Vota per la Bellezza | WWF Italy



Vota per la bellezza 

Abbiamo bloccato opere inutili, abusivismo e sanatorie. 
Ora vogliamo una norma che fermi il consumo del suolo.
 

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Adesso vogliamo che condoni, sanatorie edilizie e abusivismo di necessità vengano definitivamente eliminati dal dibattito politico e che si cominci seriamente ad investire sulla tutela del nostro patrimonio naturale.

Abbiamo contestato , denunciato e infine bloccato ogni tentativo parlamentare di sanatoria edilizia. Abbiamo presentato una nostra proposta per fermare il consumo di suolo e favorire la riqualificazione urbana del territorio. 

Adesso vogliamo che il si cominci ad investire davvero sulla tutela del nostro patrimonio naturale.

Fermiamo il consumo di suolo

Sembra assurdo, ma ancora oggi in Italia è necessario ribadire che non si può tornare a parlare di condono edilizio. Tuttora, secondo rilevazioni ISTAT del 2016, 20 case ogni 100 (48 su 100 al Sud) sono edificate illegalmente. In un Paese che vede un consumo di suolo che al ritmo di 30 ettari al giorno e dove non esiste un’area del diametro di 10 km in cui non sorga un centro abitato. Nei cinque anni della legislatura che sta finendo, l’integrità del nostro territorio è stato messa a rischio da un depotenziamento dei poteri delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale. paesaggistica e culturale, da atteggiamenti concilianti nei confronti dell’abusivismo edilizio, da forzature dirigistiche sulla realizzazione delle grandi opere, dalla mancata approvazione di una normativa efficace che freni il consumo di suolo.
Dal decreto legge Sblocca Italia del 2014, sino alla riforma della pubblica amministrazione del 2016 per arrivare alle polemiche sul cosiddetto disegno di legge Falanga salva abusivi dell’ottobre 2017, le forzature sono state continue, con il rischio di tollerare comportamenti illegali o realizzare opere inutili in sfregio alla nostra bellezza, rendendo incontestabili intere categorie di opere (in particolare in campo energetico oltre che trasportisico), nel tentativo di  emarginare amministrazioni centrali preposte alla tutela, Soprintendenze, Regioni, Comuni.

Mai più condoni edilizi

Al nuovo chiediamo, innanzitutto, che non si parli più di condoni, sanatorie edilizie o di abusivismo di necessità con la scusa di voler rimpinguare le casse pubbliche quando è stato dimostrato dal CRESME (l’istituto di ricerca nel campo dell’edilizia) che, a fronte di un importo medio di 15mila euro versato per ogni singolo abuso, i Comuni ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali. Tutto ciò mentre continua l’assedio del mattone  e del cemento al nostro patrimonio naturale: dal 1950 al 2000, nella fascia di 1 km dai siti tutelati dall’Europa della Rete Natura 2000, l’urbanizzazione è salita da 8.400 a 44.000 ettari, con un incremento medio del 420%.
Inoltre, è necessario ed urgente che l’Italia si doti al più presto di una moderna ed efficacie normativa contro il consumo del suolo, come fatto dalla Germania dalla metà deli anni ’80, che stabilisca: che il suolo è risorsa non rinnovabile e bene comune, che vieti il mutamento di destinazione d'uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall'Unione Europea, che introduca obiettivi nazionali di tutela del suolo e di rigenerazione urbana, che renda obbligatorio il censimento su scala comunale degli edifici e della aree dismesse, e che sia vincolante rispetto alla pianificazione di consumo di nuovo suolo. Indispensabile è anche dotare il Paese di un Piano Nazionale della Mobilità che metta al centro la domanda dei cittadini e delle imprese ad avere trasporti puliti ed efficienti e non gli appetiti dei costruttori e degli speculatori fondiari.

 


Cosa abbiamo fatto

Abbiamo appoggiato tutte quelle Regioni che hanno contestato e mitigato le norme del decreto Sblocca Italia con cui si volevano mettere a tacere le istanze e i poteri degli enti e delle comunità locali. 

Abbiamo contestato la riproposizione di procedure accelerate che rendevano secondari i pareri e i nulla osta necessari a difendere il nostro patrimonio comune. Ovunque abbiamo denunciato e bloccato ogni tentativo parlamentare e governativo di sanatoria edilizia e abbiamo presentato una vera e propria proposta di legge per fermare il consumo del suolo e favorire la riqualificazione urbana e del territorio. 

Ma, soprattutto, abbiamo finalmente ottenuto che nella riforma della Valutazione di Impatto Ambientale del 2017 fosse garantita la piena informazione e partecipazione di tutti/e e che, finalmente, venissero cancellate le norme della cosiddetta legge Obiettivo, varata nel 2001, e difesa nel tempo da Governi di ogni tendenza, per costruire infrastrutture strategiche dagli elevatissimi costi ambientali, sociali ed economico-finanziari (come nel caso delle realizzazioni fallimentari delle autostrade Bre.Be.Mi, della Pedemontane Lombarda e del Quadrilatero Marche-Umbria, del Terzo Valico dei Giovi), o per finanziare la progettazione di interventi, non sostenuti da alcun serio Piano Economico Finanziario o Studio ambientale (dal ponte sullo Stretto di Messina, all’autostrada Orte-Mestre, ai corridoi tirrenici autostradali Nord e Sud), nonostante le pesanti ricadute sul conti pubblici a causa di un programma di interventi fuori controllo, esploso da 115 opere nel 2001, per un costo totale di 125,8 miliardi di euro, a 419, per un costo di 375,3 miliardi (al 2014).


People for soil: la campagna europea contro il consumo di suolo

"Il suolo è una risorsa di comune interesse per l’Unione Europea, se manchiamo di proteggerlo oggi su scala comunitaria, miniamo la sostenibilità futura e la competitività a lungo termine dell’Europa."

Abbiamo partecipato all’iniziativa dei cittadini europei “Salvailsuolo” insieme a più di 400 organizzazioni non governative di 26 Paesi europei, con l’obiettivo di supportare la proposta di una Direttiva Europea sul consumo del suolo che stabilisca, una volta per tutte, come il suolo è una risorsa strategica per assicurare la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

People4soil: la campagna europea per fermare il consumo di suolo >>

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