20 giugno: si chiude la settimana dedicata alle tartarughe
19/6/2009 - Il WWF chiede l'aiuto dei pescatori e delle istituzioni per salvare le tartarughe marine.
Istituzioni locali, forze dell’ordine, ricercatori universitari, associazioni di pescatori tutti insieme al WWF per una serie di iniziative a favore della tartaruga marina, specie simbolo dei nostri mari.
Sono previste per l’occasione mostre, liberazioni di esemplari in mare, monitoraggio delle spiagge, e soprattutto chiamando a raccolta l’intera comunità della “gente di mare” - pescatori, turisti, abitanti della costa e tutti gli amanti degli animali - per unire le forze nella salvaguardia delle 7 specie di tartarughe marine presenti negli oceani, di cui tre (la Caretta caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), frequentano anche il Mediterraneo.
Sabato 20 giugno si chiude a Molfetta (Bari) ma anche in Sicilia, Basilicata, Calabria e Toscana la settimana che il WWF dedica in tutto il mondo alle tartarughe marine per celebrare il centenario della nascita di Archie Carr, scienziato di fama mondiale che ha dato un fondamentale contributo alla conservazione delle tartarughe marine la cui sopravvivenza è fortemente minacciata, soprattutto a causa della pesca involontaria e dell’impatto con le attività umane.
Sono infatti gli impatti con le attività umane le peggiori minacce da cui le tartarughe devono guardarsi ogni giorno, a cominciare dalla pesca accidentale. Si stima che ogni anno più di 20 mila tartarughe marine vengano accidentalmente catturate negli attrezzi da pesca utilizzati in Italia, e forse più del 30% di esse muore. Mentre i nidi e i piccoli sono minacciati dall’edificazione eccessiva delle coste e delle spiagge: alberghi e lidi balneari possono spaventare una femmina che voglia deporre; gli ombrelloni possono danneggiare il nido e abbassarne la temperatura; i mezzi meccanici possono compattare la sabbia rendendo difficile ai piccoli uscire in superficie; le luci possono confondere i piccoli che anziché raggiungere il mare vengono attirati altrove, ad esempio su una strada. Nel bacino del Mediterraneo ogni anno vengono deposti più di 7000 nidi, mentre in Italia le coste eccessivamente “abitate” lasciano ormai spazio ad appena 30 nidi, localizzati per la maggior parte tra la Sicilia meridionale e la Calabria Jonica.
Oltre a costituire una gravissima perdita per nostro patrimonio naturale, la diminuzione delle tartarughe marine ha anche importanti conseguenze sulla vita e la salute dei nostri mari. Le tartarughe sono infatti vere divoratrici di meduse, in particolare nei loro primi anni di vita, tanto che si stima che ogni tartaruga nella propria vita arrivi a mangiare migliaia di meduse, svolgendo un fondamentale ruolo per l’equilibrio ecologico marino.
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