Gli indicatori di sostenibilità | WWF Italy

Gli indicatori di sostenibilità

Comunemente con il termine indicatore si identifica uno strumento in grado di fornire informazioni in forma sintetica, semplice di un fenomeno più complesso e con significato più ampio. Si tratta quindi di uno strumento in grado di rendere visibile un andamento o un fenomeno che non è immediatamente percepibile.

Per misurare la sostenibilità ambientale delle città, o di altra realtà territoriale, è necessario mettere in relazione gli andamenti nella pressione delle attività e la capacità dell'ambiente ad assorbire tali variazioni.

 

Tra gli Indicatori troviamo:

  • Lo zaino ecologico
  • L'impronta ecologica
  • L'impronta di carbonio
  • L'impronta idrica

Lo Zaino Ecologico

Si tratta di un indicatore elaborato dal Wuppertal Institut per il Clima, l’Energia e l’Ambiente per misurare il peso dei nostri consumi sull’ambiente.
Uno slogan diffuso dal WWF nel 1990 diceva: “prima di comprare qualcosa, chiediti se ne hai veramente bisogno” perché ogni prodotto che acquistiamo ha un proprio ciclo di vita e un impatto sull’ambiente, dalle risorse necessarie a produrlo fino all’energia usata per il suo smaltimento.

Se buttiamo via 1 kg di carta normalmente siamo portati a pensare che abbiamo buttato via solo quel kg di carta. In realtà buttiamo via molto di più perché dietro quella carta c’è un’industria cartiera, e ancora prima c’è un taglio di legno, l’utilizzo del carburante per il trasporto, dell’energia per il trattamento e la trasformazione, l’usura delle macchine, l’acqua e molto altro. Così come su chi indossa una T-shirt nera di cotone, gravano oltre 4.500 kg sulle spalle, come un elefante adulto.

Questi sono quelli che vengono definiti flussi nascosti ossia i quantitativi di materiali che non formano direttamente il bene o il servizio, ma che sono utilizzati indirettamente per poterli costruire o erogare. Ad esempio nella produzione di elettricità vi è un uso massiccio di acqua.

Le fasi del ciclo di vita di un prodotto sono: la pre-produzione, ossia la progettazione, la ricerca, lo sviluppo, la selezione e l’ acquisto delle materie prime, il trasporto e lo stoccaggio; la produzione, ossia la trasformazione dei materiali, l’assemblaggio e la finitura, la gestione e organizzazione aziendale; la distribuzione, ossia la logistica e vendita del prodotto; il consumo, ossia l’utilizzazione e impiego (anche come prodotto intermedio) e infine lo smaltimento, ossia la gestione del fine vita, riutilizzo, recupero, riciclaggio.

È possibile calcolare il cosiddetto "zaino ecologico" (Ecological Rucksack) dei singoli prodotti, un indicatore che include tutte le risorse utilizzate per la produzione, il trasporto tra le fabbriche e dalla fabbrica al consumatore. Lo zaino di un prodotto comprende anche il materiale e l'energia utilizzata dall’esercizio commerciale per venderlo (la sua costruzione, manutenzione, riscaldamento e raffreddamento, ecc), l'energia e materiali necessari per utilizzare il prodotto stesso (elettricità o carburante, per esempio) e, infine, tutto ciò che è richiesto per il suo disassemblaggio, riciclo e smaltimento.

A differenza dell’Impronta Ecologica che, come unità di misura, usa gli ettari, lo zaino ecologico misura in chili il carico di natura che ogni prodotto o servizio si porta sulle “spalle” in un invisibile zaino e si calcola sottraendo al peso dei materiali che abbiamo prelevato dalla natura per realizzare un prodotto o un servizio, il peso del prodotto stesso.

Se si acquistano i prodotti che pesano un totale di 7 kg, l'attuale "Zaino ecologico" di questi prodotti può essere di quasi 60 kg. Una macchina di 1,6 tonnellate ha uno zaino di 70 tonnellate, mentre un CD ha uno zaino di circa 1,6 kg.
Anche un download dal computer utilizza risorse, a causa dell’enorme quantità di materiale e energia utilizzati rispettivamente dal computer e da internet.

Lo zaino ecologico viene generalmente distinto in 5 componenti:

  • Materiali abiotici: pietre, ghiaia, sabbia, minerali, combustibili fossili (carbone, petrolio, gas minerale).
  • Materiali biotici: biomassa vegetale e animale.
  • Terreno per produzioni agricole e forestali: quantità di terreno fertile perso per erosione.
  • Acqua: prelevata per usi industriali o agricoli
  • Aria: prelevata per trasformazioni fisiche (separazione dei suoi gas) o chimiche (reazione dei suoi gas, per esempio l'ossigeno per la combustione).
Il Material Flow Accounting (MFA), l’analisi del flusso di materia , è il metodo di misura quantitativo e di classificazione dei materiali necessari per produrre un prodotto o un servizio tenendo conto anche dei flussi nascosti.

indicatore per il calcolo dell’intensità di materiale

Alla luce di questi concetti i ricercatori del Wuppertal Institute hanno definito un indicatore per il calcolo dell’intensità di materiale per unità di prodotto o servizio (MIPS Material Input per Unit of Service) che considera oltre al materiale di cui è composto un dato bene anche i materiali utilizzati indirettamente di cui il bene non è composto (esempio: una collana d'oro ha come input indiretti le tonnellate di terra scavate per la ricerca dell'oro), tenendo conto dell'intero ciclo di vita del prodotto, comprese le fasi di scarto e l'eventuale riciclaggio.

L'impronta Ecologica

È un indicatore di sostenibilità che misura la domanda umana sugli ecosistemi in termini di area, terrestre e marittima, biologicamente produttiva necessaria a produrre le risorse che l’uomo consuma e assorbire i rifiuti che produce. L'Impronta ecologica di un paese è costituita dalla somma di tutti i terreni agricoli, i pascoli, le foreste e glistock ittici necessari a produrre il cibo, le fibre e il legname che il paese consuma, ad assorbire i materiali di scarto che emette nel momento in cui utilizza l'energia (cioè il biossido di carbonio) e a fornire lo spazio sufficiente per le infrastrutture che realizza. Poiché le persone consumano risorse eservizi ecologici provenienti da tutto il mondo, le loro impronte sono costituite dalla somma di questearee, indipendentemente da dove esse si trovino sul Pianeta.
 

Secondo i dati dell'ultimo "Living Planet Report 2012" rapporto pubblicato ogni 2 anni da WWF, GlobalFootprint Network, Zoological Society di Londra e Water Footprint Network, la biocapacità totale della Terra ammonta a 12 miliardi di Gha (ettaro globale) cioè di 1,8 procapite, mentre l'impronta ecologica dell'umanità supera i 18 miliardi (2,7 procapite). In pratica l'impronta ecologica dell'umanità ha superato la biocapacità della Terra di oltre il 50%.

Un ettaro globale (Gha) è un ettaro che indica la capacità media mondiale di produrre risorse e assorbire materiali di scarto, cioè il biossido di carbonio. La componente principale dell'impronta ecologica è l'impronta di carbonio (55%).

Lo sai che?

Un ettaro globale (Gha) è un ettaro che indica la capacità media mondiale di produrre risorse e assorbire materiali di scarto, cioè il biossido di carbonio. La componente principale dell'impronta ecologica è l'impronta di carbonio (55%).