La Direttiva Quadro Acque | WWF Italy

La Direttiva Quadro Acque

Raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro il 2015

La Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE obbliga alla protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee.

Tutto ciò soprattutto attraverso l’ottimizzazione degli usi e promovendo l’integrazione delle normative riguardanti l’acqua. In particolare, viene rilanciata la necessità di gestire questa risorsa attraverso una pianificazione di bacino idrografico, con un’ottica ecologica che consideri il ciclo delle acque e non i confini amministrativi di province, regioni o stati.

La Direttiva si fonda sui principi di precauzione, prevenzione, partecipazione pubblica e di “chi inquina paga”.
Gli Stati membri vengono chiamati alla definizione delle caratteristiche dei distretti idrografici - in cui sono compresi i corrispondenti bacini – all’esame dell’impatto ambientale delle attività umane, all’analisi economica dell’utilizzo idrico, al monitoraggio dello stato delle acque superficiali e sotterranee e delle aree protette e soprattutto ad intraprendere concretamente le misure necessarie per impedire il deterioramento dello stato di tutti i corpi idrici superficiali e sotterranei.
 
La trasparenza e il coinvolgimento reale e attivo di tutti i portatori d’interessi ne costituiscono il fondamento, come sancito dall’articolo 14: “Gli Stati Membri promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all’attuazione della presente direttiva, in particolare all’elaborazione, al riesame e all’aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici…”.
 
Il WWF Italia ha tradotto in un dossier le linee guida sulla partecipazione pubblica in relazione alla Direttiva 2000/600/CE per favorire la diffusione di questo approccio attraverso la divulgazione tra gli enti pubblici (Autorità di bacino, Regioni, Province, Comuni, ATO…) e tra tutti i soggetti coinvolti direttamente nei processi di gestione delle acque (Associazioni di categoria, consorzi di bonifica, associazioni ambientaliste, sportive, culturali….).

L’obiettivo della Direttiva è di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro il 2015, avendo come riferimento parametri e indicatori ecologici, idrologici e chimico-fisici. L’inadempienza dell’Italia nel recepire la Direttiva 2000/60/CE non ha avuto eguali in Europa. L'ultimo monitoraggio (link dal sito ”La Qualità del recepimento della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. Monitoraggio in collaborazione con ONG nazionali europee” febbraio 2005) sulla qualità della trasposizione ed applicazione della Direttiva Quadro, promosso da EEB (European Environmental Bureau) e dal WWF EPO (European Policy Office), l’Italia è risultato l’ultimo Paese della Comunità europea che non ha recepito la Direttiva e che non ha avviato alcuna azione significativa verso quella direzione. Il WWF ha avviato numerose iniziative (Convegni, lettere di proposta al Governo, seminari, documenti…) per favorire il recepimento e l’adeguata applicazione della Direttiva in Italia.