WWF e Abruzzo Social Forum sulla mala gestione dell'acqua in Abruzzo | WWF Italy

WWF e Abruzzo Social Forum sulla mala gestione dell'acqua in Abruzzo

Notizie pubblicate su 04 March 2013   |  
Giovane camoscio in Val di Rose (Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise)
© Lucio Biancatelli

Appello del WWF e Abruzzo Social Forum sulla  mala gestione dell'acqua in Abruzzo

Il WWF chiede di riorganizzare il servizio idrico in Abruzzo e che intervenga subito la Corte dei conti e Magistratura ordinaria, le due organizzazioni hanno firmato l'esposto inviato alla corte dei conti e alle procure competenti.

Forti le critiche da parte dell'associazione ambientalista al commissario Caputi, reo di avere ostacolato ogni forma di partecipazione dei cittadini, i quali si sono rivolti al TAR con due ricorsi.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo “Stamattina abbiamo inviato alla Corte dei Conti e alle 6 procure interessate il comunicato stampa di ieri del Commissario assieme agli altri atti ufficiali che ha prodotto relativi alla situazione economica-finanziaria e gestionale delle società e degli ex ATO. Auspichiamo che tutte le forze responsabili facciano altrettanto. Qualche amministratore dovrà pagare e rispondere di queste situazione e faremo di tutto affinché non siano le tasche dei cittadini a dover rimettere le cose a posto. Non è più rinviabile il riordino delle società di gestione che può essere realizzato in pochi mesi; da subito, però, ci attendiamo l'avvio di azioni di responsabilità da parte dei Sindaci attuali nei confronti di tutti coloro che hanno predisposto ed approvato i bilanci che presentano tali criticità. Il WWF è estremamente preoccupato per l'impatto di questa situazione su reti e depuratori. I tassi di perdita sono incredibili – circa il 45%. Senza investimenti, per tappare questi buchi, si pensano “soluzioni” che seguono solo la logica dell'emergenza con nuove e diffuse captazioni. Tutte iniziative che non fanno altro che aumentare la pressione sull'ambiente facendo perdere ancora più acqua dalle reti colabrodo lungo il viaggio verso le nostre case. I fiumi abruzzesi già oggi non rispettano gli obiettivi di qualità fissati dall'Unione Europea, visto che ben il 65% delle stazioni di monitoraggio dell'ARTA non è nella classe “buono”. L'assenza di investimenti sulla depurazione non farà che peggiorare tale disastro”.

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Giovane camoscio in Val di Rose (Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise)
© Lucio Biancatelli Enlarge

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