Camerun si muove contro bracconaggio elefanti | WWF Italy

Camerun si muove contro bracconaggio elefanti

Notizie pubblicate su 15 December 2012   |  
Elefante africano
Elefante africano
© Martin Harvey / WWF
Jim Leape, Direttore Generale WWF Internazionale ha dichiarato: "Desidero congratularmi con il Presidente del Camerun per la decisione di dispiegare forze speciali per proteggere le aree vulnerabili, le persone e gli elefanti dalle bande armate di bracconieri di provenienza straniera. L’invio di 600 soldati, a sostegno degli sforzi del Ministero delle Foreste e della Fauna  contro i reati transnazionali, è una mossa audace e coraggiosa, e stabilisce un nuovo standard per gli altri Governi in prima linea nel dissuadere il bracconaggio e il traffico di fauna selvatica.

Ci sono alcune evidenze che indicano che si sta ripetendo il raid avvenuto nei primi mesi del 2012, che ha portato all’uccisione di più di 300 elefanti nel N'Djida Bouba National Park, nel nord del Camerun.Una risposta militare fu richiesta in quella occasione per affrontare i bracconieri armati e per cacciarli dal Camerun. Questo incidente sottolinea il fatto che il bracconaggio e il commercio illegale di specie selvatiche è ormai una questione di sicurezza nazionale, con gravi conseguenze per le prospettive economiche e sociali di un Paese. Speriamo che la forte risposta del Camerun a questa ultima minaccia sia sufficiente a dissuadere le bande di bracconieri ad attraversare il territorio."

Aggiunge Massimiliano Rocco responsabile Specie, TRAFFIC & Foreste WWF Italia:
“La scelta di utilizzare i militari è stata una scelta non facile ma dovuta alla drammatica situazione che c’è oggi in Africa. Il bracconaggio e il mercato illegale dell’avorio oltre che sterminare gli elefanti stanno compromettendo le economie dei paese africani e impoverendo le loro ricchezze naturali e le opportunità di sviluppare una economia basata sull’utilizzo sostenibile delle proprie risorse naturali.
La scelta forte del Camerun deve essere ora seguita da un impegno di tutta la comunità internazionale per contrastare i fenomeni del commercio illegale di fauna selvatica, che è il quarto al mondo  dopo gli stupefacenti, la contraffazione, il traffico di esseri umani e sempre più vede coinvolta la criminalità organizzata.
L’Italia e l’Europa sono i tra i maggiori consumatori al mondo di fauna selvatica e devono ora impegnarsi per una loro corretta gestione.
Alla  prossima Conferenza delle Parti della Convenzione internazionale CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) che si terrà il prossimo mese di marzo in Thailandia i Governi europei, Italia in testa, hanno l’opportunità di prendere le decisioni giuste che portino alla riduzione della domanda di prodotti provenienti da specie in via di estinzione, rafforzino la legislazione, aumentino i controlli e le sanzioni.”

Le attività anti bracconaggio del WWF vanno avanti anche sul web: da alcuni mesi in tutto il mondo il WWF ha avviato la campagna globale “Kill the trade that kills”,  che vede nel 2012 l’attivazione di tutti i 156 uffici nazionali del WWF per smuovere l’interesse di tutti quelli che non vogliono che queste specie si estinguano per creare una rete di azioni, di sostegno e di richieste che fermi per sempre questo bracconaggio selvaggio che interrompa  lo sterminio di tigri, elefanti e rinoceronti in nome di un commercio illegale e crudele.
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Elefante africano
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© Martin Harvey / WWF Enlarge

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