Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

Monte Sant'Elia, incastonato nel versante meridionale delle Murge orientali, nel comprensorio delle gravine tarantine, si sviluppa, con il bosco Caracciolo e alcuni pascoli e seminativi, attorno alla masseria omonima, il cui complesso di trulli risale alla fine del Seicento.
Dai 450 metri di quota dell'oasi si domina il Golfo di Taranto e la vista giunge fino al massiccio del Pollino e della Sila. Dal 2005, anno di istituzione del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” l'oasi ne rappresenta parte integrante.
Il bosco di leccio - circa 70 ettari - e la macchia mediterranea ospitano numerose specie di piante di notevole interesse fitogeografico in quanto di origine balcanica o perché rare, localizzate, o addirittura esclusive come l'Ophrys tarentina, orchidea selvatica endemica delle province di Taranto, Brindisi, Matera e Cosenza.
L'estensione è di 100 ettari circa. 

Curiosità

Oasi WWF Monte Sant'Elia 
	© Grazia Catania

Flora e fauna

La vegetazione assume la classica fisionomia della macchia mediterranea, e presenta una eccezionale ricchezza floristica passando dalla gariga al bosco nel giro di pochi passi. Numerosossisime sono le orchidee spontanee, tra cui la meravigliosa Barlia robertiana.
Nella macchia sono presenti il lentisco il mirto, la fillirea, l’alaterno, il corbezzolo. Sono associati spesso il biancospino,il perastro e il prugnolo e l’olivastro; tra i bassi arbusti troviamo rosmarino e timo.

L'area conserva ancora discrete estensioni boschive dominate dal fragno (Quercus trojana) e dal leccio (Quercus ilex).
Marginalmente sono presenti i querceti a roverella e le pinete a pino d'Aleppo, frutto di recenti rimboschimenti. Nel sottobosco troviamo ciclamini, viole, pungitopo, felci, edera.

La valenza faunistica è elevatissima, in quanto sono presenti specie quali il lanario (Falco biarmicus), il grillaio (Falco naumanni), il biancone (Circaetus gallicus), il gufo reale (Bubo bubo), e molti altri rapaci, sia diurni che notturni: gheppio, barbagianni, civetta, gufo comune e assiolo.
L’area delle gravine è interessata in primavera da un notevole flusso di rapaci in migrazione che, risalendo la costa ionica, attraversano e superano le Murge per spingersi sul versante adriatico della regione e continuare il viaggio verso nord.

Altre specie interessanti sono il succiacapre (Caprimulgus europaeus), l’upupa (Upupa epops) e la ghiandaia marina (Coracias garrulus).
Sono presenti tra i passeriformi specie di rilievo conservazionistico quali la tottavilla (Lullula arborea), il calandro (Anthus campestris), il passero solitario (Monticola solitarius) e l’averla capirossa (Lanius senator).

Relativamente ai mammiferi, di particolare interesse è la presenza dell’Istrice (Hystrix cristata); il contesto ambientale ancora in buono stato rende possibile la presenza di numerose altre specie come il tasso (Meles meles), la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina) e la donnola (Mustela nivalis), che trovano in quest’area popolazioni ricche ed abbondanti.

Le conoscenze erpetologiche, certamente le più complete, evidenziano come l’area sia, insieme al Gargano, una delle più ricche della regione. Particolarmente interessanti sono la presenza di specie di origine balcanica come il geco di Kotschy (Cyrtopodion kotschyi) ed il colubro leopardino (Zamenis situla). Di notevole rilievo risulta anche la presenza della testuggine di Hermann (Testudo hermanni), inserita in Direttiva Habitat.