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Il WWF per i Parchi, le Oasi e le Aree protette

Per uno sviluppo sostenibile e la tutela della biodiversità


 
Le aree protette rappresentano uno degli strumenti principali per la conservazione della biodiversità. Sono anche un’opportunità per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo sostenibile e per vincere la povertà. La necessità di creare e gestire aree protette è ribadito con chiarezza dall’articolo 8 della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità e dall’Obiettivo 7 del Millennium Development. Oggi il 12 per cento della superficie del Pianeta è riconosciuta come area protetta, una percentuale positiva ma piena di lacune: non tutti gli ecosistemi sono protetti in modo adeguato (il mare lo è per appena lo 0,5 per cento) e molte aree protette non sono gestite o lo sono solo parzialmente. Anche nel nostro Paese la percentuale di territorio protetto ha raggiunto percentuali importanti e fino a pochi anni fa insperate. Parchi e riserve naturali coprono oggi circa l’11 per cento del nostro territorio, mentre si arriva al 20 se si tiene conto anche di altri vincoli, a cominciare da quelli ancora potenziali della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea. 

Il WWF fin dalla sua fondazione si occupa di aree protette, riconoscendone il ruolo concreto di conservazione e gestisce in maniera diretta oltre 100 Oasi. Tantissimi i progetti e le attività svolte dall'Associazione, a livello nazionale e locale, nelle e per le aree protette italiane: parchi nazionali, regionali, riserve naturali terrestri e marine. Dall'ecoturismo alle vacanze natura, dalla tutela legale dei parchi ai programmi di educazione, formazione e informazione ambientale. Fondamentale anche l'attività di studio e monitoraggio: il Check Up dei Parchi nazionali e delle aree protette marine (2002).

I 5 obiettivi del WWF per la tutela delle aree protette

1) Richiamare la “mission” storica delle aree protette, troppo spesso dimenticata a vantaggio di attività produttive e infrastrutture.

2) Completamento del sistema della aree umide, in primis la Laguna di Venezia e lo stesso Delta del Po, i cui vincoli sono insufficienti.

3) Lo sviluppo e l’implementazione della Rete Natura 2000, il sistema interconnesso di aree protette voluto dall’Unione Europea.

4) La promozione di un sistema efficace ed efficiente di Oasi (modelli di gestione e sviluppo sostenibile).

5) La promozione dei parchi transfrontalieri, a cominciare da quelli delle Alpi Marittime e del Carso.

Oggi i parchi hanno vivono spesso realtà difficili, con carenze nella efficienza ed efficacia di gestione. Spesso le aree protette sono un sistema frammentato che non gioca quel ruolo di connessione con il resto del territorio che è alla base della missione stessa delle aree protette. Missione ulteriormente impoverita dalle politiche attuali che danno alle aree protette un ruolo più dedicato allo sviluppo di attività produttive piuttosto che agli obiettivi prioritari: la conservazione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile. In questi anni il WWF ha con forza e in diverse sedi denunciato la deriva della missione delle aree protette, viste più come contenitori di attività produttive, di presidi politici che come strumenti per la conservazione della biodiversità.

 Visita il sito dedicato alle Oasi del WWF

 

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