50 giorni all'accordo sul clima
28/8/2009 - Mancano meno di due mesi al vertice di Copenaghen, dove si dovrà sancire un nuovo accordo mondiale sul clima. Facciamo sentire la nostra voce ai leader del mondo.
Circa 50 giorni separano i governi dal vertice di Copenaghen, dove auspicabilmente si dovrà sancire un nuovo accordo sul clima. Dal 7 dicembre, infatti, la Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite per l’Accordo sul Cambiamento Climatico (COP 15) dovrà varare un nuovo trattato per far fronte in modo efficace ed equo ai cambiamenti climatici.
Ma rimangono solo due sessioni negoziali prima del grande appuntamento nella capitale danese, e la bozza di 170 pagine è ancora lontana dal poter costituire una proposta conclusiva. Per questo è più importante che mai che l’opinione pubblica mondiale faccia sentire la propria voce. Ecco come >>
“I leader del mondo, che si incontreranno più volte nei prossimi mesi, devono farsi carico del processo partendo dal presupposto che parlare di cambiamento climatico vuol dire affrontare l’emergenza economica, di sviluppo e di sicurezza tanto quanto quella ambientale”, ricorda Kim Carsensten, leader della WWF Global Climate Initiative.
“Il tempo a disposizione è poco, e ciò che più manca durante i negoziati è una leadership sulle questioni chiave. I leader devono insistere sull’effettiva riduzione delle emissioni da parte dei Paesi più ricchi, sui finanziamenti per un azione sul clima in quelli in via di sviluppo e sull’aiuto ai più poveri e vulnerabili, che non hanno provocato il cambiamento climatico con le loro emissioni, ma ne soffrono le conseguenze peggiori”, ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. A Londra il meeting dei ministri delle Finanze, il G20 >>
Una speciale edizione di Earth Hour – l’Ora della Terra è prevista nei giorni di negoziati di Copenaghen: cittadini, scuole, chiese, aziende della città saranno invitati a spegnere le luci per un’ora il 16 dicembre alle 19.00, come gesto simbolico per dire ai leader mondiali lì riuniti che è necessario e urgente trovare un accordo equo e coraggioso sul clima.
“Copenaghen sarà ospite di un vertice fondamentale per i destini dell’uomo e della pianeta. – da detto il sindaco di Copenaghen, Ritt Bjerregaard - La città farà sentire la sua voce, spegnendo le luci e attraverso una serie di altri eventi che vedranno coinvolta tutta la cittadinanza”.
Earth Hour diventa anche una piattaforma sociale sul web, sul sito http://www.earthhour.org . L’invito rivolto alla gente è quello di VOTARE PER LA TERRA, votare per l’accordo di Copenaghen: si chiede cioè di aggiungere la propria adesione individuale o collettiva (scuole, organizzazioni, aziende, ecc) su una Google Map mondiale. Sarà anche possibile aggiungere foto, video e link che appariranno in un pop-up quando il segnale sulla mappa verrà cliccato.

Il 28 marzo scorso Earth Hour – l’Ora della Terra ha coinvolto 88 paesi, 4000 città, incluse Pechino, New York, Nuova Delhi, Mosca, Roma, Parigi, Londra, Atene, Il Cairo dove si sono spente per un’ora icone come le Piramidi, il Partenone, l’Empire State Building, la Tour Eiffel, il Colosseo.
Centinaia di milioni di persone hanno partecipato, lasciando in eredità un messaggio inequivocabile ai leader che si incontreranno a Copenaghen.
1000 omini di ghiaccio che si sciolgono davanti ad una sede istituzionale di Berlino….E' questa l'iniziativa lanciata nei giorni scorsi dal WWF Germania per lanciare un messaggio alle istituzioni in tema di cambiamenti climatici. Clicca sull'immagine per riprodurre il video
Momenti decisivi nel corso del primo mese degli ultimi 100 giorni, prima di Copenhagen:
- Major Economies Forum, MEF, Washington, 17-18 settembre. – sarà il primo incontro del MEF dopo il vertice italiano di luglio, dove i capi di stato hanno concordato un limite per il riscaldamento globale di 2°C. Adesso i ministri devono presentare proposte chiare per il raggiungimento di questo obiettivo.
- UN Climate Summit, New York, 22 settembre, dopo una giornata di azione globale il 21 settembre – Più di 100 capi di stato parteciperanno e dovranno dare la priorità a un accordo sul clima giusto, ambizioso e vincolante per Copenhagen.
- G20, Pittsburgh, US, 24/25 settembre – I capi di stato e i ministri delle finanze dovrebbero proporre possibili fonti di finanziamento per l’attuazione dell’accordo nei Paesi più poveri. Nel corso del vertice dell’Aquila sono stati incaricati di indicare potenziali finanziamenti per una crescita economica verde, e il WWF raccomanda 160 miliardi di dollari all’anno per agire contro il cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo. Un incontro preparatorio dei ministri delle finanze si svolgerà a Londra la prossima settimana, il 4 e 5 settembre.
- UNFCCC Bangkok Intersessional, dal 28 settembre al 9 ottobre – I negoziatori devono fare progressi nel corso di questo incontro. Devono abbreviare le attuali 170 pagine di almeno la metà, elaborando una bozza chiara che abbia una reale possibilità di essere siglata a Copenhagen.
Cosa devono fare i Paesi affinché Copenhagen sia un successo:
Allo scopo di raggiungere un accordo che contribuisca realmente a salvare il pianeta da un devastante cambiamento climatico, i Paesi devono:
- Concordare su un regime climatico forte e vincolante a partire dal 2012, sancendo nuovi impegni e migliorando il Protocollo di Kyoto, e firmando un nuovo Protocollo di Copenhagen;
- Assicurare che le emissioni di carbonio raggiungano un picco entro il 2017 per poi diminuire rapidamente subito dopo, allo scopo di tagliare le emissioni globali di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050;
- Concordare sulla decarbonizzazione delle economie dei Paesi sviluppati entro il 2050 e la riduzione delle emissioni di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020;
Agevolare la transizione verso un’economia a basso consumo di carbonio nei Paesi in via di sviluppo, fornendo 160 miliardi di dollari all’anno per la mitigazione e l’adattamento e permettendo l’accesso alle tecnologie pulite; - Sostenere un’azione immediata contro il cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo;
- Sostenere l’obiettivo di deforestazione zero entro il 2020.
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