Capitale naturale | WWF Italy

Capitale naturale

 rel=
Evento 4 Luglio WWF EXPO
© WWF

Biodivesità: Il capitale naturale, la base per una nuova economia

Convegno EXPO 2015 4 luglio 2015 – Ore 16.00 AUDITORIUM TEATRO DELLA TERRA EXPO - BIODIVERSITY PARK
I sistemi naturali (costituiti dalla ricchezza degli ecosistemi e della biodiversità presente sul pianeta e frutto di oltre 3.8 miliardi di anni di evoluzione della vita sulla Terra) ed i servizi che essi offrono gratuitamente e quotidianamente allo sviluppo ed al benessere umano sono la base essenziale dei processi economici, dello sviluppo e del benessere delle società umane.
L’umanità deriva e dipende dalla natura, ne fa parte, è costituita dagli stessi elementi fondamentali che compongono l’intero Universo, la Terra e la vita, e non può vivere al di fuori di essa.
I modelli economici perseguiti dalle società umane non possono quindi operare al di fuori dei limiti biofisici che i sistemi naturali presentano. Le capacità rigenerative e ricettive dei sistemi naturali rispetto alla continua e crescente pressione umana presentano degli evidenti limiti.
Il capitale naturale non può quindi essere “invisibile” ai modelli economici come avviene attualmente, ma deve essere considerato centrale e base fondamentale per lo sviluppo dell’umanità.
E’perciò necessario individuare le modalità per “mettere in conto” la natura, cercare di fornirgli un “valore”.
Questo valore non può essere individuato solo in termini “monetari” perché le strutture, i processi, le funzioni e i servizi dei sistemi naturali vanno ben oltre ogni possibilità economica di mera rendicontazione monetaria.
E’ comunque indispensabile che la contabilità economica venga affiancata da una contabilità ecologica che tenga conto dei conti fisici delle risorse, dei sistemi naturali e dei loro servizi nonché, ove possibile, di quelli monetizzabili con i metodi sin qui ufficialmente standardizzati.
E’ invece necessario far sì che il valore del capitale naturale influenzi in maniera significativa i processi di “decision making” politico-economici.
La Strategia Nazionale per la Biodiversità predisposta dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, per ottemperare alle indicazioni della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica e approvata nel 2010, indica la propria “visione” in questa frase: “La biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti
in atto a livello globale e locale.
Per il suo conseguimento la Strategia nazionale è stata articolata intorno a tre tematiche cardine, che sono: la biodiversità e servizi ecosistemici, la biodiversità e i cambiamenti climatici, la biodiversità e le politiche economiche.
 
Gli Obiettivi Strategici indicati dalla Strategia sono tre:
  1. Entro il 2020 garantire la conservazione della biodiversità, intesa come la varietà degli organismi viventi, la loro variabilità genetica ed i complessi ecologici di cui fanno parte, ed assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla Terra e per il benessere umano.
  2. Entro il 2020 ridurre sostanzialmente nel territorio nazionale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, definendo le opportune misure di adattamento alle modificazioni indotte e di mitigazione dei loro effetti ed aumentando le resilienza degli ecosistemi naturali e seminaturali.
  3.  Entro il 2020 integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore, anche quale opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale, rafforzando la comprensione dei benefici dei servizi ecosistemici da essa derivanti e la consapevolezza dei costi della loro perdita.
 
Il primo e il terzo obiettivo strategico sono profondamente legati alla tematica della considerazione e della valutazione del capitale naturale e non è un caso che il Ministero dell’Ambiente abbia già avviato un progetto per la realizzazione di un sistema di contabilità ambientale per i Parchi Nazionali.
Inoltre, in particolare per la forte spinta del WWF in accordo con il Ministero Ambiente, si è ottenuto l’inserimento nel ddl di legge governativo “Disposizioni in materia ambientale per promuovere la green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” attualmente in discussione in Parlamento (alla Commissione Ambiente al Senato, dopo essere stato licenziato alla Camera), l’articolo 50, che prevede l’istituzione del Comitato Nazionale per il Capitale Naturale, l’ art. 51, catalogo dei sussidi e l’ articolo 53 di delega al Governo di normative relative ai pagamenti dei servizi eco sistemici, articoli molto importanti per quanto riguarda la focalizzazione della valutazione del capitale naturale nei processi nazionali formali di programmazione economica, dalla predisposizione del DEF fino alla legge di stabilità.
Il dibattito internazionale in merito è ormai amplissimo dall’approfondito lavoro del programma internazionale del TEEB, The Economics of Ecosystems and Biodiversity,  fino all’International Platform of Biodiversity and Ecosystem Services, IPBES, alle iniziative internazionali del Natural Capital Protocol e della Natural Capital Declaration, ecc.
Il convegno cercherà di fare il punto su questo tema fondamentale, analizzandone il quadro generale, le azioni concrete già operative in diverse parti del mondo e nel nostro paese e le proposte concrete per contribuire ad impostare una nuova economia che tenga veramente conto della natura.
 
PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Dibattito
MODERATORE: Gloria Zavatta (Sustainability Manager, Expo)