Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

L’oasi è stata inaugurata a settembre 2006. E' un'area montana, compresa fra le quote di 600 e 1200 metri s.l.m., caratterizzata da ampie superfici boscate e da prati-pascoli in parte ancora utilizzati. I terreni sono prevalentemente di natura silicea, essendosi originati da arenarie oligoceniche (macigno toscano).
L’orografia è caratterizzata da versanti con pendenze mediamente piuttosto elevate e da estesi altipiani presenti soprattutto nel settore nord occidentale), sede di antichi insediamenti rurali. I corsi d’acqua che attraversano l’Oasi sono tributari del Torrente Limestre (Torrente La Fredda, Torrente Nebbiana, Rio Pagano), affluente del Torrente Lima che si getta nel fiume Serchio.
La zona costituisce lo spartiacque tra il bacino del Serchio; quello dell’Arno (con rii minori che confluiscono nei corsi d’acqua del sottobacino dell’Usciana) e quello del Reno: si trova quindi a cavallo della linea spartiacque tra il Mar Tirreno e il Mar Adriatico! Estensione 900 ettari circa.
 

Curiosità

 

Flora e fauna

La vegetazione dell’Oasi è piuttosto diversificata, in ragione delle diverse fasce altitudinali, dell’esposizione dei versanti, degli interventi antropici del passato e dell’attuale uso dei suoli. Nelle aree più basse prevalgono i boschi di latifoglie, caratterizzati dalla presenza di querce (cerro e roverella), carpino nero, castagno, ciliegio, acero campestre, nocciolo, pioppo tremulo, ontano nero ecc.; mentre alle quote superiori la vegetazione arborea è costituita soprattutto da boschi di faggio (cedui e fustaie) e popolamenti di conifere di età e composizione specifica diversa (abete bianco, douglasia, pino nero ecc.), derivanti da attività di rimboschimento di ex coltivi e pascoli. Nei prati ancora interessati da attività di fienagione e pascolo dominano varie specie di graminacee, mentre quelli abbandonati risultano colonizzati da arbusteti e felceti. Filari di noce, maggiociondolo, melo e sorbo degli uccellatori ornano i margini delle aree aperte. Sono inoltre presenti varie specie di orchidee

Sotto il profilo faunistico l’area presenta elementi di particolare interesse: primo fra tutti il lupo, simbolo dell’Oasi, che in anni recenti è tornato spontaneamente sull’Appennino Pistoiese, ricomponendo quegli equilibri naturali che, con l’estinzione dei grandi carnivori, erano andati perduti.
Molto numerosi sono gli ungulati di media e grossa taglia - capriolo, muflone, cervo, daino, cinghiale, i roditori come l’istrice, lo scoiattolo, il ghiro.
Fra i mammiferi carnivori, oltre al lupo, sono presenti a volpe, la faina e la donnola.
Anche l’avifauna risulta ricca e diversificata. Tra i rapaci diurni l’astore, Il biancone, la poiana, il falco pecchiaiolo e l’aquila reale, che nidifica non lontano. Presenti anche il picchio rosso maggiore, il picchio rosso minore, il picchio verde e un gran numero di piccoli passeriformi legati ad ambienti boschivi e ad ambienti aperti.
 

Specie Simbolo

Lupo 
	© Gian Luca Gavazzi
 Il lupo