Mr. Tigre | WWF Italy
 
	© WWF-Indonesia / Tiger Survey Team

Intervista a Mike Baltzer

Natascia Gargano intervista Mike Baltzer, Mr. Tigre
Abbiamo perso il 97% della popolazione mondiale di tigri in appena un secolo. Con 3.200 esemplari rimasti in natura, le azioni per proteggerli sono più urgenti che mai. Perché salvare le tigri si può.

Sentite cosa ne pensa Michael Baltzer, a capo della Tigers Alive Initiative del WWF internazionale.

Abbiamo buoni motivi peressere ottimisti?

Per la prima volta in un milione di anni, il numero di tigri sta aumentando. Nel 2010 in India si contavano 1.400 esemplari; l’anno scorso sono saliti a 1.700. L’International Tiger Summit del 2010 a San Pietroburgo, ha rappresentato la svolta: per la prima volta si è lavorato a un programma condiviso di tutela. Il risultato è il Global Tiger Recovery Programme (GTRP), che ha l’ambizione di raddoppiare il numero di tigri entro il 2022, prossimo Anno dedicato alla specie.

Qual è l’azione più urgente?


La minaccia numero uno per le tigri è il bracconaggio. Quello di cui abbiamo più bisogno è un’azione immediata da parte dei 13 Paesi che ospitano le tigri per abbattere questa attività criminale, altamente organizzata, che vale molto denaro: un singolo animale può rendere fino a 50.000 dollari nel mercato nero.

Cosa sta facendo il WWF?


Il WWF lavora per la tutela delle tigri da 50 anni, e nel 2009 ha avviato la Tigers Alive Initiative (TAI). Il nostro team ha identificato 19 siti in 6 aree dove il numero di tigri può essere raddoppiato. Nel 2011 abbiamo lanciato la Zero Poaching Action per monitorare l’attività. anti bracconaggio, condividere buone pratiche di conservazione e favorire l’aumento dei ranger. Abbiamo
anche definito degli standard per le aree di protezione delle tigri, già applicati in India e in via di applicazione in altri 9 siti in India e Nepal. Stiamo inoltre portando avanti una campagna di sensibilizzazione in Cina contro il consumo di parti di tigre.

A che punto è la reintroduzione della tigre nelle aree dove era scomparsa?


La foresta del basso Mekong è un’area strategica in questo senso. Il WWF ha presentato al governo cambogiano un report per la reintroduzione della specie. Se sarà accettato, potremmo concretamente ristabilire una popolazione vitale. La reintroduzione è un grande traguardo, ma non dobbiamo dimenticare che è molto più costosa della tutela delle tigri già presenti in natura.

Qual è il ruolo della società civile?


Le ong locali possano dare un grande impulso alla causa. La società civile, tra cui molti giovani, può essere un motore fondamentale di cambiamento politico. Per questo motivo, vogliamo creare una rete di associazioni sul territorio che ci aiuti per tale scopo.


Un episodio che le è rimasto impresso?


Sono rimasto colpito dall’impegno e dalla resistenza dei ranger: molti di loro vivono nel bel mezzo della foresta, senza elettricità, in completa solitudine, e senza vedere i familiari per mesi. Uno di loro una volta mi ha detto: una foresta senza tigri feels wrong.

Mike Baltzer, Mr. Tigre

 
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