Effetti dell'aumento di CO2 | WWF Italy

Effetti dell'aumento di CO2

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© © Steve Morello / WWF

L’incremento globale della concentrazione di CO2 è principalmente dovuto all’uso di combustibili fossili e ai cambiamenti nell’utilizzo dei suoli

IPCC, 2007

Lo sai che...

Anidride carbonica e temperatura media globale sono strettamente connesse tra loro. Se aumentano le emissioni e le concentrazioni in atmosfera di anidride carbonica aumenta anche la temperatura media globale.
Il problema della maggiore o minore concentrazione di anidride carbonica è un problema di maggiore o minore temperatura globale
Dagli inizi del 1800 ad oggi, ma soprattutto in quest’ultimo mezzo secolo, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera sta aumentando. Così come quella di altri gas serra, in particolare metano e ossido di azoto. Questi gas sono responsabili dell'effetto serra che agisce sui meccanismi di mantenimento della temperatura terrestre. Ma allora, se aumentano i gas serra in atmosfera, l'effetto serra diventa più efficiente ovvero trattiene più calore? E questo può avere conseguenze sulla temperatura terrestre? Per cercare di venire a capo di questo quesito, dobbiamo innanzitutto avere a disposizione dati sulla temperatura terrestre. Essa è facilmente misurabile...da quando esistono i termometri!

Tuttavia gli scienziati, attraverso il ghiaccio, i coralli, gli alberi, riescono a risalire anche alle temperature presenti molti anni prima dell'invenzione dei termometri. Disponendo dei dati di temperatura, possiamo allora indagare se anche la temperatura media terrestre, come la concentrazione atmosferica di anidride carbonica, è variata nel tempo e, nel caso, se le sue variazioni sono legate a quelle della CO2. Il clima globale del nostro pianeta ha subito e sta subendo, in modo sempre più evidente e rapido, un cambiamento che non trova giustificazioni in cause interne al sistema climatico (orogenesi, epirogenesi, variazioni correnti oceaniche, etc.) né esterne al sistema climatico (di tipo astronomico: eccentricità dell’orbita terrestre, obliquità dell’asse terrestre, precessione degli equinozi).

Rispetto al ciclo del carbonio naturale la specie umana, con l’utilizzo di combustibili fossili, non fa altro che ri-immettere nell’atmosfera - come CO2 - quello che la natura, in milioni di anni, ha sottratto e stoccato in colossali giacimenti organici sotterranei. Anche la crescente antropizzazione del pianeta e il cambio d’uso del territorio contribuiscono all’aumento della concentrazione atmosferica di CO2, perturbando il clima attraverso la ri-immissione in atmosfera quello che la biosfera terrestre aveva prima “sequestrato” (la lavorazione e le gestioni del suolo, in generale, causano una perdita significativa di carbonio contenuto nel terreno). È ormai comunemente accettato il ruolo che l’aumento dei gas serra ha nei cambiamenti climatici in atto. Esiste un generale consenso del mondo scientifico circa il ruolo delle responsabilità umane nel provocare i cambiamenti climatici.

Negli ultimi due secoli la quantità di CO2 è andata aumentando e ha raggiunto nel 2011 la concentrazione di 391 ppmv (parti per milione in volume), valore superiore all’intervallo di concentrazione naturale (180-300 ppmv) degli ultimi 800.000 anni e molto probabilmente degli ultimi 20 milioni di anni. Rispetto al periodo preindustriale è aumentata del 40%! L'aumento annuale è di 2,0 ppmv, ed è èiù alto rispetto al tasso di incremento medio degli anni '90 (1,5 ppm l'anno) mentre è in media con il decennio precedente. Le emissioni sono in diminuzione in Europa, mentre sono in aumento nelle economie emergenti (la Cina è oggi il maggior emettitore mondiale).
 
	© NASA / WWF-Canada
© NASA / WWF-Canada

Temperatura media terrestre

La principale variabile climatica su cui si punta l'attenzione è la temperatura terrestre
Misurazioni termometriche esistono solo da circa 132 anni, le temperature del passato più lontano vengono ricostruite principalmente usando variabili sostitutive: sedimenti, pollini e conchiglie fossili, anelli degli alberi, coralli, isotopi dell'ossigeno presenti nel ghiaccio antico. I risultati di queste osservazioni sono riportate nel quarto rapporto IPCC (il quinto verrà reso noto tra settembre 2013 e marzo 2014) che mostra chiaramente come nel ventesimo secolo si sia verificato un riscaldamento climatico medio di 0,74°C negli ultimi 100 anni (1906-2005) che non trova precedenti nel resto del millennio né come tasso di crescita né come durata.

L'IPCC, sulla base di diverse evidenze scientifiche, conclude che il riscaldamento non è stato però costante negli anni. Gran parte dell’aumento è concentrato, infatti, negli ultimi 50 anni (1956-2005) il cui trend di riscaldamento è di 0,65°C (0,13°C per decennio) mentre era di “soli” 0,09°C nel primi 50 anni del secolo (1906-1956). Inoltre, dei 12 anni tra il 1995 e il 2006, ben 11 si sono classificati fra i più caldi mai registrati da quando è nata la meteorologia moderna (dal 1850). Oggi il Goddard Institute for Space Studies della NASA parla di un aumento medio della temperatura sulla superficie terrestre dal 1880 di 0,8° C.