WWF Italy - Delfino di Fiume

Delfino di Fiume

Chi è?

Meno famosi dei loro cugini marini, i delfini di fiume, stanno rapidamente scomparendo, insieme ai loro habitat naturali. Esistono 5 specie di delfini di fiume, più due che frequentano le acque costiere e gli estuari dei fiumi. Vivono nei grandi fiumi come il Gange, l’Indu, lo Yangtze, il Mekong e il Rio delle Amazzoni.

Il delfino del Rio delle Amazzoni o Inia, è anche conosciuto come delfino rosa o boto, vive in gran parte del Rio delle Amazzoni e dell’Orinoco, in Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù e Venezuela. E’ il cetaceo d’acqua dolce più abbondante, se ne stimano decine di migliaia.

Il delfino del fiume Yangtze o Baiji o anche Lipote è stato dichiarato formalmente estinto nel 2006 dopo che gli scienziati non sono riusciti a trovare alcun individuo di questa specie, che abitaba i grandi fiumi cinesi.

Il delfino del fiume Gange o Susu può vivere solo in acqua dolce ed è essenzialmente cieco. Un tempo vivevano in tutto il sistema fluviale del Gange-Brahmaputra-Meghna e Karnaphuli-Sangu in Nepal, India e Bangladesh, dai piedi dell'Himalaya alla Baia del Bengala. Oggi la sua popolazione è frammentata dalle numerose dighe. La stima della popolazione totale è di 1.200-1.800 individui.

Il delfino dell’Indo o Bhulan, sopravvive oggi con circa 1.100 individui in appena 1.375 km del fiume Indo, diviso in popolazioni isolate da sei dighe.

Il pontoporia vive nelle acque costiere dell'Atlantico del Sudamerica sudorientale; vive soprattutto nelle acque costiere basse, è l’unico “delfino di acqua” dolce a vivere in mare.

Ci sono poi altre due specie che pur vivendo in mare e non facendo parte da un punto di vista sistematico dei “delfini di fiume”, frequentano le acque intere.

L’orcella, noto anche come delfino “Irrawaddy”, vive sia in mare e sia in acqua dolce, in poche località del Sud e Sud-est asiatico. Ci sono tre popolazioni: una  di circa 70-100 individui che vive in un tratto di 190 km sul fiume Mekong (Laos, Cambogia), una di 33-50 individui in un tratto di 420 km del fiume Mahakam (Indonesia) e una di 59 individui in un tratto di 370 km del fiume Ayeyarwady (Myanmar). Inoltre, un numero molto ridotto sopravvive nel Lago di Songkhla (Thailandia) e di Chilka Lake (India).

Il sotalia vive sia in acqua dolce che in quella salata, sulla costa orientale del Centro e Sud America, dalla costa Brasiliana fino ai Caraibi. E’ anche chiamato “Tucuxi”.


L'impegno del WWF

I delfini di fiume sono animali in via di estinzione e sono tra le specie prioritarie per il WWF.
Dal 2005 il WWF lavora in Asia e in Sud America con l' Iniziativa per i delfini di fiume. Collaborano alle attività di tutela del WWF le autorità e i ministeri, le organizzazioni non governative locali, i pescatori, l’industria, le comunità e le scuole del posto. Attraverso gli uffici nazionali e gli uffici di programma del WWF Internazionale si sta lavorando per incrementare la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in supporto dei progetti di conservazione sul Fiume Gange e negli altri bacini del mondo dove vivono queste specie. In India, sin dal 1997 il WWF ha sviluppato un piano di conservazione per il delfino dei fiume Gange con lo scopo di contenere la perdita e il degrado dell’habitat, la pesca illegale e le catture accidentali. Per mitigare le minacce, il WWF incoraggia le comunità locali lungo un tratto di 164 km, sull’alto corso del Gange ad usare fertilizzanti naturali, a non gettare gli scarichi nel fiume e a migliorare i sistemi fognari. Il WWF sta anche lavorando per ricostruire la copertura forestale sulle sponde. In Nepal, il WWF ha iniziato un progetto sulla popolazione del Karnali River e dei sui tributari. Il progetto analizza le minacce per il delfino del Gange e il suo habitat e fornisce delle soluzioni per i governi locali. Parallelamente vengono sviluppate attività di sensibilizzazione nei confronti delle popolazioni locali. Il WWF inoltre sta conducendo una serie di iniziative e progetti a larga scala per assicurare che i benefici prodotti dalle dighe per le popolazioni umane non determinino impatti negativi sull’ambiente. L’attuazione di piani di gestione integrata dei bacini idrici hanno lo scopo di mantenere e ricostituire la naturalità degli ecosistemi fluviali e di promuovere l’uso sostenibile della risorsa idrica.

Il WWF è impegnato nella difesa del delfino di fiume.
Il tuo contributo è prezioso! Sostieni anche tu la lotta per la tutela delle specie a rischio di estinzione.


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L’ABC dei delfini di fiume

Nome scientifico
Delfino del Gange, Platanista gangetica
Delfino dell’Indo, P. minor
Delfino del Rio delle Amazzoni, Inia geoffrensis
Delfino cinese, Lipotes vexillifer
Pontoporia, Pontoporia blainvillei
Sotalia, Sotalia fluviatilis
Orcella, Orcaella brevirostris

Status di vulnerabilità IUCN
Le categorie di rischio, secondo la IUCN variano da specie CR-Critically Endangered (In pericolo critico) come il “Baiji”, che in realtà è considerato estinto dal dicembre 2006, a specie Minacciate (EN-Endangered) come il delfino del Gange. Le altre specie sono considerate “Vulnerabili” e a “Minor rischio”. Per il “boto” non si hanno sufficienti informazioni.

Caratteristiche fisiche
I delfini di fiume hanno mascelle affusolate e lunghe a forma di becco che utilizzano per cacciare pesci e crostacei nei fondali. Sono nuotatori lenti. Risalgono i fiumi per riprodursi. Il delfino cinese ha lo sfiatatoio posto anziché al centro del capo sul lato sinistro.
Alcune specie di delfini di fiume possono raggiungere i 2,80 metri di lunghezza, ma la maggior parte è più piccola. Gli esemplari più pesanti raggiungono i 180 chili.

Curiosità
Il “susu” si muove in gruppetti di 10 rimanendo sott’acqua e prendendo aria ogni mezzo minuto. Le femmine partoriscono 1 solo cucciolo dopo 9 mesi di gestazione; possiede un sistema ultrasonico per cercare il cibo ed evitare gli ostacoli.
L’inia é pieno di peli e la pinna dorsale assomiglia ad una cresta

Minacce

Per tutte le specie la sopravvivenza è legata alla perdita di habitat, al degrado per fattori connessi all’inquinamento, alla caccia illegale e per i diritti di prelievo per alcune specie come ad es. per il delfino del Gange.
L’uccisione illegale avviene sia per bracconaggio legato alla necessità delle popolazioni umane ridotte in povertà che vivono lungo questi fiumi o per cattura non intenzionale attraverso attrezzi da pesca non selettivi. La frammentazione dell’habitat per queste specie è un fattore di grande minaccia, perche attraverso la costruzione di dighe si altera la continuità degli ecosistemi fluviali. Il fabbisogno crescente di acqua per le popolazioni umane porta alla costruzione di sbarramenti, dighe e argini, oltre che all’escavazione degli alvei. La qualità delle acque viene inoltre pesantemente compromessa da fenomeni di inquinamento con rifiuti industriali, pesticidi, scarico di acque reflue urbane. Altri fattori di minaccia sono rappresentati dal rumore da traffico marittimo e fluviale e l'eccessivo sfruttamento delle prede, principalmente per l'uso diffuso di attrezzi da pesca non-selettivi.
Sul fiume Gange, sebbene in declino, vengono esercitati ancora diritti di prelievo di delfini di fiume. Vicino a Patna, nel fiume Kalni-Kushiyara in Bangladesh e nel corso superiore del Brahmaputra i delfini sono catturati per produrre olio di delfino e le parti del corpo sono utilizzate nella pesca al pesce gatto.
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