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Un giovane gheppio torna a volare, grazie al WWF

4/9/2009 - Un giovane gheppio recuperato dal WWF in penisola Sorrentina torna a volare dopo le cure fornite dai responsabili dell'Oasi Lago di Conza

Il gheppio (Falco tinnunculus) è il più piccolo rapace nidificante in penisola. Grande poco più di un colombo (ma più snello – in volo sono visibili le lunghe ali appuntite e la coda molto lunga), ha piumaggio differente nei due sessi: la femmina è marrone molto maculata e striata, il maschio ha la testa e la coda grigia. Il gheppio si nutre di piccoli roditori, insetti e lucertole, che individua in volo, tenendo la testa immobile e muovendo leggermente le ali e la coda per sospendersi in aria, in un atteggiamento definito “spirito santo”.

Il gheppio era stato recuperato dal WWF Penisola Sorrentina a Castellammare di Stabia circa un mese fa.

L’animale, un giovane in ottime condizioni di salute, era stato precedentemente rinvenuto in un casolare in ristrutturazione sul Vesuvio…a detta dei suoi soccorritori…“ancora implume” e “con uno straccio avvolto attorno ad una zampetta” ed accudito per circa 20 giorni.  Osservandolo ci è apparso subito chiaro che si trattava di un giovane gheppio ormai abituato alla presenza umana e non in grado di nutrirsi da solo, in quanto imbeccato dall’uomo durante la sua detenzione…e per tale motivo abbiamo deciso di portarlo all’Oasi del WWF di Conza (AV) e di affidarlo alle cure di Adriano Argenio, zoologo, per un periodo di tempo necessario al rinselvatichimento e alla riabilitazione alla predazione…fino alla mattina del 31.08.09…quando finalmente abbiamo aperto la porta della voliera e gli abbiamo ridato la libertà!!!

Claudio D'Esposito e il gheppio“Si è trattato stavolta di un caso di “imprinting” - racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina - ovvero di un animale selvatico che abituato alla presenza umana sin da piccolo ha acquistato dimestichezza con l’uomo e non è poi più in grado di badare a sé stesso.
Si fa spesso l’errore in buona fede di prelevare giovani nidiacei credendoli in difficoltà o abbandonati dalla madre ma, il più delle volte, si tratta di animali che istintivamente e naturalmente si allontanano dal nido continuando ad essere accuditi dai genitori…ed è proprio questa una fase delicatissima della crescita degli animali selvatici: dopo l’abbandono del nido i genitori insegnano ai giovani le tecniche di sopravvivenza e di predazione…una volta prelevato dal sito un giovane animale e portato via, diventa poi cosa ardua, se non impossibile, sostituirsi alla madre ed insegnargli tutte quelle cose che gli potranno consentire di tornare a vivere in libertà!” 

La storia del giovane gheppio imbattutosi nell’uomo è un caso finito a lieto fine in quanto il gheppio è stato preso da persone sensibili…ma non è sempre così quando tali animali, in volo, vengono intercettati da cacciatori senza scrupoli che non esitano ad accoglierli col fuoco delle loro doppiette!!! Già si parla di preapertura della caccia (all’inizio di settembre) in deroga alla legge nazionale e in un periodo molto delicato per gli animali in quanto essi sono più vulnerabili poiché al termine della stagione riproduttiva. E mentre stormi di volatili, nell’intraprendere il loro lungo e faticoso viaggio verso i paesi caldi, cominciano a transitare nei nostri cieli, frotte di sparatori patentati si preparano ad accoglierli. Il bilancio della scorsa primavera è stato drammatico…tanti gli uccelli di specie protette rinvenuti feriti da arma da fuoco…e come se non bastasse, in Campania, sono stati chiusi i Centri Recupero del WWF e della LIPU (che per decenni hanno svolto l’oneroso compito) e l’unica struttura autorizzata a recuperare Fauna Selvatica è rimasta l’ASL Na 1 - Frullone dove non è sempre facile portare gli animali feriti.

“Si spera solo - conclude Claudio d’Esposito - che col passare del tempo e con l’avanzare di una nuova acquisita sensibilità il fenomeno del bracconaggio abbia ad essere solo un ancestrale e lontano ricordo!!!”

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