I conflitti nel cuore verde dell'Africa | WWF Italy

I conflitti nel cuore verde dell'Africa

Le risorse naturali abbondanti possono anche rappresentare un problema

Nel Bacino del Fiume Congo, i conflitti sono stati un problema ricorrente per lo sviluppo di molti paesi. Le risorse naturali svolgono un ruolo importante nell’alimentare i conflitti, molti dei quali sono legati al controllo e all’accesso alla risorse naturali. Il prezzo lo pagano le comunità locali e le foreste.
Le guerre nel Bacino del Fiume Congo hanno come protagonisti gruppi di combattenti sempre in movimento, che ottengono il controllo temporaneo di città e insediamenti, ma che non sono quasi mai in grado di sottomettere le aree circostanti.

Il costante movimento delle milizie e l’imprevedibilità delle loro azioni esercita un impatto devastante sulle vite umane.

Le stime delle morti dovute alle guerre nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo oscillano tra 3,3 milioni e 4,5 milioni di morti. Per evitare conflitti, i profughi e le popolazioni rurali rifugiate evitano le strade principali e si spostano nelle foreste e nelle aree protette, dove è più improbabile l’incontro con soldati e ribelli.1 Secondo l’Onu questi conflitti sono stati i più devastanti e sanguinosi dopo la seconda guerra mondiale.

In quale modo le risorse naturali alimentano le guerre

Risorse naturali come il legname e altre come i diamanti svolgono ruoli importanti nella motivazione di queste guerre per via delle loro caratteristiche (accessibilità, rapporto tra peso e valore e la possibilità di saccheggiarle, nasconderle e poi rivenderle successivamente)2.

Nella Repubblica Democratica del Congo i gruppi di ribelli, le truppe governative e i loro alleati stranieri hanno utilizzato i diamanti, l’oro, il legname, il coltan e il cobalto per pagare i costi delle loro guerre. A queste risorse utlizzate per alimentare i conflitti si aggiunge tristemente anche l’avorio, contribuendo all’estinzione di questi incredibili animali.

La perpetuazione del conflitto…

Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite per lo studio dello sfruttamento illegale delle risorse naturali della Repubblica Democratica del Congo ha recentemente dichiarato che "Lo sfruttamento illegale continua ad essere una delle principali fonti di finanziamento dei gruppi coinvolti nella perpetuazione dei conflitti".

Quali sono gli impatti derivanti dal conflitto?

  •  La distruzione dello stato di diritto e di tutte le altre forme di controllo durante i conflitti e nei periodi immediatamente successivi.
  • Movimenti di massa delle popolazioni e violazioni dei diritti umani.
  • Declino della produzione agricola e della disponibilità di commerci e generi alimentari, per via delle scarse condizioni di sicurezza per i trasporti.
  • Maggiore dipendenza dalle risorse naturali estratte dagli ambienti selvatici (come nel caso della caccia di specie selvatiche a fini alimentari) a fini di sopravvivenza, data l’assenza di altri mezzi di sostentamento. Quando i profughi cercano mezzi per sostentare se stessi lontano dalle proprie aree di origine, con le rispettive famiglie, spesso invadono zone scarsamente protette alla ricerca di rifugi, nutrimento e prodotti da rivendere.