Legge parchi: i principali punti critici | WWF Italy

Legge parchi: i principali punti critici della riforma sulla legge n. 394/91

© Luca Scudiero / WWF-Italy

Alla Camera è in discussione un nuovo testo, già approvato dal Senato, per la riforma della legge quadro sulle Aree Protete (n.394/91), grazie alla quale, da ventisei anni, proteggiamo i parchi e le aree marine del nostro Paese. 

Grazie a questa legge, abbiamo tutelato circa il 10% del patrimonio naturale dell'Italia attraverso la creazione di uno dei più importanti e diversificati sistemi di aree naturali protette d'Europa.  

Ma, se venti anni fa, era chiarissima la volontà di tutelare la biodiversità e la natura del nostro Paese, attraverso un sistema di Parchi Nazionali e regionali e con un sistema di Aree Marine Protette, oggi, con la riforma in discussione alla Camera, sembra che questo sistema debba occuparsi più di sviluppo economico che di conservazione. E questo, nonostante sia proprio la Costituzione, nell'articolo 9, a riconoscere la tutela della natura come prioritaria rispetto agli interessi economici.
 

Come WWF Italia, insieme ad altre associazioni, abbiamo proposto delle modifiche alla legge in discussione, perchè non si abbassi la guardia sulla necessità di difendere il nostro patrimonio naturale!​

Articolo 9 della Costituzione Italiana: 

"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. 
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."

Costituzione della Repubblica italiana


I principali punti critici della legge in discussione alla Camera.

Articolo 4: cosa prevede la riforma

I Presidenti dei Parchi dovranno avere solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza richiedere alcuna specifida competenza in materia di tutela ambientale;

Nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco saranno inserite rappresentanze di portatori di interessi economici,indebolendo gravemente la rappresentanza degli interessi generali rappresentati dallo Stato. 

I Direttori dei Parchi non avranno più una nomina nazionale, ma locale e senza che siano loro obbligatoriamente richieste specifiche competenze ambientali o naturalistiche.

Articolo 4: cosa abbiamo proposto

Il Presidente del Parco deve necessariamente avere delle specifiche competenze ambientali. 

Introdurre il criterio della competenza anche in campo naturalistico e ambientale per i Direttori dei parchi, per la cui nomina si chiede un concorso pubblico per titoli ed esami. 

La nostra proposta non è stata accolta.


Articolo 8: cosa prevede la riforma

Nel testo proposto viene introdotto il sistema delle Royalties una tantum per alcuni impianti già esistenti nel Parco e si prevede che parte di queste venga versato al Ministero dell'Ambiente per azioni a tutela della biodiversità

Nell'attuale legge il sistema delle Royalties non è previsto.

Inoltre, viene introdotta anche la possibilità di cedere i marchi del Parco anche per prodotti e servizi (Duodiecies Marchio del Parco), sulla base di regolamenti che ogni Parco realizzerà autonomamente.

Articolo 8: cosa abbiamo proposto

Aumentare le attività sottoposte al pagamento delle royalties. In particolare, il pagamento deve essere annuale e non una tantum, la maggior parte del quale (80%) deve essere versata al Ministero dell'Ambiente per attività di conservazione e a livello nazionale.

Introdurre delle specifiche che chiariscano la gestione del marchio: non può essere inteso come una certificazione di qualità, che i Parchi, tra l'altro, non possono rilasciare. Inoltre, il regolamento deve essere: unico, nazionale e identico per tutti i parchi. 

Le nostre proposte non sono state accolte
 

Rispetto alla gestione delle Royalties, abbiamo avuto anche un peggioramento della versione presentata al Senato.


Articolo 9: cosa prevede la riforma

Nell'attuale legge, l'articolo 9 prevede che la gestione della Fauna sia una delle competenze dell'Ente Parco che può predisporre un piano che l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) deve approvare per "eventuali prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi per mantenere l'equilibrio dell'ecosistema."

Nella riforma è introdotto l'obbligo di valutare la cattura degli animali prima di ogni altra soluzione.

Articolo 9: cosa abbiamo proposto

Il testo al Senato era stato già riscritto da noi del WWF insieme a Legambiente e Federparchi, ma sono stati presentati altri emendamenti per rendere ancora più esplicito il richiamo alle Direttive comunitarie (Direttiva Habitat) e alla non derogabilità delle stesse. 


La nostra proposta non è stata accolta


Articolo 10 e 11: cosa prevede la riforma

In questi articoli viene regolamentata la gestione delle Aree Marine Protette. 

La riforma conferma il sistema attuale delle Aree Marine Protette e vengono fissati i criteri e le finalità per l'istituzione delle Aree Marine Protette, la cui gestione è affidata a consorzi di enti locali, pubblici e isituzioni scientifiche. 

Articolo 10 e 11: cosa abbiamo proposto

Abbimo chiesto la sostanziale modifica dell'attuale sistema delle Aree Marine Protette chiedendone la trasformazione in Parchi Marini, per le aree di maggiore estensione e complessità. 

La proposta mirava a dare alle Aree Marine Protette pari dignità e consistenza rispetto a quelle terrestri.

Sono state accolte modifiche marginali che non modificano nè la sostanza nè l'impostazione dell'articolo.


Articolo 26: cosa prevede la riforma

L'articolo 26 riguarda le modalità di riconoscimento e la regolamentazione delle associazioni ambientaliste, di cui però non c'è alcun riferimento nella legge attuale.  

Nel testo proposto si prevede che il riconoscimento delle associazioni ambientaliste sia dato alle solo presente in almeno 10 regioni (rispetto alle 5 previste dalla legge attuale) e con 5 anni di attività continuativa. 

Articolo 26: cosa abbiamo proposto

Abbiamo chiesto la totale eliminazione dell'articolo che non ha nulla a che fare con l'argomento della proposta di legge. 

La nostra proposta non è stata accolta


Articolo 27: cosa prevede la riforma

Questo articolo disciplina la realizzazione del Parco del Delta del Po. 
L'attuale legge prevede la realizzazione di un Parco Nazionale, poiché non si è realizzato il parco interregionale.

Poiché la delega al Governo per la creazione del Parco, dopo l'intesa con le regioni interessate (Veneto e Emilia Romagna) è di soli 6 mesi, l'effetto della riforma è di togliere la previsione del parco nazionale e lasciare la situazione attuale, se in sei mesi non si realizzerà un unico parco interregionale.
 

Articolo 27: cosa abbiamo proposto

Abbiamo richiesto il mantenimento della previsione del Parco Nazionale per il Delta del Po, che costituisce un ecosistema unico

Il testo è rimasto quello del Senato.


Articolo 28: cosa prevede la riforma

L'articolo 28  riguarda la gestione dei servizi ecosistemici allinterno dei Parchi Nazionali, di cui si hanno disposizioni specifiche nella legge attuale.  

La proposta prevede che al Governo venga riconosciuto il compito di sviluppare decreti legislativi per sviluppare servizi ecosistemici, come ad esempio le produzioni energetiche o gli interventi nell'alveo dei fiumi. 

Articolo 28: cosa abbiamo proposto

La gestione dei servizi ecosistemici può essere così diversa e frammentata che è necessario rendere chiaro ed esplicito che ogni intervento può essere ammesso solo se è finalizzato al mantenimento dei servizi ecosistemici stessi. 

Il testo è rimasto quello del senato. 

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