe /Claudia Mueller / WWF
Non potevano mancare nel nostro dossier ovviamente le aree naturali protette regionali, che rappresentano la maggior parte delle 871 aree protette oggi istituite.