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Caccia: associazioni ambientaliste contro la proposta di legge Orsi

10/3/2009 - Le Associazioni ambientaliste bocciano senza appello il Testo del senatore Orsi, che ripropone una caccia selvaggia e senza regole: la protesta di Fulco Pratesi e di tutte le associazioni

Le associazioni ambientaliste riunite protestano e respingono con fermezza il testo del relatore Franco Orsi (PdL) che al Senato ha unificato i disegni di riforma della legge 157/92, unica legge italiana per la tutela della fauna e che disciplina anche la caccia. Il testo è attualmente in discussione alla Commissione Ambiente del Senato. 

Fulco Pratesi ha detto: "Oltre  a doversi indignare, giustamente, per la riduzione dell'età per conseguire la licenza di caccia e sulle sofferenze cui le vittime saranno sottoposte per puro divertimento, è importante protestare con veemenza sull'aumento previsto del periodo di caccia, sopratutto in febbraio, quando la maggior parte delle specie è in piena attività riproduttiva, incidendo fortemente sulle popolazioni migratorie, con danni per gli altri Paesi d'Europa ove queste specie rappresentano i messaggeri della primavera. Oltre a questo è inammissibile che si voglia ancora estendere la già nutrita lista di specie cacciabili, che già oggi fa considerare prede uccellini come ad esempio le allodole e i merli dal canto melodioso. E la previsione di  accogliere le richieste dei cacciatori di poter rivolgere le loro doppiette anche su altri uccellini di pochi grammi di peso, canori e in parte insettivori come la peppola e il fringuello (da sempre frutti proibiti dei Tartarini nostrani) non fa che evidenziare le assurdità che la legge Orsi vorrebbe introdurre nell'attuale ordinamento venatorio mediante la legge 157 ottenuta, dopo lunghi dibattiti parlamentari e con una vasta confluenza di consensi, solo sedici anni fa".

 


Pispola su posatoio (LAV), da notare le piccolissime dimensioniAmici della Terra, Fare Verde, Legambiente, Lipu e WWF sottolineano come la proposta assemblata dal senatore Orsi rappresenti, più che una riforma della legge 157/92, una lunga lista di illegittimità costituzionali, infrazioni alla normativa comunitaria e concessioni a bracconieri e ultrà della doppietta, per un risultato finale irricevibile e irrazionale.

“Come spiegare infatti - dicono le associazioni in una nota congiunta - la cancellazione dell’interesse nazionale per la tutela degli animali selvatici, quando la Costituzione dice che la fauna, in quanto parte essenziale dell’ecosistema, deve essere tutelata dallo Stato? Come spiegare la possibilità che in autonomia i sindaci possano autorizzare lo sterminio di lupi, orsi e ogni altra specie superprotetta dalle normative internazionali? E cosa dire della drastica riduzione della vigilanza venatoria laddove le direttive comunitarie chiedono maggiori controlli e sanzioni, specie in Paesi ad alto tasso di bracconaggio come purtroppo l’Italia?”

“Per non parlare della caccia a 16 anni, della liberalizzazione della cattura di uccelli selvatici per l’uso come richiami vivi, della caccia in presenza di neve e ghiaccio, nei parchi e nelle aree incendiate. Ciò, senza considerare le ricadute di ordine sociale, culturale e di sicurezza di molti passaggi del testo, tra cui l’utilizzo degli animali selvatici come zimbello, legati per le ali e il corpo, la deregulation delle attività di imbalsamazione e forse anche (come sembra da alcuni passaggi) possibili attività di caccia senza licenza in aree private”.

“Completamente disatteso invece il documento e i contenuti che il Tavolo delle parti sociali aveva sottoposto all’attenzione del relatore, nonostante le 11 organizzazioni che lo compongono avessero unitariamente indicato i temi veri in base ai quali migliorare la già buona legge italiana: gli strumenti della governance, la ricerca scientifica, la tutela della biodiversità, il rapporto con l’agricoltura, la lotta alle illegalità”. “Non è bastata la disastrosa esperienza della legislatura 2001-06, quando fu l’onorevole Onnis a tentare senza successo, fermato dallo stesso Presidente Berlusconi, la riproposizione di caccia selvaggia. Non sono bastate le proteste dei cittadini inorriditi per quel becero tentativo, né le ripetute procedure d’infrazione piovute sull’Italia in materia di caccia. Il senatore Orsi sembra voler riproporre gli stessi errori e orrori del recente passato, visto che la direzione intrapresa è diametralmente opposta alle esigenze del Paese, in un campo non certo marginale quale la tutela della natura e il suo rapporto con l’agricoltura e la caccia”.

“Doppio errore, quello del senatore Orsi: da un lato bruciare una ottima occasione per verificare e migliorare la normativa italiana potenzialmente supportato da tutte le parti sociali; dall’altro ridare corpo a quello che, a questo punto, rischia di configurarsi come un ennesimo conflitto tra le parti sociali di cui ne sarà pesantemente responsabile. Conflitto del quale in momenti così difficili dal punto di vista sociale, culturale, ambientale ed economico davvero non se ne sente alcun bisogno”. “Se il senatore Orsi avesse a cuore di migliorare la norma, ha ancora una chance: ritirare subito questa pessima proposta e aprire davvero, senza finzioni come avvenuto finora, il dialogo con il Tavolo delle parti sociali.”

Il WWF e la caccia, azioni e posizioni >>

La proposta Orsi introdurrebbe anche la facoltà di possesso d'arma ai minorenni, e la caccia a specie protette, leggi su Repubblica.it >>

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