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Al via da domani il massacro di animali selvatici

1/9/2009 - Anche in Calabria apertura anticipata della caccia. Dal 2 settembre migliaia di fucili puntati contro esseri inermi inseriti dalla Regione nel cosiddetto calendario venatorio

Quaglia, foto G.Cappelli (Panda photo)La tregua è finita: con l’apertura della caccia, da domani decine di migliaia di fucili saranno puntati contro esseri inermi inseriti dalla Regione nel cosiddetto calendario venatorio, un vero e proprio elenco di condannati a morte mediante fucilazione.

Si comincerà a sparare alle Tortore e ai Colombacci, per poi proseguire con Quaglie, Allodole, Merli in attesa che arrivino Tordi, Beccacce e quant’altro.

Per la “guerra al Cinghiale” occorrerà aspettare il 1° ottobre (ma i più impazienti hanno poco da temere da controlli e repressione del bracconaggio).

Anche quest’anno, come da vecchia tradizione bipartisan, la Regione Calabria, ha inteso omaggiare la categoria dei cacciatori, regalando venti giorni di caccia anticipata rispetto all’apertura prevista dalla legge per la terza domenica di settembre, a conferma della totale insensibilità verso i problemi di conservazione che riguardano la fauna selvatica.

L’apertura anticipata della caccia non trova infatti alcun fondamento scientifico, ma anzi risulta in contrasto con le indicazioni dell’ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA) che per esempio, a proposito della Quaglia, segnala la fase di forte regresso e lo stato di conservazione sfavorevole della specie e da anni propone la chiusura della caccia alla Beccaccia al 31 dicembre anziché al 31 gennaio.

Il WWF chiede ancora una volta all’Assessorato all’Agricoltura sulla base di quali dati scientifici, di quali studi sull’andamento della stagione riproduttiva e quindi di quale accertato incremento demografico venga autorizzato un abbattimento aggiuntivo di specie ritenute invece in diminuzione dagli organismi tecnici competenti. Una domanda che rimarrà senza risposta, considerato che l’unico interesse è quello di far cacciare prima possibile.

La verità è che la Calabria è lontana anni luce da qualsiasi ipotesi di gestione faunistica, a tal punto che il cosiddetto piano faunistico regionale, un autentico capolavoro di improvvisazione, dati inventati a tavolino e pressappochismo, scritto unicamente ad uso e consumo di una categoria e scaduto da oltre un anno, viene addirittura prorogato. Il tutto in un contesto di pressoché totale assenza di sorveglianza e di bracconaggio tanto diffuso quanto radicato:si pensi che intere province non svolgono un regolare servizio di Vigilanza Venatoria e quello delle altre risulta del tutto insufficiente.

Al via dunque le ostilità contro la fauna calabrese, che si protrarranno per ben cinque mesi, per cinque giorni alla settimana, dall’alba al tramonto (bracconaggio notturno a parte) e che non risparmieranno animali già minacciati dalla perdita di habitat causati dagli incendi, dalla continua cementificazione della regione, dalla proliferazione di strade e stradelle, nonché da scellerati tagli boschivi.

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