Orso bruno
Gli orsi sono le specie simbolo delle nostre montagne

In Italia esistono tre distinte piccole popolazioni di orso bruno: nelle Alpi del Trentino occidentale, nel Tarvisiano e zone di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia e nell’Appennino centrale. Mentre nel caso delle prime due è ipotizzabile, in tempi medio-lunghi, una riunificazione, la popolazione dell’Appennino è decisamente separata dalle due precedenti.
La popolazione appenninica fu descritta, nel 1921, da Altobello come una sottospecie: Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus). Attualmente è distribuita in un territorio compreso tra i Monti Sibillini e l’Alto Molise, i Simbruini laziali e la Majella. L’area di maggior densità coincide approssimativamente con quella del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e territori limitrofi. Purtroppo negli ultimi decenni sono stati registrati numerosi casi di bracconaggio che hanno provocato, tra il 1980 e il 2004, la morte di 55 esemplari. Si stima che la popolazione appenninica conti dai 30 ai 50 esemplari. Sono attualmente in corso programmi di ricerca per cercare di raccogliere i dati essenziali sulla consistenza, distribuzione, habitat d’alimentazione, selezione dell’habitat per una efficace iniziativa di gestione della popolazione.
Nelle Alpi, invece la presenza dell’orso ha avuto una vicenda, se possibile, ancor più travagliata. In passato l’orso bruno era presente su tutto l’arco alpino, ma la distribuzione e la consistenza della specie iniziarono a contrarsi notevolmente a partire dal XVIII secolo, fino alla sua quasi definitiva scomparsa in tutta la porzione centro-occidentale delle Alpi italiane avvenuta nella prima metà del '900. Se agli inizi anni ’60 si poteva si poteva ipotizzare una consistenza di circa 15 esemplari, negli anni ’90 la stima scende drasticamente a 3 – 5 animali. Grazie al progetto Life Ursus il Parco Naturale Adamello Brenta dal 1999 ha reintrodotto un nucelao di orsi bruni provenienti dalla Slovenia. Ora la popolazione di orsi in Trentino è di circa 25 individui che si riproducono regolarmente e iniziano a uscire dai confini del Parco.
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