Le priorità di conservazione | WWF Italy

Le priorità di conservazione

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Un panda gigante su un albero. Wolong Panda Reserve, Sichuan, Cina.
© Bernard De Wetter / WWF


In ogni continente, in ogni habitat, le specie animali e vegetali sono gravemente minacciate. 


In un giorno spariscono per sempre fino a 200 specie: un bilancio terribile, che potrebbe portare alla perdita di 50 mila specie in un anno

Per fermare questo scempio il WWF ha deciso di concentrare i suoi sforzi su un numero selezionato di specie, definite "prioritarie", che hanno un ruolo chiave all'interno dell'ecosistema in cui vivono.

Proteggere loro significa proteggere interi cicli vitali >>


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Cosa abbiamo fatto per le specie in Italia

Siamo impegnati da 50 anni per la difesa delle specie a rischio.

Sono state notizie come il pericolo di estinzione del cervo sardo o dell'orso marsicano - coinvolto nella profonda crisi del Parco Nazionale d'Abruzzo -  a coalizzare energie e forze nella nascita dell’Associazione italiana per il WWF: era il 1966.

Da allora i maggiori sforzi hanno visto il WWF impegnato a difesa del lupo, ridotto negli anni ’70 a poche decine di esemplari, con una campagna partita dal Parco nazionale d’Abruzzo ed estesa poi in tutta Italia; nel progetto di conservazione del pelobate fosco in Piemonte e Veneto per difendere uno degli anfibi endemici maggiormente minacciati; per l'orso marsicano nell'Appennino centrale; per le ultime popolazioni di albanella minore nella maremma Toscana.

E poi ancora il camoscio d'Abruzzo, con la reintroduzione di questa specie sui massicci della Maiella e Gran Sasso, la lontra, attraverso il Centro lontra di Penne e le Oasi campane di Persano e Grotte del Bussento che ne tutelano gli ultimi habitat.

Ma anche il cervo sardo, grazie all'acquisto dell'Oasi di Monte Arcosu e Monte Lattias in Sardegna, e le tartarughe marine, attraverso i centri di recupero e l’impegno dei volontari a difesa dei nidi lungo le coste siciliane e calabresi.