La storia | WWF Italy

La storia

Un tempo Le Cesine non si presentavano come sono oggi.

Una vasta palude, facente parte di una zona umida ben più vasta che partiva a nord da Brindisi e si estendeva a sud sino ad Otranto, cominciava a ridosso del mare e si estendeva sino a lambire i centri abitati del comune di Vernole.
La presenza della zanzara anopheles determinava grossi problemi, l'habitat pregiudicava la coltivazione e di conseguenza la produttività.
Queste caratteristiche secondo alcuni determinarono il nome della zona che deriva dal latino (zona incolta). Secondo altri il nome Cesine deriva probabilmente dal verbo latino caedere (tagliare), da cui "bosco ceduo" e ricorda l'antica pratica di tagliare gli alberi e di bruciare i boschi per ottenere terreni coltivabili e fertili.

Alla fine dell'800 si cominciò a pensare alla trasformazione di questa vasta area, per sconfiggere la malaria ed ottenere terreni coltivabili e si dette inizio ai lavori di bonifica che si attuò seguendo due criteri fondamentali; la canalizzazione e l'impianto.
La canalizzazione permetteva all'acqua dolce di scorrere via verso il mare, diversi pozzi realizzati nell'area permettevano di conservare una adeguata quantità d'acqua in caso di necessità.
L'impianto consiste nella messa a dimora di specie arboree che avevano il compito di assorbire l'acqua in eccesso e rendere il terreno adatto alla coltivazione.
Un intenso e faticoso lavoro di numerosi braccianti del territorio coordinati da esperti provenienti dall'Emilia Romagna (Bonifiche Ferraresi) resero il territorio coltivabile e salubre.
La riforma Fondiaria dei primi anni cinquanta ridisegnò la proprietà dell'area ed alla Regione Puglia vennero affidati circa 350 ettari di terreni, altri 300 furono frazionati e destinati a coloro che bonificarono Le Cesine.
Sino ai primi anni 70 le aree di proprietà regionale furono concesse in gestione ad una associazione di cacciatori.

Con il crescere della coscienza ambientalista e della consapevolezza dell'importanza della conservazione e della salvaguardia di zone come Le Cesine, dopo una terribile mattanza di circa 5000 animali, si cominciò a lavorare per l'istituzione della riserva naturale.
Nel 1971 a Ramsar , in Iran, i 350 ettari di proprietà regionale ed i 300 ettari di privati a Le Cesine vennero riconosciuti Zona Umida di Interesse internazionale; dopo la ratifica si avviò il lavoro incessante di sensibilizzazione che il WWF Italia ed il Corpo Forestale dello Stato, nella persona del dott. Raffaele Congedo svolsero per far si che si riconoscesse all'area una tutela maggiore.
Le Cesine sono state dichiarate Zona Umida d’Importanza Internazionale con D.M. 9.5.1977 , in base alla convenzione di Ramsar (2 febbraio 1971) con un’estensione di 650 ha.

Il grande lavoro di sensibilizzazione alla salvaguardia ed alla conservazione dell'area furono coronati da importanti risultati: nel 1979 Le Cesine divennero Oasi WWF e nel 1980, per decreto ministeriale, furono dichiarate Riserva Naturale dello Stato e venne assegnata al WWF Italia la gestione dell'area.
Studi e ricerche svolti o promossi nel corso degli anni dal WWF hanoo permesso alle Cesine di essere successivamente riconosciute come ZPS (Zona a protezione Speciale) e SIC (sito di interesse comunitario).

La masseria dell'Oasi WWF Le Cesine (Le) 
	© WWF Italia/F. Montinari
La masseria dell'Oasi WWF Le Cesine (Le)
© WWF Italia/F. Montinari