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Il WWF per la tutela delle Specie

Fronteggiamo la distruzione degli habitat e i cambiamenti climatici per salvare le specie a rischio

Foca monaca - M. Di Domenico (Panda Photo)

Ogni giorno la distruzione degli habitat, il commercio illegale, il bracconaggio, l’inquinamento, i cambiamenti climatici mettono sempre più in pericolo gli abitanti non umani del nostro Pianeta. Migliaia di specie di piante e animali rischiano seriamente l'estinzione, e moltissime si sono andate perdute nell'ultimo secolo come denuncia ogni anno l'IUCN con la Lista Rossa delle specie minacciate.

E' dall'anno della sua nascita che il WWF si batte per difendere le specie animali e vegetali minacciate. Il panda, simbolo da sempre, fu scelto da Peter Scott, uno dei fondatori, in onore del panda ospite dello Zoo di Londra. Con una convinzione: non si salvano le specie se non attraverso la tutela e la conservazione degli habitat naturali. Di più: ogni iniziativa in difesa della natura può avere successo solo se sostenuta da una approfondita analisi dei rapporti che legano l’uomo all’ambiente.

Schede Libro Rosso WWF: le specie a rischio in Italia

Le specie a rischio nel Mondo

Nei suoi 40 anni di vita il WWF Italia è stato impegnato in importanti azioni per la conservazione delle specie in Italia. In Italia la scoperta che il cavaliere d’Italia era tornato dopo un secolo a nidificare, la notizia che il cervo sardo stava estinguendosi, la preoccupazione per la sorte dell’orso marsicano - coinvolto nella profonda crisi del Parco Nazionale d’Abruzzo - servirono a coalizzare energie e forze nella nascita dell’Associazione italiana per il WWF: era il 1966.

I maggiori sforzi hanno visto in questi anni il WWF impegnato a difesa del lupo, ridotto negli anni ’70 a poche decine di esemplari, con una campagna partita dal Parco nazionale d’Abruzzo ed estesa poi in tutta Italia; nel progetto di conservazione del pelobate fosco in Piemonte e Veneto per difendere uno degli anfibi endemici maggiormente minacciati; per l'orso marsicano nell'Appennino centrale e le ultime popolazioni di albanella minore nella maremma Toscana.

E poi ancora il camoscio d'Abruzzo, con la reintroduzione di questa specie sui massicci della Maiella e Gran Sasso, la lontra, attraverso il Centro lontra di Penne e le Oasi campane di Persano e Grotte del Bussento che ne tutelano gli ultimi habitat, il cervo sardo, grazie all'acquisto dell'Oasi di Monte Arcosu e Monte Lattias in Sardegna, e le tartarughe marine, attraverso i centri di recupero e l’impegno dei volontari a difesa dei nidi lungo le coste siciliane e calabresi.

Per la tutela e la conservazione della biodiversità e delle specie a rischio, il WWF lavora a livello ecoregionale (l' Italia  è inclusa nelle ecoregioni Alpi e Mediterraneo) con lo sviluppo di progetti sviluppati grazie anche alla rete delle Oasi – oltre 30.000 ettari di natura protetta – per la promozione, la crescita e il rafforzamento delle aree protette italiane (terrestri e marine), la tutela legale di piante e animali, e per ridurre l'impatto della caccia e del bracconaggio tramite la vigilanza e i Centri di recupero Fauna. Il tutto nell'ottica "europea" della Rete Natura 2000, un sistema coordinato di aree destinate alla conservazione della diversità biologica in Europa, per la quale l’Italia è chiamata a fare la sua parte.

Le specie bandiera, sulle quali il WWF lavora in modo prioritario

 

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