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Lontra (Lutra lutra)
Nel nostro paese la lontra si è estinta in gran parte del suo areale che fino ai primi anni del secolo comprendeva gran parte del territorio nazionale.
Status e distribuzione della lontra
La lontra (Lutra lutra) è presente in gran parte dell'Europa e dell'Asia. Si conoscono almeno 10 sottospecie di lontra, tra cui quella paleartica, Lutra lultra lutra, che vive in Italia. Nel nostro paese la lontra si è estinta in gran parte del suo areale che fino ai primi anni del secolo comprendeva gran parte del territorio nazionale.Attualmente, la lontra è presente con nuclei frammentati, soprattutto del centro-sud. Dati prioritari provengono da: 1 stazione in Liguria, 3 stazioni in Emilia Romagna, da 2 a 3 in Toscana, da 3 a 4 nel Lazio, 3 in Abruzzo, 2 in Molise, circa 20 in Campania, circa 10 in Basilicata, 4 in Puglia, 4 in Calabria. La popolazione più importante di lontra è evidentemente quella che somma i nuclei della Campania e Basilicata. Si può calcolare, approssimativamente, una popolazione di circa 260 individui. La specie è inserita dall'IUCN nella categoria di minaccia NT-Near Threatened (quasi a rischio).
Tassonomia e altre informazioni sullo status della lontra: vai alla pagina del sito IUCN Red List >>
Biologia della lontra
Il corpo è allungato e fusiforme, la pelliccia, di color bruno sul dorso e sulle zampe e color nocciola-bianco sul ventre, sul petto e sulla gola, è spessa e impermeabile, le zampe sono corte ma robuste, con piedi palmati, la coda è larga e piuttosto schiacciata. Le orecchie sono piccole e, come le narici, si chiudono quando l'animale si immerge; gli occhi, anch'essi piccoli e rivolti in alto, sono ben adattati alla visione subacquea; il muso è dotato di vibrisse che permettono di individuare la preda in acque torbide o nell'oscurità notturna.
La lontra frequenta ambienti molto vari: vive nei fiumi, nei torrenti, nei laghi, nelle paludi. Si nutre essenzialmente di pesce, in particolare delle specie lente come i ciprinidi (arborella, cavedano, vairone) e l'anguilla, che cattura con grande abilità. Integra la sua dieta con anfibi e qualche piccolo mammifero e uccello, in alcune aree caccia anche le natrici.
Generalmente conduce vita solitaria che abbandona soltanto durante l'epoca degli amori. E' legata ad un determinato territorio la cui estensione dipende dalle risorse disponibili e dalla facilità di rifugio. Il ciclo riproduttivo è ancora poco noto e le informazioni disponibili derivano soprattutto da studi di individui tenuti in cattività. La gestazione va dai 61 ai 74 giorni e i parti possono avvenire in tutte le stagioni, con la nascita di 1-3 piccoli.
Conservazione della lontra
Il problema lontra si è posto fin dai primi anni '80, con l'organizzazione di un Gruppo Lontra nato su stimolo del WWF Italia. Dopo un primo censimento, le attività si sono concentrate in alcuni bacini e si è attivato un programma di riproduzione in cattività. Attualmente le attività di conservazione sulla lontra fanno capo a un gruppo di lavoro costituito da Università, CFS e WWF Italia. In generale, occorre tutelare i bacini dove vivono i nuclei principali (Sele-Calore, Agri e Basento) e i bacini vicini. Occorre avviare studi di fattibilità per il rilascio in natura degli individui nati in cattività. Inoltre, è fondamentale monitorare i siti idonei e quelli ritenuti potenzialmente idonei.
A cura di Antonio Canu
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