Lupi in Argentario, WWF: situazione surreale | WWF Italy

Lupi in Argentario, WWF: situazione surreale

Notizie pubblicate su 29 March 2018
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© giancarlo mancori / WWF italia
Per il WWF Italia sul caso del canide di Porto Ercole c’è ancora troppa confusione. Innanzitutto, qual è il motivo per cui si vogliono effettuare le catture? Perché siamo in presenza di un canide ‘confidente’ o perché ci sono ibridi in zona?
Le soluzioni in teoria sono chiare: se si tratta di un cane, deve essere gestito dal Comune con i normali strumenti a sua disposizione. Se ci sono state mancanze sul controllo del randagismo canino nell’area, le responsabilità sono quindi in capo ai sindaci, che, invece, di parlare di ipotetiche traslocazioni di lupi, come riportato nei giorni scorsi da alcune testate che citano il primo cittadino di Monte Argentario, dovrebbero garantire il rispetto delle norme sul territorio, a partire dal controllo dei cani vaganti.
Se invece si tratta di un lupo, come pare dai video che circolano sul web in questi giorni, non si può improvvisare, ma bisogna definire a livello scientifico quali siano i criteri per classificare un lupo come confidente o problematico, come già stabilito per altri grandi carnivori come l’orso. È incredibile che in Italia questa definizione ancora manchi e che venga valutata caso per caso: episodi come quello dell’Argentario non sono la norma, ma nemmeno eccezionali, dato che casi simili accadono in molte zone di Italia. Il WWF chiede con forza al Ministero dell’Ambiente di approvare al più presto un protocollo standardizzato per la definizione e gestione non cruenta degli eventuali casi problematici, condiviso con tutti gli scienziati e i portatori di interesse, come già proposto da più parti.
Se invece la preoccupazione è per la presenza in zona di lupi ibridi, perché la Regione Toscana non ha proseguito il progetto iniziato nel 2016 per la cattura degli esemplari, con obiettivi chiari e priorità di azione ben definite?
È del tutto evidente che gli ibridi eventualmente catturai non potrebbero certo essere destinati a canili o ad adozioni, ma solo a centri specializzati. Il WWF aveva già dato la propria disponibilità ad ospitare alcuni esemplari di ibridi nell’oasi di Penne, facendo fronte ai costi di mantenimento. Tuttavia l’unica soluzione sostenibile a lungo termine per gli ibridi, oltre a risolvere l’annosa piaga del randagismo, è la loro sterilizzazione seguita dalla reintroduzione in natura, come già fatto più volte nell’ambito del progetto LIFE Mirco Lupo.
Chiediamo, quindi, al ministero dell’Ambiente che si definisca una volta per tutte cosa è un ibrido e quale strategia di azione nazionale si vuole adottare, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, che continuano a sommarsi ma che vengono troppo spesso ignorate da chi prende le decisioni.
Ricordiamo, infine, che il problema dell’ibridazione è un problema di conservazione per il lupo che non deve essere sottovalutato ma nemmeno strumentalizzato, né per quanto riguarda i possibili danni al bestiame, né per la fantomatica pericolosità nei confronti dell’uomo, non suffragata sinora da alcuno studio scientifico.
Sorprende quindi che un parere ISPRA (per quanto nell’alveo alla normativa vigente sul benessere animale), faccia un esplicito riferimento alla possibile eutanasia di esemplari ibridi in quanto intrinsecamente pericolosi, prima ancora che la cattura sia avvenuta, continuando ad alimentare il desiderio di qualcuno di affrontare tutti i problemi tramite uccisioni.
L’impressione è che si voglia mantenere volutamente la confusione su questi aspetti per creare un precedente su cui basare future decisioni, ignorando l’allarme sociale che proprio queste situazioni di incertezza possono creare.
È comprensibile l’apprensione delle comunità locali che da poco si trovano a confrontarsi con la presenza del lupo, ma poche regole essenziali (ad esempio, non lasciare a disposizione fonti alimentari, non avvicinare gli animali) consentono di minimizzare i rischi, e anzi di sfruttare le opportunità anche economiche legate al suo ritorno. Proprio per parlare di questi temi in maniera propositiva, il WWF organizzerà dopo Pasqua una giornata informativa al Casale della Giannella a cui tutta la cittadinanza è invitata.
 
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© giancarlo mancori / WWF italia Enlarge