Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

L’Oasi Affiliata WWF di San Felice si compone di vari ambienti, in parte naturali, in parte trasformati dal lavoro dell'uomo, a partire dalle grandi bonifiche cominciate nell'800 e integra la già numerosa serie di aree protette del territorio maremmano.
L'Oasi è ZPS (Zona di Protezione Speciale) e per la sua gestione è stato redatto un apposito Piano di Gestione.

Possiamo distinguere quattro habitat: la pineta, il sottobosco, la duna e l’interduna, le acque salmastre.

La pineta, impiantata quasi due secoli fa in funzione antimalarica dai Granduchi di Toscana, è l’habitat principale, composto da una prima fascia costiera di pino marittimo, posta a protezione dell’impianto di pino domestico o da pinoli, di elevato valore commerciale.

Protetto dagli alberi ad alto fusto, il sottobosco è un ambiente lussureggiante caratterizzato dalle principali essenze mediterranee e dalla presenza dei tipici passeriformi della macchia.

L’ambiente dunale, con la sua tipica vegetazione pioniera di erbe e cespugli, protegge l’interno dai venti salmastri e garantisce la stabilità della duna.

Infine la Fiumara, anch'essa opera del lavoro umano, costituisce un ambiente lacustre molto favorevole alle specie ittiche e agli uccelli acquatici. 

Curiosità

 

Flora e fauna

PROGETTO GHIANDAIA MARINA
La ghiandaia marina è il simbolo dell’Oasi; la specie era molto rara negli anni ’80, tanto che alcuni attivisti WWF posero in opera circa 40 nidi artificiali nelle pinete costiere del grossetano, che risultavano uno dei pochi luoghi in Italia adatti ad ospitare una popolazione residua.
Oggi la specie si dimostra in netta espansione anche nelle aree collinari, soprattutto in presenza di grandi alberi ai margini di pascoli e campi coltivati. Alcune coppie nidificano stabilmente anche nell'Oasi San Felice, utilizzandi i nidi artificiali realizzati appositamente per la specie, che vengono regolarmente monitorati, per studiare l'andamento della popolazione.
Le prime ghiandaie marine arrivano in Maremma dai quartieri di svernamento africani alla fine di aprile, iniziano i vistosi ed elaborati corteggiamenti aerei, si riproducono e allevano la prole nelle cavità dei tronchi di pino scavate dal picchio verde, cacciano insetti (soprattutto cicale, coleotteri e cavallette) nella pineta e lungo la duna costiera.
Alla fine di agosto comincia la migrazione di ritorno verso l’Africa: questa avviene in piccoli gruppi familiari, mai in modo vistoso, al contrario di altre specie dal comportamento tipicamente gregario.

IL PANCRAZIO MARITTIMO
Il giglio di mare, o pancrazio marittimo, è una pianta diffusa su tutto il litorale maremmano e sulle dune costiere. E' una pianta perenne alta circa 50 cm, che passa l'inverno sotto forma di bulbo.
Si compone di foglie allungate di color verde chiaro, prodotte nel numero di 5-6 per bulbo.
La fioritura avviene in luglio-agosto. I fiori del giglio di mare sono grandi (da 5 a 7 cm), bianchi e profumati: parte della loro lunghezza è dovuta al tubo fiorale che fa ergere il fiore dalla pianta vera e propria.
L'impollinazione dei fiore avviene attraverso gli insetti e i frutti sono costituiti da capsule di 2-3 cm.
Le sue foglie sono spesso abitate dal bruco di una caratteristica farfalla, detta per questo "falena del pancrazio". I semi sono di colore nero carbone, rivestiti di una protezione straordinariamente leggera per poter essere trasportati e rotolati dai forti venti costieri insieme ai granelli di sabbia, essere sommersi dopo aver subito un'abrasione e... ricominciare.

Specie Simbolo