Valpredina, record di animali curati nel centro WWF | WWF Italy

Valpredina, record di animali curati nel centro WWF

Notizie pubblicate su 15 May 2018
Grifone salvato dalle Guardie WWF in cura al CRAS di Valpredina BG
© Filippo Bamberghi
Oltre 13mila animali presi in carico e curati dal 2010 a oggi, 1.680 nel 2017. Di questi, il 60 % è stato riabilitato e rimesso in libertà. Tra i 1.680 ci sono circa 340 rapaci, diurni e notturni. Durante la stagione venatoria il 55-60% di loro sono stati feriti da arma da fuoco. Nel restante periodo dell’anno la percentuale scende sotto il 30%. Sono i numeri del CRAS (Centro recupero Animali Selvatici) del WWF di Valpredina (Cenate Sopra, Bergamo), che si trova all’interno dell’omonima Oasi WWF. Sorto nel 1999, è oggi un vero e proprio avamposto contro il bracconaggio, che qui e soprattutto nelle vicine valli bresciane ha radici antiche ed è molto difficile da estirpare. Basti dire che nel 2017 due bracconieri sono stati presi, dopo lunghi appostamenti, addirittura all’interno dell’Oasi. Ora i due sono a giudizio, e il WWF è parte civile. Nelle Prealpi lombarde è diffusa la cattura illegale con archetti, trappole, reti e vischio dei piccoli uccelli. A restarne vittima sono pettirossi, pispole, fringuelli e cardellini, consumati nella tradizionale “polenta e osei”

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“Durante la stagione venatoria arrivano molti esemplari feriti da arma da fuoco”, commenta Matteo Mauri, Responsabile del centro. “Comunque anche a caccia chiusa in queste ultime settimane al Cras sono giunti un falco pellegrino e un nibbio bruno colpiti da fucilate e un gufo reale che fortunatamente presentava condizioni meno gravi”. Attualmente nel centro sono ospiti, tra gli altri, un falco pellegrino, 2 gufi reali, 4 poiane, gheppi e sparvieri.
“La piaga del bracconaggio – denunciano dal Centro - è aggravata anche dalla riduzione del personale addetto alla vigilanza, le polizie provinciali:  i soli incaricati sul territorio per il recupero e il trasporto al CRAS degli animali selvatici ritrovati feriti o in difficoltà.
Lo scorso aprile a Valpredina è stata effettuata una maxi liberazione di esemplari feriti e curati al Cras. Sono tornati a volare cento passeriformi, tre gheppi, due poiane e un allocco, liberati all’interno della Riserva naturale WWF Valpredina dal personale del centro. I passeriformi provenivano da sequestri  delle polizie provinciali di Brescia e di Bergamo, dai carabinieri forestali e dalle guardie WWF, mentre i rapaci diurni – gheppi e poiane – sono stati feriti da colpi di arma da fuoco e, una volta recuperati, sono stati curati al centro di Cenate Sopra.
Grifone salvato dalle Guardie WWF in cura al CRAS di Valpredina BG
© Filippo Bamberghi Enlarge
Liberazione di rapaci curati al CRAS dell'Oasi di Valpredina in occasione della Giornata Oasi del 29 maggio 2016
© E.Mauri Enlarge
Una lastra effettuata nel CRAS WWF di Valpredina rivela la presenza diffusa dei pallini di piombo in uno sparviere, specie protetta e non cacciabile
© CRAS WWF Valpredina Enlarge