WWF Italy - Nature Style

Nature Style

 / ©: Chris Martin Bahr / WWF
L'acqua è un bene prezioso che non va sprecato.
© Chris Martin Bahr / WWF

Dai valore alla natura

La visione del WWF per ridurre la nostra impronta sul Pianeta
Il mondo è in una crisi profonda. Un intero sistema socio-economico globalizzato fatica sempre di più a trovare soluzioni ai gravissimi problemi che ha creato.

Il deficit economico-finanziario si incrocia al gravissimo deficit ecologico (ampiamente dimostrato anche dai rapporti “LIVING PLANET REPORT” del WWF)  che sta rendendo visibilmente insostenibili i nostri modelli di sviluppo socio-economico e quindi i nostri modelli di produzione e consumo.

Le proposte dell’establishment politico economico per risolvere i problemi si muovono ancora in una dimensione obsoleta, concentrate, come sono, solo sul rilancio di una crescita classica vecchio stile (consumi, grandi opere ecc.), ma ormai cresce la diffusione di una consapevolezza, anche da parte di ambienti ufficiali degli stessi establishment economici, della reale insostenibilità di questo modello.

La “visione” storica  del WWF,  che ha sempre ritenuto impossibile una crescita materiale e quantitativa umana in un pianeta dai limiti biofisici definiti (utilizzando in primis gli elaborati del Club di Roma) si dimostra oggi sempre di più valida ed attualissima.

Il WWF deve essere quindi sempre di più protagonista attivo e innovativo nel proporre una nuova impostazione economica per l’immediato futuro e per individuare percorsi di riduzione della nostra impronta sui sistemi naturali producendo e consumando meno e meglio. Il ruolo che ciascuno di noi può svolgere in questo senso è molto importante.
 / ©: ArchivioWWF/WalterTomio
La natura e la straordinaria biodiversità che caratterizza il nostro pianeta come l’unico a noi conosciuto nel quale si manifesta il fenomeno “vita”, costituiscono la nostra “casa” della quale dobbiamo prenderci cura.

Noi deriviamo dalla natura, dipendiamo da essa e senza di essa, fino a prova contraria, non possiamo vivere.

Scrivono i noti studiosi William McDonough e Michael Braungart nel loro bel libro “Dalla culla alla culla.” (2003, Blu Edizioni):"Le formiche del pianeta, nell’insieme, hanno una biomassa maggiore di quella degli esseri umani. Sono state incredibilmente industriose per milioni di anni, tuttavia la loro produttività nutre le piante, gli animali, il suolo. L’industria umana ha funzionato a pieno regime per poco più di un secolo e in questo pur breve lasso di tempo ha rovinato praticamente tutti gli ecosistemi della Terra. Non è la natura che ha un problema di progettazione. Siamo noi.”

Il pesante intervento umano nei sistemi naturali agisce sugli incredibili processi della natura, che sono processi circolari nei quali non si produce scarto o rifiuto, rendendoli processi lineari dai quali scaturiscono scarti, rifiuti, inquinamento.

E’ ormai un imperativo categorico quello di modificare i nostri stili di vita, imparare a consumare meno e meglio, riducendo la nostra impronta (come indica chiaramente il WWF, nel suo programma internazionale, in tutta la sua Footprint Strategy) e migliorando il proprio benessere. Possiamo farlo imitando sempre di più i processi e i cicli della natura.

Rendere le persone sempre più consapevoli del proprio ruolo nei sistemi naturali e del proprio impatto su di essi. Far comprendere la necessità improrogabile di trasformare la nostra cultura e passare da una cultura del consumismo ad una cultura della sostenibilità. Far capire che possiamo vivere imitando i processi della natura.