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Il WWF per l'Ecoregione Mediterraneo

L'ecoregione Mediterraneo è un'area vastissima che comprende una grandissima varietà di ambienti animali, culture e popoli che riguarda l'intera area, marina e terrestre, del bacino, dalle Coste Atlantiche del Marocco e delle Isole Canarie sino all'Anatolia orientale e alle Steppe del Medio Oriente. Cosa facciamo per conservare questo enorme patrimonio.

Proprio in virtù di questo enorme patrimonio ambientale e geopolitico, ogni paese mediterraneo in cui è presente o agisce il WWF, è chiamato a dare il proprio contributo. Attraverso una esperienza mai tentata prima, si cerca di raggiungere l'ambizioso traguardo di coinvolgere e far lavorare insieme tutti gli Stati del Mediterraneo per il raggiungimento di un programma di salvaguardia che superi i confini nazionali, ma che individui habitat e progetti su scala sovranazionale, lasciando da parte, per una volta, i confini geografici e gli interessi locali. Il nuovo processo per la tutela della biodiversità si chiama conservazione ecoregionale, si basa sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e mira a tracciare un programma su un periodo di 50 anni.

L'Ecoregione Mediterraneo Centrale

In questa prima fase il WWF Italia si è assunto il compito di analizzare e valutare il settore di più diretta influenza geografica e che comprende tutta la penisola italiana (dall'Appennino settentrionale alle isole siciliane), la Sardegna, la Corsica e l'isola di Malta, cercando di considerare come un'unica "entità" il mare che bagna e unisce tutte le relative coste.

Ad oggi sono già 31 i partner che tra istituzioni ed enti di ricerca hanno scelto di sostenere l’approccio ecoregionale insieme al WWF Italia per la tutela dell’Ecoregione Mediterraneo Centrale.

Oltre a numerosi partner istituzionali e tecnici coinvolti, sinora il programma vede la partecipazione attiva di un centinaio di scienziati, i quali hanno cominciato ad utilizzare le informazioni disponibili per definire i parametri attraverso i quali individuare le aree e i temi sui quali è più urgente intervenire. Allo stesso tempo sono stati individuati anche tutti i portatori di interessi, generalmente definiti in inglese con il termine "stakeholders", che sotto ogni punto di vista possono guardare con fiducia la definizione di un programma a così vasta scala. È infatti fondamentale coinvolgere, nella definizione del piano di azione per la conservazione, le categorie professionali che più direttamente traggono profitto dallo sfruttamento diretto delle risorse naturali, come gli agricoltori, i pescatori e gli allevatori. Senza lo sforzo e la collaborazione di tutti i soggetti interessati non è infatti immaginabile la realizzazione di un programma che deve rimanere attivo ed efficace almeno per i prossimi 50 anni.

La ricchezza in biodiversità del Mediterraneo

Sulle terre emerse comprese nell'area del bacino del Mediterraneo si trovano 25 mila specie di piante, 62 specie di anfibi e 179 specie di rettili. Oltre la metà delle specie animali e vegetali presenti in quest'area vive esclusivamente qui. Il Mediterraneo è inoltre un importante snodo delle rotte migratorie per almeno 150 specie di uccelli di tutto il Paleartico ed oltre.

Il Mediterraneo è il più grande mare "chiuso" del mondo: 2,5 milioni di kmq. In esso vivono circa 900 specie di pesci e circa 400 specie di piante marine.

 

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