Riduzione dell'impronta | WWF Italy

Riduzione dell'impronta

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WWF ha attivato una specifica linea di lavoro per lo sviluppo di politiche aziendali orientate alla riduzione dei consumi, idrici e delle emissioni di gas climalteranti, attraverso un miglioramento della sostenibilità dei processi. Questo è reso possibile dal know-how che WWF mette a sistema, fornendo alle aziende il necessario supporto scientifico e tecnico.
 

Riduzione Emissioni di CO2

La crescente attenzione della comunità internazionale verso i cambiamenti climatici spinge il mondo delle imprese ad adottare metodi per l’analisi e la gestione delle emissioni di gas climalteranti. 
Integrando nella strategia di business strumenti standard come la Carbon Footprint, è possibile ottenere miglioramenti delle performance ambientali ed economiche di un’organizzazione. WWF porta avanti questi progetti avvalendosi del know how del network WWF Internazionale e di partner tecnici, tra cui Officinae Verdi.

In partnership con WWF il gruppo cartario Sofidel, noto con il marchio Regina, è riuscito a ridurre le sue emissioni assolute dell'11%, fra il 2008 e il 2012, mentre, fra il 2009 e il 2015, sono diminuite del 17,8% le emissioni specifiche rispetto alla quantità di carta prodotta, grazie agli investimenti effettuati in fonti rinnovabili, miglioramento dell’efficienza produttiva ed impianti di cogenerazione.

               

​Riduzione Impronta Idrica

Negli ultimi anni il problema dell’utilizzo idrico e della sua gestione sono diventati temi sempre più centrali nel dibattito sulla sostenibilità globale, anche alla luce della crescente carenza idrica planetaria. 
Per questo motivo tra gli indicatori è accresciuta l’importanza dell’impronta idrica (water footprint). WWF fornisce alle imprese il supporto necessario per analizzare il proprio consumo idrico e definire interventi che riducano la water footprint aziendale.

Nell’ambito della partnership tra WWF e Mutti, è stato possibile calcolare l’impronta idrica dell’intera filiera produttiva, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito e l’investimento in tecnologie e assistenza tecnica verso gli agricoltori ha permesso un risparmio idrico medio del 27%.