Storie dai campi Tartarughe | WWF Italy

In Azione per le tartarughe marine:

le storie di operatori e volontari che ogni giorno salvano le tartarughe in pericolo

Aggiornamenti dal campo: la nostra estate dalla parte delle tartarughe marine

Dall'inizio dell'anno, nei Centri di Recupero del nostro network tartarughe marine, siamo riusciti a: 

  • curare 595 tartarughe marine in difficoltà;

  • liberare 21 eseplari

  • recuperare 38 tartarughe marine.

Grazie allo straordinario sforzo di operatori e volontari, durante l'estate abbiamo anche individuato 14 nidi e da tre di questi abbiamo anche avuto le prime schiuse: con 190  tartarughini nati!

Guarda il video della schiusa di Castellaneta: 

Le nostre azioni dal campo

 

Difendere le tartarughe marine è molto più di un lavoro...

È una sorta di vocazione, una passione dirompente che ti spinge ad alzarti nel cuore della notte perché è appena stato trovato un nido che bisogna mettere in sicurezza, che ti fa percorrere centinaia di chilometri e che non conosce momenti di pausa, soprattutto durante l'estate. Ed è quello che hanno compiuto i nostri operatori e i tantissimi volontari: grazie al loro straordinario sforzo, siamo riusciti a salvare centinaia di tartarughe marine in difficoltà, ma niente sarebbe stato possibile senza il sostegno di chi ha creduto e continua a credere in noi, perciò: GRAZIE! 

TurtleHeroes

Sono medici veterinari, biologi, volontari.
Sono donne, uomini, ragazzi e adulti.

Sono i nostri TurtleHeroes e sono sempre 
​in prima linea per difendere le tartarughe marine!

Leggi le loro storie >>

Ami, reti, plastica... 
Ogni anno sono circa 150mila le tartarughe che nel solo Mediterraneo restano intrappolate nelle attrezzature da pesca e di queste oltre 40mila, muoiono. 


Erika Ottone, medico veterinario del Centro di Recupero di Policoro, ci racconta le cause più comuni per cui vengono ricoverate le tartarughe e del lavoro che svolge ogni giorno per salvare la loro vita. 
 

 

Rendi ancora possibile il lavoro di Erika: dona ora e aiutaci a salvare le tartarughe marine!

Dona ora >>

Proteggere le tartarughe marine: i Centri di Recupero e la sorveglianza dei nidi

Sono cinque i Centri di Recupero WWF che lavorano per curare le tartarughe marine in difficoltà: Policoro, Favignana, Lampedusa, Molfetta e Torre Guaceto.

Le attività svolte nei Centri di Recupero sono diverse e complesse: dalle operazioni chirurgiche per i casi più difficili, alla degenza degli animali in fase di recupero nelle vasche, fino poi, alla liberazione delle tartarughe ormai guarite e pronte a tornare libere in natura. 

Solo lo scorso anno, sono state più di 500 le tartarughe recuperate all'interno dei nostri Centri di Recupero!

 

Centri di Recupero WWF >>

Difendere le tartarughe marine vuol dire anche intervenire con attività di monitoraggio per mettere in sicurezza i nidi lungo le nostre spiagge. 

Delle tre specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo, la Caretta caretta è l'unica che depone le sue uova in Italia e per assicurare un futuro alla specie, la tutela dei nidi è un elemento fondamentale. 

Ogni volta che troviamo un nido, operatori e volontari WWF organizzano delle staffette per monitorare i nidi e difenderli da eventuali predatori, come cani, volpi, ma anche per difenderli da un turismo troppo spesso insostenibile.

Il lavoro di sorveglianza svolto da operatori e volontari è preziosissimo, ma per affinché possano continuare a proteggere anche i nidi, abbiamo bisogno anche di te! 

Con il tuo sostegno, potremo allestire i campi di sorveglianza per la difesa dei nidi e  dotare i nostri operatori di tutti gli strumenti necessari per svolgere le loro attività.

 

Aiutaci ad allestire i campi di sorveglianza >>

 

Come operiamo per recuperare le tartarughe marine!

Con i nostri centri di Recupero lavoriamo ogni giorno per proteggere le tartarughe marine.

Quando riceviamo una segnalazione di ritrovamento di un esemplare in difficoltà, ci attiviamo immediatamente per la procedura di recupero. 

Ma la prima fase, quella di recupero, è forse una delle più complesse: bisogna prestare molta attenzione, gli animali spesso sono sofferenti e in difficoltà e il contatto deve essere gestito in modo appropriato.

Il trasporto è estremamente delicato: è fondamentale che la tartaruga venga inserita in un contenitore di dimensioni adeguate, ma che sia anche solido, lavabile e disinfettabile, e soprattutto che permetta alla tartaruga di mantenere la corretta posizione di decubito sternale senza comprimere, deformare o costringere arti e testa. 

È importante che la tartaruga sia appoggiata su un materiale soffice e ammortizzante, impregnato di acqua di mare: bisogna sempre tenere gli animali umidi soprattutto nel  caso di lunghi tragitti, utilizzando dei panni bagnati durante la stagione estiva, ma mai in periodi freddi. 

La prima cosa che segnaliamo a tutti i nostri volontari è che le tartarughe non devono mai essere sollevate per le pinne in fase di manipolazione, ma afferrate saldametne ai due lati del carapace. 

E poi è fondamentale mantenere sempre una certa distanza dalla bocca e nei grandi esemplari anche dalle pinne anteriori.

Svolgere queste attività è un lavoro estremamente appassionante, ma anche molto complesso, richiede tempo, energie e strumenti adeguati, per questo abbiamo bisogno del tuo sostegno!

Dona ora, aiutaci a salvare le tartarughe marine >> 

Tartarughe in difficoltà: come avviene il recupero

Le tartarughe sono animali difficili...

Era Natale del 2010 quando i miei genitori mi regalarono l'adozione di una tartarugha marina del WWF Italia.

Ho sempre adorato il mare e gli essere viventi che lo popolano, ma l'adozione WWF mi ha davvero dato l'impressione di fare qualcosa di concreto e importante per salvare le tartarughe marine!

Poco dopo, grazie ad un'email del WWF Italia sulle tartarughe marine, scoprii che era possibile partire per il Centro Di Soccorso e Cura di Lampedusa, un posto dove io, cresciuta a latte e documentari sul mare e i suoi ospiti, sarei sempre voluta andare, ma che consideravo irraggiungibile!!

Così, nel maggio del 2011, sono partita come volontaria del centro per la prima volta.
"Le tartarughe sono animali difficili, puzzano, sono viscide, probabilmente farai un’esperienza, ma non sono sicuro che ci ritornerai", mi disse il mio professore di biologia della Sapienza.
Niente di più vero: le tartarughe sono animali difficili, ma i più affascinanti del mondo!

A Lampedusa ci sono rimasta un mese e tornata a Roma, ho chiesto la tesi di laurea in biologia: vedere da vicino le tartarughe, poter lavore per salvarle curarle e poi rimetterle in mare, mi aveva aperto un mondo che non conoscevo ancora, ma di cui volevo assolutamente far parte! 

Dieci mesi dopo, dopo aver studiato a fondo la loro biologia, sono tornata a Lampedusa come tesista, e per la prima volta, mi sono stati affidati i volontari che durante l’estate svolgono i campi.

Le giornate erano piene di cose da fare: organizzare il lavoro dei volontari, stabilire i turni delle pulizie, affrontare recuperi ed emergenze, portare avanti le cure e poi svolgere attività di sensibilizzazione verso i turisti, che ogni giorno durante l’estate affollano gli spazi del Centro di Recupero: non avevo mai fatto niente di tutto questo nella mia vita, ma niente, fino ad allora, mi aveva dato così tante emozioni!   

 

Salvare la vita di una tartaruga, vedere il volto sorridente dei compagni di viaggio nonostante la fatica, soddisfare le mille curiosità dei turisti e farli innamorare di questi animali unici e meravigliosi, mi ha ripagato di tutte le fatiche.

Nulla è più emozionante che ridare la libertà ad un animale che ha sofferto, e anche se compi lo stesso gesto centinaia di volte, ogni volta sarà come fosse la prima!
E questo è quello che mi è successo a Lampedusa, ma non mi è bastato! 

A Lampedusa ci sono ritornata fino al 2015, come volontaria e tesista magistrale, continuando a coordinare i volontari. 
A Lampedusa ho trovato una famiglia, la mia seconda casa e un'amica insostituibile, la Dott.ssa Daniela Freggi, che mi ha insegnato tutto sulle tartarughe marine e non solo. 

Perché lavorare nel Centro di Recupero di Lampedusa non è un’esperienza qualsiasi, è un’esperienza che ti forma personalmente e ti avvicina al mondo scientifico attraverso gesti semplici e quotidiani, perché ognuno di noi può davvero fare la differenza!

Valentina Paduano, biologa 

©: Andrea Gernone

La storia di Valentina è una storia di passione, impegno, amore per le tartarughe marine...

È la storia di un sogno che è diventato realtà, ma che è stato possibile solo grazie a chi ha creduto e continua a credere in noi
Per curare e proteggere  le tartarughe nei nostri Centri di Recupero abbiamo bisogno di strumenti chirurgici, di vasche per la degenza delle tartarughe e delle attrezzature tecniche necessare per il trasporto degli animali feriti.

Con il tuo contributo ci aiuterai ad attrezzare i Centri e a dotarli di tutto quello di cui hanno bisogno. 

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