Rischi per la sopravvivenza | WWF Italy

Rischi per la sopravvivenza

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Insieme dobbiamo poteggerlo
© Wild Wonders of Europe / Widstrand /WWF

Caccia, frammentazione dell'habitat, disboscamento e infrastrutture

Per tutelare gli orsi basterebbe garantire tre condizioni basilari alla sopravvivenza di qualsiasi essere vivente: poter avere a disposizione un territorio abbastanza vasto da poter garantire la sopravvivenza delle sue popolazioni (connessioni demografiche e scambi genetici tra individui distanti), poter vivere indisturbato nei pochi habitat ancora idonei (foreste e pascoli di montagna) alle esigenze della specie e con cibo a sufficienza omogeneamente distribuito sul suo territorio. Queste condizioni sono venute a mancare negli ultimi decenni.

I principali fattori responsabili della quasi totale scomparsa dell’orso dalle Alpi sono da individuarsi nella persecuzione diretta operata dall’uomo (caccia) e, in minor misura, nella graduale riduzione e frammentazione degli habitat idonei, conseguente ai disboscamenti, nell’utilizzo e trasformazione degli ambienti montani, nella costruzione di strade, ecc.

Dei 56 casi di morte di orsi, accertati dal 1971 al 1997 nell’Appennino centrale, ben 21 sono stati determinati da atti di bracconaggio o caccia, 10 a seguito di impatto con auto e treni e solo 6 da cause naturali. E quasi tutte le morti violente, comprese le ultime degli anni 2001/2003, non sono state accertate all’interno delle aree protette ma nelle aree esterne ai parchi. 

Nelle Alpi, in una prima fase conclusasi tra il XVIII e il XIX secolo, si è avuta innanzitutto una persecuzione diretta sempre più accanita e dotata di mezzi tecnicamente sempre più evoluti, ma anche una drastica riduzione dell’habitat idoneo per l’orso e, quindi, dell’areale distributivo della specie. Ciò a causa delle mutate condizioni socio-ambientali conseguenti, essenzialmente, ai vasti disboscamenti, realizzati per aumentare la disponibilità di pascolo per il bestiame domestico e al progressivo capillare utilizzo degli ambienti montani.

In Appennino, tra i problemi vi sono quelli causati dall’attività umana: nelle aree di svernamento, nelle aree di riposo diurno e il disturbo dovuto all’attività venatoria (battute di caccia al cinghiale). Le attività zootecniche, invece, risultano non influenti come fattore di disturbo. Inoltre l’Appennino centrale, limitato in termini di vastità e di territorio a basso livello di antropizzazione, rischia di divenire inospitale a causa dell’infrastrutturazione del territorio montano principalmente a causa del turismo invernale sciistico e dell’industria energetica e dell’infrastrutturazione di altipiani e fondovalle a causa della realizzazione di strade, svincoli, capannoni. Diventa perciò fondamentale conoscere bene questa specie per poter pianificare e programmare l’utilizzo di un territorio, avendo ben presente le conseguenze e gli effetti che si rischiano di originare.

Un’altra importante causa di sofferenza per la popolazione di orso è da imputarsi all’abbandono dell’attività agro-pastorale tradizionale per i cambiamenti socio-economici verificatisi a seguito dello sviluppo degli anni '60-'70. Le pratiche agricole e zootecniche degli ambienti montani hanno contribuito a rendere maggiormente problematico il rapporto orso-uomo per i danni economici e a rendere più efficace l’opera di persecuzione cui la specie veniva sottoposta, incentivata anche a più riprese dal pagamento di taglie per gli orsi uccisi ma a ridurre anche le opportunità alimentari costituite dalle erbe dei pascoli, dalla frutta coltivata, dalle arnie e da qualche animale d’allevamento.
 
orso bruno

Le minacce

Considerata specie in via di estinzione, l’orso bruno è vittima del bracconaggio e della frammentazione del suo ambiente naturale.
Questa specie è fondamentale perché la sua presenza può essere un
efficace indicatore dello stato di salute e conservazione degli ambienti in cui è presente: l’orso è il simbolo dei boschi della nostra penisola.
Nonostante la sua grande capacità di muoversi sul territorio, strade, centri
abitati, ferrovie e diverse altre infrastrutture sottraggono spazio all’ambiente in cui vive; senza contare che sul suo cammino ci sono a volte trappole, tagliole, bocconi avvelenati.
 
	© WWF Italia
L'orso M14 è stato investito da un automobile ad Aprile 2012.
© WWF Italia