Rischi per la sopravvivenza | WWF Italy

Rischi per la sopravvivenza

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Una mamma orsa con i suoi cuccioli, Canada.
© David Jenkins / WWF-Canada

Cambiamenti climatici

L’impatto dei cambiamenti climatici è molto più forte al polo Nord – casa dell’orso polare - che in altri luoghi del Pianeta.
A causa del riscaldamento globale il ghiaccio artico sta scomparendo. Ogni estate la superficie di oceano artico che rimane ghiacciata, offrendo rifugio e ospitalità agli orsi polari, è sempre più piccola costringendo gli orsi ad estenuanti nuotate.

In che modo i cambiamenti climatici affliggono gli orsi polari?
Gli orsi polari hanno bisogno dei ghiacci per cacciare e accumulare il grasso necessario a fronteggiare i mesi in cui il cibo nell’Artico scarseggia.
A causa dei cambiamenti climatici il ghiaccio marino si fonde prima in primavera e si forma più tardi in autunno soprattutto.
Gli orsi, costretti in questo modo a prolungare i mesi di digiuno e di scarso apporto calorico rischiano di essere denutriti e meno sani.
Orsi denutriti e meno sani hanno un tasso di riproduzione più basso, aumentando le possibilità di estinguersi
Gli scienziati hanno scoperto che spesso i cuccioli non sopravvivono alle difficoltà del clima artico sia per la mancanza di cibo sia perchè le madri che li allattano non hanno immagazzinato abbastanza grasso e sono denutrite.
Nella Baia di Hudson (Canada) hanno scoperto che per ogni settimana di anticipo sulla fusione dei ghiacci – anticipo dovuto ai cambiamenti climatici – gli orsi perdono 10 chili di peso e sono visibilmente in condizioni di salute più precarie.


Inquinamento

Trovandosi al vertice della catena alimentare gli orsi polare rischiano di accumulare una grande quantità di sostanze tossiche, sostanze che si trasmettono lungo gli anelli della catena.
L’immagine che ci piace tanto dell’Orso polare in un candido paesaggio incontaminato è in realtà falsa. L’Artico è purtroppo un ambiente dove, per vari motivi legati soprattutto alle condizioni metereologi che e alle correnti si concentrano molte sostanze tossiche.

Che danno fanno le sostanze tossiche agli orsi polari?
Alcune sostanze tossiche che si accumulano nel corpo degli orsi attraverso la catena alimentare producono in questi animali una bassa concentrazione di vitamine, ormoni e anticorpi. Questo si riflette su molte funzioni fisiologiche come la crescita, la riproduzione, e la possibilità di resistere a batteri e virus.
In alcune zone il latte delle femmine di orso polare contiene una concentrazione particolarmente alta di queste sostanze. In questo modo il latte avvelena i cuccioli riducendo le loro possibilità di sopravvi9venza in un ambiente già tanto difficile.
Nelle isole Svalbards (Norvegia) sono state osservate femmine di orso polare con un abbozzo di organi sessuali maschili. I ricercatori ritengono che questa possa essere una conseguenze dell’alto tasso di inquinamento registrato nell’ecosistema artico.

Quali sono le sostanze tossiche più pericolose?
Fra le tante sostanze tossiche che arrivano nell’ecosistema artico i POPs (inquinanti organici persistenti) sono fra i più pericolosi. Si tratta di un gruppo di sostanze in gran parte proibite, ma che qualche volta vengono ancora utilizzate più o meno illegalmente.
I POPs hanno la caratteristiche di rimanere inalterate nell’ambiente per molti anni, perpetuando quindi i loro danni per generazione e generazioni.
I POPs interagiscono in modo drammatico con il sistema ormonale degli organismi viventi con ripercussioni su molte funzioni vitali fra cui, non ultima, la riproduzione.


Attività petrolifera

Il business del petrolio e degli altri idrocarburi, estinguendosi le riserve in altri luoghi del pianeta, si sta subdolamente diffondendo nell’ecosistema artico. L’industria del petrolio non solo rovina luoghi prima inaccessibili, territori privilegiati degli orsi polari, ma effettivamente espone tutto l’ambiente artico al rischio delle pericolosissime fuoriuscite di petrolio con incalcolabili danni a lungo termine.

Cronologia delle azioni di conservazione

Prima del 1973
Fin dal lontano 1600 le popolazioni di Orso polare erano state decimate dalla caccia perpetuata da europei, russi, americani European, Russian per la loro pelliccia e i loro trofei

1973
Canada, Stati Uniti, Danimarca, Norvegia e l’ex Unione Sovietica firmano l’accordo internazionale “per la conservazione degli orsi polari e del loro habitat” finalizzato soprattutto a regolarne e limitarne la caccia..
Il Governo US classifica inserisce gli Orsi polari nel suo “Endangered Species Act “ la principale legge di conservazione delle specie negli Stati Uniti d’America

2005
Gli orsi polari vengono iscritti dall’IUCN nella lista delle specie Vulnerabili dall’IUCN basandosi sulla stima che nei prossimi 35-50 anni possa esserci un declino del 30% della specie. ,

Oggi
Oggi gli orsi polare sono fra i pochi grandi carnivori che possono ancora vantare una distribuzione non molto diversa da quella naturale.
Per quanto molte popolazioni di Orso polare dopo la drastica riduzione dovuta alla caccia spietata siano aumentate si inizia a notare da qualche anno un nuovo preoccupate declino che affligge 7 popolazioni su 19.
Alcune popolazioni sono ancora oggi minacciate dal bracconaggio e dall’aumento dei conflitti con l’uomo, dovuti alla competizione per gli spazi in continua riduzione (riduzione ghiaccio estivo)
In futuro
Se la situazione rimane quella attuale gli scienziati temono che possono estinguersi entro il prossimo secolo..
Gli scienziati prevedono che entro il 2040 solo una piccola zona di ghiacci più resistenti sarà disponibile per la sopravvivenza degli orsi polari nel periodo estivo (Last Ice Area), quando i cambiamenti climatici avranno portato alla fusione della maggior parte della calotta artica.

In che modo il petrolio danneggia gli orsi polari?

 Fuori uscite di petrolio
Gli incidenti che producono sversamenti di petrolio sono purtroppo degli eventi molto frequenti nell’attività di estrazione e trasporto del petrolio. Nell’ambiente artico, a causa delle condizioni ambientali così estreme e difficili, i rischi sono assai più alti.

Riduce l’isolamento termico
Il contatto con il petrolio riduce l’effetto isolante della pelliccia di un Orso polare. In questo modo l’orso è costretto a utilizzare più energia per tenersi caldo. Ma non sempre il cibo è sufficiente, esponendo quindi l’orso a fame e denutrizione

Avvelena
L’orso può ingerire il petrolio sia leccandosi il pelo sia cibandosi di animali contaminati. Il petrolio ingerito può produrre danni ai reni e al fegato e ha una forte tossicità con effetti a lungo termine. Basta una piccola quantità di petrolio nella loro pelliccia per contaminare gli orsi polari.

Disturbo
L’esplorazione petrolifera che avviene attraverso onde sismiche, dinamite, costruzione di strutture e distruzione dell’habitat originario può danneggiare gravemente le popolazioni di orsi.