Oasi affiliata Bosco di Palo Laziale
E' uno degli ultimi residui della grande foresta planiziale tirrenica.
L'ambiente, la flora e la fauna
L’Oasi WWF “Bosco di Palo”, nonostante le alterazioni subite nel corso degli anni, mantiene ancora caratteristiche molto peculiari in ognuno degli habitat presenti; bosco planiziale, piscine temporanee, macchia mediterranea e prato.
Il sentiero natura, agibile in parte anche da disabili motori, si snoda per circa 2 km, toccando tutti gli ambienti dell’Oasi, ed è corredato da bacheche e pannelli didattici che permettono un maggior approfondimento su alcune specie. Il relitto bosco planiziale è composto da cerro, leccio, roverella, qualche olmo, corbezzolo, acero campestre e acero minore. Nel sottobosco sono abbondanti il pungitopo, il gigaro, l’aglio trigono, ed alcune specie di orchidee.
Il bosco accoglie molti passeriformi tra cui cinciallegra, cinciarella, fiorrancino. Tra i mammiferi, tutti dalle abitudini prettamente notturne, vi sono la faina, la donnola, la volpe e l’istrice. Simbolo dell’Oasi è il tasso, un mammifero dalle abitudini notturne, prevalentemente carnivoro, che non disdegna però frutti selvatici e tuberi. Preferisce boschi di latifoglie o misti, anche di limitate dimensioni, alternate a zone aperte, sassose e incolte. Scava tane o utilizza quelle scavate da volpi e istrici, con i quali a volte convive.
Le piscine di acqua astatica sono affioramenti della falda freatica in cui l’acqua è presente da ottobre/novembre fino ai primi di giugno. Tipiche dei boschi tirrenici, vanno scomparendo rapidamente a causa dell’irrazionale sfruttamento delle acque sotterranee. La vegetazione è costituita da frassino meridionale e da specie erbacee quali carice, e tifa. Le pozze sono popolate da rane, tritoni, natrici, testuggini palustri e piccoli crostacei.
La macchia mediterranea è rappresentata da lentisco, fillirea, mirto, viburno, erica, biancospino, rosa canina, prugnolo e stracciabrache. Queste e le altre specie tipiche della macchia rappresentano una fondamentale risorsa alimentare per molti animali del bosco, specialmente nei mesi invernali.
Infine, il prato, ambiente ricchissimo di specie di notevole interesse, come il gladiolo dei campi, il lino selvatico, l’adonide scarlatto e la centaurea, moltissime orchidee selvatiche, autunnali e primaverili Questo tappeto di fiori spontanei è il regno degli insetti, prede a loro volta di rondini, balestrucci e beccamoschini. Queste zone costituiscono un habitat perfetto per arvicole, barbagianni e civette.
Principalmente in primavera, tra le molte fioriture, é possibile imbattersi in alcune decisamente particolari: quelle delle orchidee selvatiche. Queste piante erbacee perenni hanno un ciclo biologico particolare: da quando il seme cade a terra a quando la pianta comincia a mettere le prime foglie e matura per arrivare alla fioritura, passano anche molti anni. In questo frattempo si instaurano dei rapporti di simbiosi mutualistica tra l’orchidea e un fungo sotterraneo, la micorrizia. Molte delle orchidee presenti nell’oasi attirano gli insetti per l’impollinazione con il colore e con l’odore ricompensandoli con il nettare come l’Orchis papilionacea. Altre, come l’Oprhis sphegodes, attirano gli insetti con la forma del labello, un petalo modificato, che ne ricorda l’addome delle femmine. Comunemente presenti risultano anche le Serapias lingua, la S. vomeracea e la Spiranthes spiralis la cui fioritura è tipica dell’autunno.
La storia
L’Oasi Affiliata WWF “Bosco di Palo” è uno degli ultimi residui della foresta planiziale tirrenica. I resti del porto etrusco di Alsium e della villa di Pompeo Magno a San Nicola sono testimonianze inconfutabili della presenza prima degli Etruschi e poi dei Romani. Nell’alto Medioevo Palo fu quasi abbandonato: rimase una torre di avvistamento contro le incursioni dei barbari, ma la selva e le paludi ripresero il sopravvento. Il borgo di Palo, minuscolo agglomerato di case immerse nel bosco, visse in simbiosi con la torre trasformata in castello. Nel 1300, i monaci del monastero di S. Saba fecero ampliare la rocca e la vendettero alla famiglia Orsini, che nel 1367 costruirono il castello. Tra il ’500 e ’600 la tenuta di Palo passò da un proprietario all’altro (Orsini, Borgia, Farnese, Orsini). Il castello acquistò lentamente le caratteristiche del palazzo signorile perdendo quelle di forte costiero. Il bosco fu utilizzato come luogo di caccia e di svago dei signori di Palo. Nel 1780 gli Orsini vendettero la Signoria di Palo alla famiglia Odescalchi.
La gestione e le strutture
Data di creazione: 1980. Estensione: 120 ettari.
Gestione: A cura della Proprietà, Famiglia Odescalchi, Oasi Affiliata al WWF Italia.
Attrezzature: Sentiero-natura, percorso per scuole materne e per disabili, osservatorio per l’avifauna, giardino delle farfalle, area anfibi.
Visitare l'Oasi
L'Oasi è aperta tutte le domeniche, la visita guidata parte alle ore 10:00 nel periodo da ottobre a maggio e alle ore 17:00 da giugno a settembre.
Le visite di scolaresche e gruppi organizzati si effettuano tutti i giorni su prenotazione.
Info
COME ARRIVARE
dal Km 37 della s.s. Aurelia, bivio per Ladispoli; quindi seguire le indicazioni per l’Oasi WWF. In treno: linea ferroviaria stazione di Cerveteri-Ladispoli (circa 1,5 Km dall’Oasi che si raggiunge piacevolmente a piedi). Posizione geografica: nel Lazio, provincia di Roma, tra Marina di San Nicola e Ladispoli
CONTATTI
cell 331.3921324 e-mail palo@wwf.it
Libro d'Oro
Si ringrazia la Fondazione Peretti che con il suo contributo ha permesso il ripristino del sentiero e delle strutture
