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Nuove specie, grazie al DNA

Forum
3/1/2007 - Negli ultimi 15 anni l'Italia si è arricchita di nuove specie di vertebrati

"Negli ultimi 15 anni l'Italia si è arricchita di nuove specie di Vertebrati". Così, si esprime Massimo Capula, Conservatore zoologo del Museo Civico di Zoologia di Roma, parlandomi degli inattesi risultati delle recenti ricerche condotte nel nostro paese sul DNA di vari gruppi di animali. Il fatto è che le tecniche biomolecolari sono in grado di rivelare differenze tra popolazioni animali non evidenziabili con altre metodologie. E così il patrimonio di biodiversità, una caratteristica per la quale l'Italia detiene il record europeo per quanto riguarda le piante, i rettili, gli anfibi e gli uccelli (come specie e non come numero d'individui) si è incrementato negli ultimi anni di alcune specie e qualche sottospecie. Probabilmente le medesime ricerche condotte su vari gruppi di invertebrati italiani potrebbero far scoprire maggiori novità, ma l'interesse di Massimo Capula è riservato ai rettili e agli anfibi, animali di cui è uno dei maggiori esperti a livello nazionale. Il primo inserimento nel catalogo delle nuove specie risale al 1994 quando lo stesso Capula ha messo in evidenza che l'Arcipelago delle Eolie è abitato da una specie endemica di Rettile, la lucertola delle Eolie (Podarcis raffonei), oggi confinata soltanto all'Isola di Vulcano e a tre isolotti minori.

Più recente è la scoperta di due sottospecie di salamandra alpina (Salamandra atra), la salamandra di Aurora (Salamandra a. aurorae), e la salamandra del Monte Pasubio (Salamandra a. pasubiensis), entrambe esclusive delle Alpi italiane. Ma le scoperte più singolari riguardano un anfibio urodelo di estremo interesse scientifico, la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata). Questa specie, che vive nei ruscelli montani limpidi e cristallini ed è caratteristica per avere il disotto della coda di un bellissimo rosso acceso, è stata scissa di recente in due entità geneticamente da alcuni ricercatori dell'Università Tor Vergata di Roma. La prima, scoperta dal naturalista francese Etienne Lacépède nel 1788 sul Vesuvio (oggi classificata come S. terdigitata) si rinviene al sud, dalla Campania alla Calabria. La seconda, classificata come S. perspicillata dal naturalista italiano Paolo Savi sul Mugello nel 1821, vive invece dal Lazio fino alla Liguria. Ma il catalogo delle nuove specie italiche non si ferma qui. Grazie alle ricerche attuate all'interno di una Riserva Naturale della Sicilia, l'Oasi WWF del Lago Prèola, con la collaborazione del Museo Zoologico di Dresda, alcuni ricercatori hanno scoperto una nuova specie di testuggine palustre, la testuggine siciliana (Emys trinacris) che vive negli ultimi ambienti palustri d'acqua dolce dell'Isola, minacciati da inquinamenti e captazione di acqua per scopi irrigui. La Sardegna contribuisce a questa ricerca addirittura con un mammifero. L'orecchione sardo (Plecotus sardus) è la centodiciannovesima specie italiana di mammiferi. Scoperto nel 2002 nelle zone calcaree della Sardegna centrale, come il Supramonte di Oliena e di Baunei, questo simpatico chirottero dalle gigantesche orecchie vive in pieno territorio del Parco Nazionale del Gennargentu: "Questa nuova specie di mammifero - scrivono gli autori della scoperta, Mauro Mucedda ed Ermanno Pidinchedda - meriterebbe di diventare il simbolo del parco nascente". Purtroppo, la Finanziaria approvata a dicembre ha inferto un altro colpo al Parco Nazionale del Gennargentu, speranza di tutti i naturalisti (non solo europei), già previsto dalla legge: si dovrè infatti procedere ad una nuova perimetrazione, per soddisfare anche le richieste dei cacciatori della zona. Una testimonianza ulteriore di come questa categoria, opponendosi all'istituzione di aree protette, possa contribuire al depauperamento della nostra biodiversità, non solo col fucile.

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