Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

ambiente

Il Parco di Masseria Soria si estende pianeggiante per quasi 30 ettari su di un suolo costituito da un deposito di calcareniti quaternarie.
Qui sono ospitati alcuni dei raggruppamenti più importanti e ricchi di grandi querce plurisecolari presenti sulla Murgia.
L’ambiente è suddivisibile in due zone: l’Aia grande ed il Bosco.
La prima più a nord, vicina alla masseria, è priva di sottobosco ed è caratterizzata dalla presenza di circa una sessantina di enormi querce secolari (tra le quali 24 hanno una circonferenza che supera i 3 m).
Vicino al sentiero di accesso all’Aia Grande, si trova una Roverella con circonferenza di 4,20 m.

curiosità

Il Parco di Masseria Soria è l’unica testimonianza giunta sino ai giorni nostri del “grande bosco di Gioia”, che il Conte Carlo Ulisse De Salis Marschlins citava nel suo Viaggio nel Regno di Napoli del 1781 e lo descriveva come un area con la circonferenza di cinquanta miglia.

flora

Il Bosco, collegato all’Aia attraverso una piccola lingua di vegetazione e posto a sud di un grande campo a semicerchio, è caratterizzato da grandi cespugli di biancospino e prugnolo e custodisce al suo interno un vero monumento naturale: una Roverella alta 24 m e con una circonferenza di 4,20 m, un gigante per la sua Specie.
Tra i Fragni il più grande è un esemplare di 18 m di altezza e 3,70 m di circonferenza in condizioni vegetative purtroppo non ottimali.
Tra le Orchidee è interessante la presenza dell’dell’Ophrys sphegodes subsp. sipontensis, specie endemica della Puglia e localizzata nelle aree del sud barese e del tarantino. Si riconosce per il grande disegno a forma di H sul labello e per i petali rosati che contrastano con i sepali verdi.
Oasi WWF Gioia del Colle 
	© Oasi WWF Gioia del Colle

fauna

I Rettili presenti nell’Oasi sono la Lucertola Campestre (Podarcis sicula), il Ramarro (Lacerta viridis), il raro Colubro leopardiano (Zamenis situla), il Cervone (Elaphe quatuorlineata) ed il Biacco (Hierophis viridiflavus), mentre i Mammiferi più comuni sono la Talpa romana e la Volpe (Vulpes vulpes) della quale si ritrovano molte tante, probabilmente utilizzate anche dai Tassi (Meles meles) e dalle Faine (Martes foina), lungo i piccoli avvallamenti creati dalle lame che rastremano il bosco.
Di tanto in tanto sono stati avvistati alcuni lupi solitari che trovano riparo nell’oasi, prima di proseguire il loro cammino verso i boschi della Basilicata