Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

La Riserva Naturale dello Stato Cratere degli Astroni, in Campania, e’ situata al limite occidentale della citta’ di Napoli, anche se la gran parte dell’area ricade nel territorio comunale di Pozzuoli.

Il Cratere degli Astroni e’ uno dei pochi crateri preservati dell’intera area dei Campi Flegrei, che rappresenta quella che in geologia si definisce una caldera, cioe' una vasta depressione della superficie terrestre, oggi occupata da fitti boschi e da laghi che fanno dei Campi Flegrei un luogo unico al mondo.

La Riserva, che si estende per una superficie di circa 247 ettari e comprende l’intero edificio vulcanico, rappresenta una delle rarissime residue aree naturali della provincia di Napoli.

L’intero cratere è oggi interessato da una fitta e diversificata copertura vegetazionale che si contraddistingue per l’elevata naturalita’ e l’ottimo stato di conservazione.

Il fondo del cratere, situato a 10 metri s.l.m. è interessato dalla presenza di tre specchi d’acqua originatisi in seguito a fenomeni vulcanici che determinarono la formazione di tre depressioni di area diversa. Il maggiore è chiamato Lago Grande, il quale ha una superficie di circa 3,3 ettari ed e' tuttora alimentato dalle acque della stessa falda; le due depressioni piu’ piccole invece, alimentate prevalentemente da acqua piovana, determinarono la formazione del Cofaniello Piccolo e del Cofaniello Grande, che hanno le dimensioni di due piccoli stagni. 

Curiosità

 
	© A. Vitolo
 

Flora e fauna

La flora

Nell’area troviamo un mosaico ambientale di notevole complessita’ e una composizione della vegetazione che rappresenta il risultato di un particolare fenomeno denominato inversione vegetazionale.

Tale fenomeno, imputabile alle particolari condizioni microclimatiche create dalla presenza dei tre piccoli laghi e dalla conformazione dello stesso cratere, fa si che la disposizione delle specie arboree sia invertita rispetto all'altitudine: perciò, la foresta di leccio e la macchia mediterranea, composta da erica arborea, mirto, lentisco, ligustro, si trovano in alto, sui bordi del cratere, mentre sul fondo, a pochi metri sul livello del mare, troviamo specie mesofile tipiche di piu’ alte quote, quali castagno (Castanea sativa), farnia (Quercus robur), rovere (Quercus petraia), olmo (Ulmus minor) e carpini.

La vegetazione intorno agli specchi d'acqua è costituita invece da giunchi, carici, tife, cannuccia di palude, salicone. Nella parte centrale del Lago Grande si trova un ampio canneto-saliceto e un esteso tappeto di ninfea bianca (Nymphaea alba), che in primavera-estate arriva a coprire buona parte del lago. Il Lago Piccolo, invece, e’ completamente ricoperto da lenticchia d’acqua (Lemna minor).

I margini dei sentieri e le basi degli alberi sono colorati da un ricco sottobosco, composto dal pungitopo (Ruscus aculeatus), dal gigaro (Arum italicum), dal biancospino (Crataegus monogyna) e dalle appariscenti e ricche fioriture del ciclamino napoletano (Cyclamen napolitanum), del ranuncolo (Ranunculus millefoliatus) e di alcune orchidee selvatiche.

Salendo di quota il bosco mesofilo lascia il posto alla vegetazione mediterranea, composta dalla foresta di leccio (Quercus ilex) associato a corbezzolo (Arbutus unedo) e orniello (Fraxinus ornus) nelle zone meno soleggiate e dalla macchia mediterranea nelle aree piu’ esposte al sole.

La fauna

La notevole diversità ambientale presente nell’Oasi ha consentito l’instaurarsi di una altrettanto varia comunità animale.

La presenza faunistica più cospicua e interessante è sicuramente quella degli uccelli: sono infatti presenti nell’Oasi circa 130 specie diverse che nidificano nell’area o che sono presenti solo in corrispondenza dei periodi migratori o durante la stagione fredda.

La conservazione di molte di queste specie assume rilevanza nazionale ed internazionale, tanto che da apparire nella Lista Rossa degli uccelli d’Italia, che elenca le specie ornitiche minacciate sul territorio nazionale, mentre altre specie sono protette a livello europeo e sono denominate SPEC (Species of European Conservation Concern) e altre ancora sono inserite nell’Allegato I della Direttiva Uccelli, documento concernente la conservazione e la protezione degli uccelli selvatici.

Abitano il bosco mesofilo numerosi uccelli canori quali la capinera (Sylvia atricapilla), il pettirosso (Erithacus nubecola), il piccolo (Phylloscopus collybita), il merlo (Turdus merula), il fringuello (Fringilla coelebs), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), il fiorrancino (Regulus ignicapillus), la cinciarella (Parus caeruleus), la cinciallegra (Parus major), la cincia mora (Parus ater) e tre specie di picchi, il piu’ diffuso dei quali, il picchio rosso maggiore (Dendrocopus major), e’ stato scelto come simbolo dell’Oasi.

Inoltre, in seguito ad un progetto di introduzione avvenuto nel 1998, ritroviamo nell’Oasi anche la moretta tabaccata (Aythya nyroca), una delle anatre piu' rare d'Europa, che rappresenta ormai una presenza stabile e che ha trovato nel Lago Grande degli Astroni un sito adatto alla nidificazione.

Tra gli uccelli presenti nell’Oasi degli Astroni sicuramente un ruolo di primo piano e’ occupato dai rapaci. Nidificano nel cratere quattro specie di rapaci diurni: falco pellegrino (Falco peregrinus), gheppio (Falco tinnunculus), poiana (Buteo buteo) e sparviere (Accipiter nisus); i rapaci notturni nidificanti sono invece la civetta (Athene noctua), l’allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba).

La popolazione di anfibi e’ composta dalla rana verde (Rana esculenta complex), dalla rana dalmatica (Rana dalmatica) e dal rospo smeraldino (Bufo viridis). Sono presenti inoltre cinque specie di serpenti: il biacco (Coluber viridiflavus), il cervone (Elaphe quatuorlineata), il saettone (Elaphe longissima), la natrice dal collare (Natrix natrix) e solo nella parte piu’ alta e soleggiata dell’Oasi la vipera (Vipera aspis).

La consistenza delle popolazioni di mammiferi risente notevolmente della limitata estensione della Riserva e della forte antropizzazione delle aree circostanti. Abitano l’Oasi volpi (Vulpes vulpes), donnole (Mustela nivalis), ricci (Erinaceus europaeus), talpe (Talpa europea), toporagni (Sorex araneus), ghiri (Glis glis), moscardini (Muscardinus avellanarius), arvicole (Pitymys savii), topi selvatici (Apodemus sylvaticus) e il piccolissimo mustiolo etrusco (Suncus etruscus).

Ampia la popolazione di invertebrati dell’Oasi. Presenti in gran numero sugli specchi d’acqua del cratere le libellule e colorano le zone aperte dell’Oasi numerose specie di farfalle: su 55 specie di lepidotteri che popolano i Campi Flegrei, 38 sono state qui censite e, fra queste, due sono esclusive degli Astroni. 

Specie Simbolo

Picchio rosso maggiore 
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