Classi controcorrente | WWF Italy

Classi controcorrente

Con Classi controcorrente il WWF ha promosso un programma rivolto alle scuole con due scopi ben precisi: far nascere un interesse per l'ambiente fluviale nel suo complesso che vada oltre l'attenzione in occasione di calamità, e ristabilire un rapporto più equilibrato con l'ambiente, attraverso il recupero delle radici e dell'identità culturale di un territorio.
Con questo programma il WWF dà spazio alla relazione uomo/fiume estendendo l'approccio ambientale ad un concetto più ampio, proponendo la lettura del territorio in modo globale, utilizzando come "chiave di lettura" il fiume nella sua complessità e proponendo percorsi di lavoro meno convenzionali. 

 

METODOLOGIE INNOVATIVE DEL PROGETTO

Per una nuova cultura dei fiumi
Finora la gestione di molti fiumi è stata attuata agendo su singoli tratti o come risposta a fenomeni isolati dall'intero contesto, progettando interventi e agendo sulla gestione di un tratto senza tenere conto degli effetti a valle, della situazione a monte, delle condizioni dell'intero bacino idrografico. Bisogna quindi favorire il cambiamento verso una cultura dei fiumi, per i fiumi, in grado di prevenire i rischi e gestire le risorse tenendo conto della complessità e al tempo stesso unitarietà del sistema fiume.
E' questa la premessa da cui è partita la progettazione dei percorsi educativi, la realizzazione dei nuovi strumenti e la valorizzazione di quelli già esistenti, tenendo conto di una serie di risorse e di limiti.
 

La complessità dei possibili approcci al tema del fiume
I corsi d'acqua hanno da sempre segnato l'aspetto fisico di un territorio, il suo sviluppo socioeconomico, la sua storia, la sua cultura. Ma oggi, quando il fiume compare nel quotidiano, è soprattutto per eventi disastrosi che rinforzano la visione stereotipata del fiume "cattivo" dal potere distruttivo, e provocano un'attenzione morbosa, emotiva ed effimera.

Superare la logica delle catastrofi e restituire ai ragazzi il fiume in tutta la sua ricchezza è un obiettivo educativo primario
Sono molte le leggende, le memorie, i miti e le suggestioni scaturite dal paesaggio fluviale. Molte vie d'acqua hanno acceso fantasia e passioni.
 

Oltre le discipline
Anche a scuola, spesso, i fiumi sono "arginati", richiusi nei compartimenti delle singole discipline, analizzati da vari punti di vista non connessi tra loro con modalità che non restituiscono facilmente una visione di sintesi. Un approccio di questo tipo fornisce strumenti di lettura, ma non restituisce il fiume nella sua bellezza, e alimenta un'idea di comprensione della realtà ben lungi dall'essere vera. La ricchezza percettiva e il lato emozionale vengono poi a mancare.
Lo sforzo fatto nell'elaborare i materiali didattici è quello di cercare di restituire ai ragazzi un fiume fatto di bellezza, emozioni, equilibri ecologici, fantasia, attività, piacere, ciottoli da raccogliere, piedi nell'acqua ma anche economia locale, saperi tecnici, storia e scienze, botanica, cinema, letteratura.
 

La non prevedibilità del reale
La scelta di comunicare la non prevedibilità del reale, confermandone la complessità, è suggerita accostando contenuti eterogenei o alludendo ad altri lasciati aperti.
 

Puntare sulla relazione
I materiali didattici (quaderno docenti e quaderno ragazzi) proposti alle classi tentano di scardinare gli stereotipi del tipo uomo buono/fiume cattivo o, viceversa, uomo cattivo/fiume buono, per lasciare spazio alle mille sfaccettature della complessità e della relazione uomo/fiume.
Essi propongono di partire dai vissuti, dalle esperienze concrete, da suggestioni letterarie e da tutto quello che può testimoniare il viaggio comune dell'uomo e del fiume. Le suggestioni sono poi accompagnate da una parte informativa e descrittiva del tema stesso, con rimandi per possibili approfondimenti. Infine le proposte di attività. Ogni capitolo ha così una propria autonomia, e può essere utilizzato sia come unico spunto di lavoro tra tutti quelli proposti, oppure costituire una tappa di un percorso più complesso.