Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna

Ambiente

L’insieme di stagni e di aree umide che compongono l’Oasi è il risultato di passate attività di escavazione dell’argilla. L’abbandono dell’area dopo gli scavi, nei decenni scorsi, ha creato i presupposti per una progressiva colonizzazione della zona da parte della vegetazione caratteristica delle zone umide di pianura. La presenza di vasche scavate a profondità differenti ha favorito una interessante diversificazione ambientale, cosicché attualmente l’area si presenta come un mosaico di superfici perennemente inondate e prive di vegetazione, aree coperte da vegetazione erbacea palustre (in particolare canneto), boschi igrofili di salice, arbusteti mesoigrofili, incolti e prati ruderali, siepi campestri.

Gli interventi di riqualificazione ambientale promossi dal WWF ed attuati dal Comune di Vicenza hanno ulteriormente contribuito ad esaltare la diversificazione ambientale dell’Oasi, creando, oltre a strutture per la ricezione dei visitatori, una riva idonea agli uccelli limicoli, un’area rimboschita con specie caratteristiche del bosco planiziale padano, realizzando stagni per gli anfibi ed ampliando le superfici libere da vegetazione e perennemente coperte d’acqua.
 

Curiosità

 
	© T. Menegozzo
 

Flora e fauna

La vegetazione è profondamente condizionata dalla presenza di acqua dolce che ristagna in superficie per lunghi periodi di tempo e crea condizioni di forte umidità.

Dove l'acqua è più profonda, le aree acquitrinose sono colonizzate da cannuccia palustre (Pharagmites australis) e da poche altre specie (tra cui le tife) che costituiscono la tipica vegetazione del canneto. Ad esse si associano altre tipiche piante di palude quali il giaggiolo palustre (Iris pseudacorus), la mestolaccia (Alisma plantago-aquatica) e l'erba-sega comune (Lycopus europaeus).

Meno estesi sono i cariceti, composti da carice di ripa (Carex riparia) e carice glauca (Carex flacca). Al margine degli acquitrini si sviluppa una boscaglia costituita da diverse specie di salice (in particolare Salix alba, Salix cinerea e Salix purpurea) e di pioppo (Populus nigra e Populus alba).

I terreni relativamente più asciutti sono invece ricoperti da lembi della tipica vegetazione boschiva che in passato ricopriva l'intera pianura: farnia (Quercus robur), acero campestre (Acer campestre) , olmo (Ulmus minor) ed altre specie arboree si associano ad arbusti di sanguinella (Cornus sanguinea), sambuco (Sambucus nigra), pallon di maggio (Viburnum opulus) e rosa selvatica (Rosa arvensis).

Estesi prati ed incolti erbacei contribuiscono infine ad arricchire ulteriormente la varietà della vegetazione di questo territorio.

La piccola fauna invertebrata legata agli ambienti umidi di pianura, altrove quasi scomparsa, riesce ad esprimersi con notevole ricchezza all'interno dell'Oasi: negli acquitrini si riproducono numerose specie di libellule, ditischi e notonette colonizzano abbondantemente le acque stagnanti, sui salici si sviluppa l'Apatura ilia, una specie di farfalla minacciata dalla riduzione degli habitat naturali di pianura.

Tra i pesci, oltre alle numerose specie esotiche che sono state purtroppo rilasciate nelle acque dolci della nostra pianura, sono presenti il luccio (Esox lucius) e la tinca (Tinca tinca).

Gli specchi d'acqua consentono la nidificazione di uccelli acquatici come la folaga (Fulica atra), la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), il germano reale (Anas platyrhynchos), la marzaiola (Anas querquedula).

Nei canneti e nelle boscaglie umide si riproducono invece specie particolarmente rare e legate a questi ambienti, quali il raro basettino (Panurus blarmicus) e il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus), oltre al tarabusino (Ixobrychus minutus), il tarabuso (Botaurus stellaris), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e il pendolino (Remiz pendulinus). Due specie di picchi, il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e il picchio verde (Picus viridis), trovano qui uno dei loro rari siti di nidificazione in pianura.

Nella stagione estiva, l'airone cenerino (Ardea cinerea) e l'airone rosso (Ardea purpurea) sostano in queste acque per alimentarsi. Inoltre, caso unico in provincia, la nitticora (Nycticorax nycticorax) e la garzetta (Egretta garzetta), nidificano all'interno dell'area rispettativamente con 25/30 coppie e con 2/3 coppie.
In autunno l'area diventa un importante sito di sosta ed alimentazione per diverse specie di piccoli uccelli come il beccafico (Sylvia borin), la capinera (Sylvia atricapilla), la bigiarella (Sylvia curruca) ed il tordo bottaccio (Turdus philomelos) durante la loro migrazione verso l'Africa.

Numerosi sono anche i piccoli mammiferi che hanno colonizzato questo territorio, tra i quali l'arvicola terrestre (Arvicola terrestris) ed il topolino delle risaie (Micromys minutus), particolarmente legati ai rari ambienti umidi di pianura, oltre al moscardino (Moscardinus avellanarius) di ambiente boschivo.

Gli stagni sono anche importanti siti riproduttivi per alcune specie di anfibi quali la raganella (Hyla intermedia), la rana di Lataste (Rana latastei), il tritone punteggiato (Tritus vulgaris) e il tritone crestato (Triturus carnifex). Gli stagni costituiscono inoltre l'ambiente ideale per la biscia d'acqua (Natrix natrix) e per la testuggine palustre (Emys orbicularis) quasi del tutto estinta nella pianura vicentina.



Recentemente è stata segnalata la presenza del lodolaio (Falco subbuteo) e accertata la presenza di caprioli (Capreolus capreolus). 

Specie Simbolo

 
	© T. Menegozzo