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Ravenna - Anche il Consiglio di Stato da ragione al WWF Ravenna - Anche il Consiglio di Stato da ragione al WWF

La Provincia di Ravenna revoca la nomina a due Guardie Venatorie volontarie del WWF ma, dopo il Giudice di Pace, anche il Consiglio di Stato annulla il provvedimento.

Due recenti ordinanze del Consiglio di Stato riconoscono le ragioni del WWF Italia e annullano i provvedimenti della Provincia di Ravenna, nati con l'unico intento di bloccare l'attività dei volontari del WWF Faentino.

Con questa nuova pronuncia, l'organo Amministrativo Superiore, ha annullato l'efficacia del provvedimento di "Revoca di nomina a guardia giurata volontaria", notificata dalla provincia a due Guardie Ambientali del WWF, ritenendo infondate e generiche le motivazioni con le quali la provincia di Ravenna aveva giustificato il proprio atto.
L'Amm. Provinciale aveva emesso il provvedimento di revoca utilizzando le affermazioni calunniose dei bracconieri sanzionati e denunciati per violazioni alla normativa venatoria e per le accuse mosse da un gestore di un'azienda faunistica venatoria accorso in difesa di quattro bracconieri sorpresi ad abbattere fauna protetta o ad usare mezzi vietati.
Per ritorsione gli agenti del WWF erano stati denunciati per una serie di reati: dall'invasione dei terreni, turbativa violenta del possesso di cose immobili, minaccia con l'aggravante di abuso di potere.


Tutte le gravi accuse si sono rivelate totalmente infondate tanto che hanno indotto il Giudice di Pace, sentiti anche come testimoni due Ispettori della Polizia Provinciale, ad assolvere le due Guardie WWF dalle accuse perché il fatto non sussiste.
Nonostante la sentenza di assoluzione, nella memoria difensiva inviata al Consiglio di Stato, l'Amm. Provinciale ha ripresentato le stesse false accuse, già valutate come insussistenti dal Giudice di Pace, utilizzandole in malafede e con un linguaggio acrimonioso che poco si addice alla pubblica amministrazione.
L'istruttoria avviata dalla Provincia, basata su simili presupposti, non è riuscita ovviamente a convincere i giudici del Consiglio di Stato che hanno prontamente annullato il provvedimento della Provincia di Ravenna.

Cosa ha spinto gli uffici dell'Assessore Asioli ad accanirsi contro i volontari del WWF promuovendo ad ogni costo un provvedimento oltremodo carente in fase istruttoria e anche in contrasto con precedenti sentenze della Corte Costituzionale? Forse l'alterigia ha fatto ritenere che fossero sufficienti delle denunce anonime o l'utilizzo di accuse infondate, ripetute anche dopo sentenza di assoluzione del Giudice di Pace, per liberarsi dalle scomode Guardie WWF.

Ora chi risponderà del denaro pubblico, inutilmente e colpevolmente sprecato per questa vicenda condotta con superficialità tanto da ipotizzarsi un danno erariale?

I volontari WWF sono persone che da anni si impegnano, con tanti sacrifici personali, nel contrastare il fenomeno della caccia illegale, ma la provincia, malgrado sia l' Ente preposto alla tutela della fauna selvatica, sembra non accorgersi di quanto avviene nel territorio. Appare grave che un pubblico amministratore non contemperi le diverse esigenze, tra l'altro regolamentate per legge, ma continui ad agire solo come rappresentante di una associazione venatoria come lo è stato in passato.
La conferma la si può trovare leggendo la stampa degli ultimi giorni, con le dichiarazioni dello stesso assessore Asioli, o andando a vedere i filmati postati su internet dove gli illeciti venatori sono di una quotidianità scandalosa che non trovano riscontro nelle province confinanti.
L'illegalità accettata e giustificata dallo stesso assessore, che invece dovrebbe contrastarla, umilia la storia e sminuisce la lunga tradizione del rispetto delle regole di tutta la nostra regione.

Il WWF non può che indignarsi nel vedere come una Provincia importante come quella di Ravenna, segnata da tre gravi incidenti di caccia accaduti nel giro di poche settimane, sia più preoccupata a frenare gli organi di vigilanza anziché agevolarli nel controllo di un territorio che, in materia ambientale, appare sempre più abbandonato a se stesso.
Proprio per effetto di tutte queste vicende, come atto di seria responsabilità nei confronti dei cittadini, chiediamo che l'assessore Asioli presenti le proprie dimissioni.

Comunicato stampa WWF Emilia-Romagna del 23 ottobre 2009

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