Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

La Riserva si estende di fronte ad una punta rocciosa e comprende una scogliera degradante nel golfo di Trieste, i cui fondali raggiungono i 18 metri di profondità.
Tra i vari ambienti caratteristici particolare importanza è rivestita dalla zona compresa tra il limite della bassa e dell'alta marea, ambiente particolarmente ostile, può essere colonizzata solo da organismi marini adattati a sopravvivere per un certo periodo di tempo fuori dall'acqua.
La massicciata che protegge a mare lo zoccolo su cui sorge il Castello di Miramare individua uno degli habitat più ricchi all'interno della Riserva: i massi rappresentano un sito di ancoraggio per molte specie di alghe e di invertebrati bentonici e forniscono ai pesci susbstrati per la deposizione delle uova ed anfratti utili come nascondiglio.

L'ambiente di sabbia e fango, che a prima vista può appare piuttosto spoglio e monotono, si rivela invece estremamente interessante e, osservando più attentamente, mostra alcune tracce che tradiscono la presenza di organismi viventi.

I motivi della tutela del promontorio vanno ricercati nelle particolari caratteristiche geomorfologiche che si ripercuotono sulla flora e sulla fauna presenti e che fanno di Miramare un ambiente unico che da solo può rappresentare la peculiarità del Golfo di Trieste.
L'estensione totale della Riserva è di 120 ettari, 30 di zona integrale ed i restanti di zona "buffer".
 

Curiosità


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	© UnaVoce (Licenza CC-BY_SA 3.0
 

Flora e fauna

La zona di marea, il primo ambiente che si incontra spostandosi dalla terraferma verso il largo, è colonizzata da organismi distribuiti secondo una zonazione verticale derivata dal diverso grado di adattamento delle varie specie alle condizioni estreme: le specie che sono in grado di sopravvivere più a lungo fuori dall'acqua colonizzano la fascia più alta, mentre gli organismi più sensibili che necessitano di periodi più lunghi di immersione si distribuiscono nelle fasce progressivamente più vicine al mare.

Si possono incontrare per esempio i denti di cane (Chthamalus spp., dei piccoli crostacei cirripedi che trascorrono quasi l’intera loro esistenza attaccati alle rocce), le cozze (Mytilus galloprovincialis), le patelle (Patella spp.) e le chiocciole di mare (Monodonta Turbinata). Tra le alghe ricordiamo il Fucus virsoides, alga bruna endemica dell'Alto Adriatico, e le alghe verdi Enteromorpha sp. e Ulva spp., quest’ultima detta comunemente lattuga di mare.

Negli anfratti umidi, sotto i sassi, si nascondono il porcellino di mare (Sphaeroma serratum, un crostaceo isopode) e la pulce di mare (Talitrus saltator, un crostaceo anfipode), il granchio dalle chele nere (Xantho pressa) ed il granchio dalle chele piatte (Porcellana platycheles), il pomodoro di mare e l'anemone tigrato (Actinia equina e Actinia cari). Tra i pesci ossei, la bavosa pavone (Lipophrys pavo) ed il succiascoglio (Lepadogaster lepadogaster) vivono nella fascia intertidale bassa e possono rimanere emersi durante la bassa marea.

Una grande varietà di pesci frequenta la scogliera. Tra i bentonici sono numerose le bavose, i ghiozzi ed i serranidi, che occupano i buchi e le cavità delle rocce. Fra i nectonici si incontrano sparidi e mugilidi, tipici nuotatori che però mantengono uno stretto contatto con il fondale per cibarsi e rifugiarsi. E’ facile osservare in Riserva l’intero ciclo riproduttivo di labridi e castagnole, che attaccano le uova sulle rocce, difendendo un vero e proprio nido.

Sotto i quattro metri si incontrano le corvine (Sciaena umbra), che formano anche grossi gruppi di parecchie decine di individui. Tra i predatori all’apice della catena alimentare ci sono le spigole (Dicentrarchus labrax), che spesso si possono vedere mentre rincorrono i piccoli latterini (Atherina spp.), e qualche scorfano (Scorpaena spp.). Numerose sono le specie algali che compiono il loro ciclo vitale all'interno dell'area protetta.

I substrati rocciosi appaiono di vivaci colori dovuti alla presenza di invertebrati come spugne (Aplysina aerophoba, Haliclona mediterranea, Ircinia spp), celenterati (Anemone sulcata, Cladocora caespitosa,…), molluschi (Mytilus galloprovincialis, Ostrea edulis) e briozoi. Numerosi sono anche i coloratissimi nudibranchi e vari crostacei (Maja verrucosa, Eriphia spinifrons, Palaemon elegans).

Appoggiati sulla sabbia o infossate in essa si possono trovare vari Echinodermi: l'oloturia o cetriolo di mare (Holoturia foskali), le ofiure o stelle serpentine (Ophiotrix fragilis), l'Astropecten aranciacus, una stella marina arancione. Tra i crostacei, sono numerosi i paguri (Paguristes oculatus), che trascinano la pesante conchiglia ricoperta da una tipica spugna di colore arancione (Suberites domuncula).

Tra gli anellidi che risiedono in questo ambiente particolare è possibile trovare policheti erranti che si insinuano serpeggiando nella sabbia e nel fango, ed un polichete sedentario esteticamente molto appariscente, lo spirografo (Sabella spallanzani), che vive in un tubo costituito da una concrezione di sabbia e muco e all'occorrenza estroflette la corona di branchie spiralate.

Ormai rara è divenuta la pinna nobile (Pinna nobilis), il mollusco bivalve più grande esistente in Mediterraneo, che con i suoi 35 - 50 centimetri di conchiglia conficcata nel substrato fa da supporto rigido a spugne ed ascidie incrostanti. Tra i molluschi vi sono alcuni bivalvi (Chamelea gallina, Venus verrucosa), gasteropodi (Murex spp.) e cefalopodi (Sepia officinalis). Tra i pesci sono tipici i pesci piatti che vivono nascosti sotto la sabbia, come le sogliole (Solea spp.) e la passera (Platichthys flesus italicus, quest’ultima endemica dell'Alto Adriatico. Comuni sono anche la tracina (Trachinus draco) e la mormora (Lithognathus mormyrus).  

Specie Simbolo

 
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