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G8, l'impasse paralizza il Meeting delle Maggiori Economie

9/7/2008 - WWF: "Il Meeting delle Maggiori Economie (MEM) si trasforma nel meeting del maggiore imbarazzo per il summit. Azioni forti da parte delle economie emergenti possono essere portate avanti solo sulla base di impegni più forti da parte dei paesi ricchi"

L’impasse che oggi ha paralizzato il Meeting delle Maggiori Economie (MEM) al summit del G8 in Giappone è il risultato della mancanza di leadership del G8 sulla riduzione delle emissioni. Per il  WWF, azioni forti da parte delle economie emergenti – richieste dal promotore del MEM, George W. Bush – possono essere portate avanti solo sulla base di impegni più forti da parte dei paesi industrializzati. Ma le discussioni del G8 sul clima ieri non hanno evidenziato alcuna presa di posizione forte da parte delle nazioni ricche.

“Il Meeting delle Maggiori Economie è stato il Meeting del Maggiore Imbarazzo per i leader del G8, che sono arrivati al tavolo delle trattative portando un impegno molto modesto e lontano, ma pretendendo un impegno molto grande da parte dei paesi in via di sviluppo – ha detto Kim Carstensen, Direttore del Programma Globale Clima del WWF – Il G8 prende in giro il mondo vendendo l’accordo sul clima di ieri come un progresso. Il compito di risolvere il problema dei cambiamenti climatici rimane al G8 e i paesi come India e Cina giustamente insistono affinché le nazioni ricche stabiliscano degli obiettivi ambiziosi.”

Il WWF ha accolto con favore gli interventi propositivi dei paesi emergenti del G5 ieri a Sapporo:  Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa si sono, infatti, offerti di intraprendere azioni nazionali più forti. In cambio, hanno chiesto ai paesi industrializzati di tagliare le emissioni di gas serra dell’ 80-95% entro il 2050, insistendo sulla necessità di obiettivi a medio termine nell’ordine del 25-40% entro il 2020, per scatenare la rivoluzione energetica necessaria a raggiungere l’obiettivo di lungo termine. 

“Mentre alcune nazioni ricche si perdono in tattiche e sembrano dimenticare che la sopravvivenza delle persone e dell’ambiente dipende drammaticamente dalla loro leadership, il mondo in via di sviluppo ha compreso la pericolosità della minaccia e dimostra una forte volontà di agire – ha detto Kim Carstensen – Ieri la dichiarazione del G5 ha confermato le proposte avanzate singolarmente da questi paesi nei mesi e nelle settimane passate. E’ una posizione che i paesi industrializzati non possono più permettersi di ignorare.” 

A dispetto del piccolo progresso raggiunto di Toyako, il WWF chiede con forza ai paesi in via di sviluppo di mantenere lo spirito di collaborazione e di restare fermi nel loro approccio proattivo. I prossimi meeting della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) ad Accra e Poznan, previsti per quest’anno, dovranno accelerare le negoziazioni, e il WWF chiede che si metta la parola fine al MEM essendo ormai provato che è stato una completa perdita di tempo, che ha confuso invece di stimolare le negoziazioni del G8 e dell’UNFCCC per un nuovo trattato sul clima. 

Il WWF ritiene infatti che il processo MEM sia stato voluto dall’attuale amministrazione USA per distrarre l’attenzione pubblica dalla totale assenza di una politica climatica da parte del Presidente Bush, che anzi è andato nel senso opposto. 

“Puntare il dito sulle economie emergenti e incolparle di aver aumentato le emissioni non porta da nessuna parte ed è un vergognoso tentativo di nascondere il fatto che un’enorme quantità delle emissioni emesse in passato è dovuta agli Stati Uniti e che le emissioni pro capite degli USA sono tra le più alte del mondo. Il MEM deve finire, e questo messaggio deve arrivare anche alla presidenza italiana del prossimo G8 che ha l’opportunità di condurre i paesi più potenti verso un accordo globale di portata storica, ma deve trovare il modo di rappresentare anche al resto del mondo una svolta rispetto all’amministrazione Bush, uscente alla fine dell’anno. Altrimenti rischiamo una ben magra figura”- conclude Mariagrazia Midulla, responsabile del Programma Clima del WWF Italia.



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