Visita l'Oasi | WWF Italy

Visita l'Oasi


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I Sentieri Natura sono due, partono entrambi dal Centro visite, e sono tra loro collegati: con una visita gionaliera, è possibile percorreli entrambi. Entrambi sono in piano, e non presentano difficoltà particolari: sono però indispensabili binocolo e scarponi.

Il Sentiero Natura degli Orti (area ad acqua salmastra), realizzato in parte su palafitta, in parte schermato, è dotato di 2 osservatori e di 1 torretta, e numerose feritoie di avvistamento lungo le schermature, ed è un sentiero quasi esclusivamente dedicato all'osservazione degli uccelli. Qui si possono ammirare i fenicotteri, molte specie di anatre, parecchi limicoli, e, al vertice della catena alimentare, è possibile osservare il falco pescatore, intento alla pesca.

Il Sentiero Natura del Bottagone (area ad acqua dolce) è dotato di 1 torretta-condominio (sono presenti nella struttura nidi artificiali per 4 diverse specie di uccelli), da dove è possibile apprezzare appieno la quantità di stagni presenti, altrimenti quasi "invisibili", protetti da folti cannetti a cannuccia palustre. Il Sentiero attraversa la zona a prato umido, raggiunge la centralina meteo (Progetto Clima WWF), e prosegue tra la vegetazione; durante la camminata è possibile seguire le evoluzioni degli uccelli in volo; garzette, rondini, falchi di palude, anatre di varie specie... ma anche incontrare una fauna meno vistosa ma altrettanto importante per l'equilibrio ecologico dell'area: farfalle, cavallette, coleotteri, anfibi (comunissime le luscengole) tracce di mammiferi, etc. Anche la vegetazione presenta molti motivi si interesse e di approfondimento. Al termine del sentiero si arriva alla Stazione Ornitologica, dove si partecipa, con campagne costanti di ananellamento, al Progetto EURING, un progetto scientifico internazionale che studia l'affascinante fenomeno della migrazione.  

COME ARRIVARE

L'Oasi si trova nel Comune di Piombino (LI), il Centro Visite si trova al Km. 6,700 della S.P. 40 “Base Geodetica” Piombino – Riotorto.
 

Gestione e Strutture

La Gestione è di WWF Oasi, (parte dell'area è di proprietà di WWF ITalia), in base a una convenzione con la Provincia di Livorno.
È attiva una convenzione anche con Lucchini-Seversthal S.p.A, proprietaria di una parte dell’area.

Strutture: Centro visite, 2 Sentieri Natura, 2 capanni di osservazione, due torrette, stazione meteo, stazione di inanellamento degli uccelli.  

LA STORIA

Una vera e propria "Oasi", circondata da infrastrutture, con una storia molto antica

Il padule di Piombino, noto nell’antichità come importante area di pesca, ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli, principalmente indotte dalle intense opere di bonifica che hanno preso avvio fin dal periodo di Cosimo I° dè Medici e che sono proseguite, in varie fasi storiche, fino al secondo dopoguerra. Tali bonifiche delle “maremme pisane” erano necessarie sia per eradicare la malaria che decimava le popolazioni, che per recuperare terreni da destinare alle produzioni agricole.

Le paludi costiere retrodunali della Val di Cornia interessavano circa 1.500 ettari, il fiume Cornia sfociava nel padule a circa 2 km. dal mare e l’unico agglomerato di case rurali si trovava in località La Sdriscia, a circa 2 km. dall’Oasi. Tutto intorno erano stagni, acquitrini, affioramenti di sabbie mobili, prati umidi, risorgive d’acqua dolce, boschi di tamerici e pioppi neri, vacche maremmane e bufali al pascolo brado, sanguisughe, (che si raccoglievano ad uso medico), migliaia e migliaia di uccelli acquatici.

Nel secondo dopoguerra e con il rilancio dell’industrializzazione, Piombino incrementò le sue attività siderurgiche, e si rese necessario reperire nuove aree industriali: la foce del Cornia fu definitivamente deviata (nell’attuale posizione di Torre del Sale, nei pressi dell’Oasi); furono bonificate, cancellandole per sempre, ampie zone umide a canneto. Alla fine degli anni ’60, infine venne costruita la centrale termo-elettrica dell’ENEL, a ridosso del padule Bottagone, e una vasta area di bosco allagato di tamerice andò perduta.

“Bottagone” è un termine diffuso in Toscana che identifica un luogo dove l’acqua piovana ristagna per periodi prolungati, creando stagni più meno estesi e soggetti a sensibili fluttuazioni di profondità. Nel Bottagone sono presenti profondi strati torbosi sotto cui sussiste uno spessore di limi impermeabili formatosi nei millenni con le piene del Cornia e che proteggono l’intera area, di circa 45 ettari, dall’ingressione del cuneo salino. Si tratta del più esteso canneto della Provincia di Livorno.

Differente evoluzione geologica ha avuto la palude degli Orti, così denominata in quanto coltivata ad orticole grazie alla presenza di risorgive permanenti di acqua dolce. In quest’area erano presenti fino in epoche recenti affioramenti di “bolle limose” e la tradizione locale ricorda la presenza del “pozzale della contessa” in cui scomparve inghiottita dalle sabbie mobili una contessa con il suo cavallo.
Le coltivazioni negli Orti erano possibili grazie ad accorgimenti agronomici che prevedevano campi lunghi e stretti, separati tra loro da fossetti di scolo di cui ancora oggi si percepisce l’impianto.

La palude degli Orti si è progressivamente salinizzata attraverso il collegamento idraulico con il fosso Cosimo, prima grande opera di bonifica realizzata nei primi anni del ‘500, sotto Cosimo I° dè Medici. Il fosso Cosimo, in collegamento con il mare, risente fortemente del flusso di marea, garantendo così il ricambio continuo di acqua nella zona umida grazie ad un sistema di saracinesche che regola l’ingresso e l’uscita di acqua salmastra.
A partire dal 1950, a causa dell’emungimento di acqua di falda per scopi industriali, si è avviato un fenomeno marcato di subsidenza, che ha influito sul nuovo equilibrio idrico dell'area.

Paradossale è la presenza di una zona umida salmastra (Orti), ambiente tipicamente lagunare, più distante dal mare rispetto alla zona umida dulcaquicola del Bottagone.

Le due zone umide, così diverse tra loro, sono separate fisicamente ed idraulicamente dell’argine su cui scorre la S.P. 40, costruita sovrapponendola alla “Base Geodetica”, linea cartografica realizzata verso la fine dell’800 per consentire una esatta mappatura di un territorio privo di punti di riferimento certi.

Nel 1997, in occasione di interventi di escavazione per la realizzazione di un nuovo stagno nell’area nord-ovest dell’Oasi, è stato rinvenuto un insediamento preistorico di pescatori-cacciatori risalente all’età del bronzo – tardo neolitico, (tra i 3.500 ed i 2.300 anni a C.), che rappresenta l’insediamento umano più antico nella pianura alluvionale del Cornia

Come nasce l’Oasi WWF
La Sezione WWF Piombino – Elba ha iniziato a dedicarsi allo studio del Padule Orti-Bottagone dalla fine degli anni '70, per monitorare la presenza di uccelli acquatici presenti in ogni stagione, nonostante l'attività venatoria. Per molti anni i volontari del WWF si sono impegnati per approfondire e diffondere la conoscenza dell’area, anche realizzando numerose iniziative tese a far conoscere questo piccolo paradiso.
Nel 1984 il WWF locale si impegnò nel contrastare il progetto di raddoppio e conversione a carbone della Centrale Termo-Elettrica ENEL di Torre del Sale, progetto che destinava il padule del Bottagone a diventare deposito carbonifero e il padule degli Orti un grande impianto di itticoltura che avrebbe sfruttato le acque di raffreddamento della centrale.

L’azione del WWF fu incisiva e determinante nella promozione del referendum consultivo tra i cittadini della Val di Cornia, delle Colline Metallifere e dell’Elba che sancì, in forma quasi plebiscitaria, l’abbandono dell’ipotesi carbone e la conservazione della zona umida di Orti-Bottagone. Tutto questo con l’adozione di una variante urbanistica che trasformò Orti-Bottagone da “zona agricolo-industriale” a “zona umida”.
Tale risultato amplificò l’impegno del WWF: furono redatte relazioni tecnico-scientifiche, presentate denunce per abbattimento di specie protette, effettuati turni di vigilanza volontaria, realizzate iniziative pubbliche per far conoscere la ricchezza faunistica e florisitca dell'area.
Il risultato fu la chiusura definitiva dell’attività venatoria nel 1989: Orti-Bottagone divenne “Oasi di Protezione Faunistica” in base alla Legge sulla Caccia e gli appostamenti fissi defintivamente smantellati.

Ma il risultato più importante fu conseguito nel 1991 quando il WWF, lanciando una sottoscrizione tra tutti i soci ed i sostenitori presenti in Toscana, riuscì ad acquistare dall’Ex E.T.S.A.F. (Ente regionale che era subentrato allo storico “Ente Maremma”) i primi 42 ettari di zona umida: 35 ha. negli Orti e 7 ha. nel Bottagone.
NACQUE COSI’ L’OASI WWF PADULE ORTI-BOTTAGONE!!!

Nel 1994 il WWF acquisì ulteriori 11 ettari di zona umida ad Orti, area in cui fu individuato successivamente il già citato villaggio preistorico.

Nel 1998 la Provincia di Livorno accolse la proposta WWF di istituire, in base alla L.R.T. 49/95 sulle Aree Protette, la Riserva Naturale Padule Orti-Bottagone per una estensione di 92 ha.

Gli anni 2000 sono stati quelli del riconoscimento di Orti-Bottagone come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) in base alla “Direttiva Habitat” e Zona di Protezione Speciale (ZPS) in base alla “Direttiva Uccelli”, a cui si aggiunge il riconoscimento di Importat Birds Area (IBA).
Nel 2008, con l’adozione del Regolamento della Riserva, l’area protetta è stata ampliata a 126 ha.

Ed ora è una bellissima zona umida sotto tutela, visitabile dagli amanti della natura lungo percorsi attrezzati dotati di strutture dedicate all’osservazione della fauna, in cui sono state censite 230 specie di uccelli ed in cui le nuove generazioni apprendono l’importanza della conoscenza e dell’amore verso la Natura protetta.