Approvato dall’International Board – In vigore dal 1° luglio 2023
Traduzione italiana del documento “ESSF SOPs ”
DICHIARAZIONE DI PRINCIPI: DIRITTI UMANI
2023
Il WWF è un’organizzazione per la conservazione e intende portare avanti la propria missione – un mondo in cui persone e natura prosperino insieme – sulla base del principio fondamentale secondo cui risultati positivi per le persone e per la natura dipendono dal radicamento e dall’integrazione dei diritti umani nelle pratiche di conservazione. Sebbene la tutela dei diritti umani spetti agli Stati in quanto “titolari di obblighi”, il WWF riconosce che imprese e organizzazioni, compresa la nostra, possono svolgere un ruolo importante nel rispetto dei diritti umani.
Nel rispetto delle leggi nazionali e del ruolo dello Stato, la presente Dichiarazione di principi si applica nel contesto di tutto il lavoro del WWF. Fa parte degli standard fondamentali del WWF, adottati in tutta la Rete WWF e sostenuti dai valori fondamentali di coraggio, integrità, rispetto e collaborazione.
Principi
- Rispettare i diritti umani. Il WWF rispetta e promuove i diritti umani proclamati a livello internazionale, compreso il diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile.
- Attuare un approccio basato sui diritti umani. Il WWF promuove un approccio alla conservazione basato sui diritti umani e si impegna a integrarlo nel proprio lavoro.
- Promuovere l’adempimento degli obblighi degli Stati in quanto titolari di obblighi. Nel proprio lavoro, il WWF incoraggia gli Stati a rispettare, proteggere e adempiere i propri obblighi verso i titolari di diritti; nell’assolvere il dovere di protezione, gli Stati devono prevenire, indagare, punire e porre rimedio a qualsiasi violazione dei diritti umani.
- Evitare di causare o contribuire a violazioni dei diritti umani. Il WWF cerca di individuare impatti negativi potenziali ed effettivi sui diritti umani connessi alle proprie attività e di adottare misure adeguate e proporzionate per prevenirli o affrontarli.
- Sostenere la protezione delle persone in situazioni di vulnerabilità. Il WWF riconosce la necessità di compiere sforzi particolari per prevenire danni a chi è vulnerabile a violazioni dei propri diritti umani e per sostenere la protezione e la realizzazione di tali diritti nell’ambito del proprio lavoro.
- Incoraggiare la buona governance. Il WWF sostiene il miglioramento dei sistemi di governance in grado di garantire i diritti dei popoli indigeni e delle comunità locali nel contesto del proprio lavoro sulla conservazione e sull’uso sostenibile delle risorse naturali, compresi quadri giuridici, politici e istituzionali e procedure per una partecipazione equa e la responsabilità.
- Sostenere i titolari di diritti. Il WWF cerca di sostenere i titolari di diritti nell’esercizio dei loro diritti e nel chiamare i titolari di obblighi a risponderne.
- Sostenere i diritti umani nelle partnership. Il WWF si aspetta che i propri partner rispettino i diritti umani e si riserva il diritto di recedere dalla partnership qualora tale aspettativa non sia soddisfatta.
- Sostenere i diritti umani dei difensori dell’ambiente. Senza mettere a rischio il proprio personale, i partner o gli stessi difensori dell’ambiente, il WWF cerca di promuovere la responsabilità dei titolari di obblighi a livello locale e nazionale nel garantire lo spazio civico e proteggere i diritti umani dei difensori dell’ambiente.
- Allineare comunicazione e advocacy. Il WWF lavora per incorporare i propri impegni in materia di diritti umani nelle attività di comunicazione e advocacy.
DICHIARAZIONE DI PRINCIPI: UGUAGLIANZA DI GENERE
2023
Il WWF è un’organizzazione per la conservazione e intende portare avanti la propria missione – un mondo in cui persone e natura prosperino insieme – sulla base del principio fondamentale secondo cui risultati positivi per le persone e per la natura dipendono dal radicamento e dall’integrazione dei diritti umani nelle pratiche di conservazione. La promozione dell’uguaglianza di genere è centrale in questo approccio ed è un tema trasversale di tutto il suo lavoro.
Nel rispetto delle leggi nazionali e del ruolo dello Stato, la presente Dichiarazione di principi si applica nel contesto di tutto il lavoro del WWF. Fa parte degli standard fondamentali del WWF, adottati in tutta la Rete WWF e sostenuti dai valori fondamentali di coraggio, integrità, rispetto e collaborazione.
Principi
- Rispettare e promuovere l’uguaglianza di genere. L’uguaglianza di genere è un diritto umano riconosciuto a livello internazionale. Il WWF si impegna a promuovere e integrare l’uguaglianza di genere in tutto il proprio lavoro, incorporando la capacità di rispondere alle differenze di genere.
- Comprendere il contesto locale di genere. Il WWF cerca di comprendere norme, ruoli e dinamiche di genere nel contesto locale, nonché il modo in cui il genere si interseca con altre identità e caratteristiche, per orientare le proprie azioni, inclusa la promozione dell’uguaglianza di genere.
- Promuovere inclusione, comprensione e rappresentanza di tutti i generi. Il WWF promuove un ambiente favorevole affinché tutti gli individui e gruppi siano inclusi, rappresentati, rispettati, coinvolti e ascoltati, indipendentemente dal genere e dalle identità intersecanti.
- Promuovere l’adempimento degli obblighi degli Stati in quanto titolari di obblighi. Nel proprio lavoro, il WWF incoraggia gli Stati a rispettare, proteggere e adempiere i propri obblighi in materia di uguaglianza di genere.
- Contrastare la violenza di genere. Il WWF sostiene l’eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere e cerca di prevenire e mitigare i rischi di atti dannosi motivati da disuguaglianza di genere o discriminazione connessi al proprio lavoro.
- Sostenere l’uguaglianza di genere nelle partnership. Il WWF si aspetta che i propri partner rispettino l’uguaglianza di genere e si riserva il diritto di recedere dalle partnership qualora tale aspettativa non sia soddisfatta.
- Allineare comunicazione e advocacy. Il WWF lavora per incorporare il proprio impegno per l’uguaglianza di genere nelle attività di comunicazione e advocacy.
DICHIARAZIONE DI PRINCIPI: POPOLI INDIGENI
2023
Il WWF è un’organizzazione per la conservazione e intende portare avanti la propria missione – un mondo in cui persone e natura prosperino insieme – sulla base del principio fondamentale secondo cui risultati positivi per le persone e per la natura dipendono dal radicamento e dall’integrazione dei diritti umani nelle pratiche di conservazione. La promozione dei diritti dei popoli indigeni è centrale in questo approccio ed è un tema trasversale di tutto il suo lavoro.
Nel rispetto delle leggi nazionali e del ruolo dello Stato, la presente Dichiarazione di principi si applica nel contesto di tutto il lavoro del WWF. Fa parte degli standard fondamentali del WWF, adottati in tutta la Rete WWF e sostenuti dai valori fondamentali di coraggio, integrità, rispetto e collaborazione.
Principi
- Rispettare i diritti dei popoli indigeni. Il WWF rispetta e promuove i diritti dei popoli indigeni proclamati a livello internazionale.
- Rispettare il diritto all’autodeterminazione. Il WWF rispetta il diritto dei popoli indigeni all’autodeterminazione e a definire e perseguire le proprie priorità di sviluppo sociale, economico e culturale per il loro benessere e per la protezione dei loro territori e risorse.
- Rispettare i diritti territoriali. Il WWF rispetta i diritti dei popoli indigeni sulle terre, acque e risorse che essi tradizionalmente possiedono, occupano o utilizzano, e cerca di sostenerli nella conservazione della biodiversità e nella promozione dell’uso sostenibile delle risorse naturali nell’ambito del proprio lavoro.
- Rispettare la conoscenza tradizionale e la proprietà intellettuale. Il WWF rispetta i diritti dei popoli indigeni a praticare, insegnare e condividere le proprie conoscenze e pratiche tradizionali, il patrimonio culturale e le lingue.
- Rispettare il diritto al consenso libero, previo e informato (FPIC). Il WWF rispetta il diritto dei popoli indigeni al consenso libero, previo e informato e a prendere decisioni autonome sulle proprie terre, territori, risorse, mezzi di sussistenza tradizionali e culture.
- Rispettare i popoli indigeni che vivono in isolamento o in contatto iniziale. Il WWF cerca di evitare contatti o intrusioni nei territori di popoli indigeni che vivono in isolamento o in contatto iniziale, in linea con i loro valori e pratiche culturali.
- Promuovere l’adempimento degli obblighi degli Stati in quanto titolari di obblighi. Nel proprio lavoro, il WWF incoraggia gli Stati a rispettare, proteggere e adempiere i propri obblighi riguardanti i diritti dei popoli indigeni.
- Sostenere i popoli indigeni in quanto titolari di diritti. Il WWF cerca di sostenere i popoli indigeni nell’esercizio dei loro diritti e nel chiamare i titolari di obblighi a risponderne.
- Sostenere i popoli indigeni nelle partnership. Il WWF si aspetta che i propri partner rispettino i diritti dei popoli indigeni e si riserva il diritto di recedere dalla partnership qualora tale aspettativa non sia soddisfatta.
- Allineare comunicazione e advocacy. Il WWF lavora per incorporare i propri impegni a favore dei diritti dei popoli indigeni nelle attività di comunicazione e advocacy.
PROCESSO DI SALVAGUARDIA
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia definisce il processo complessivo che il WWF intraprende quando applica il Quadro delle Salvaguardie Ambientali e Sociali (ESSF) ad attività basate su luoghi specifici (di seguito “attività”).
Obiettivi
Gli obiettivi di questa salvaguardia sono definire un processo coerente che:
- Migliori la pianificazione e la progettazione delle azioni di conservazione attraverso l’identificazione e la selezione di alternative che evitino impatti ambientali e sociali negativi e, ove possibile, aumentino i benefici;
- Laddove l’evitamento non sia conseguito, minimizzi gli impatti ambientali e sociali negativi e risponda agli impatti residui mediante l’identificazione e la progettazione di misure di mitigazione adeguate e proporzionate;
- Monitori, riesamini e gestisca in modo adattivo opportunità e rischi ambientali e sociali in tutte le fasi di un’azione di conservazione, dalla concettualizzazione alla chiusura.
Requisiti
Per tutte le attività basate su luoghi specifici è richiesto il seguente processo, le cui fasi devono essere integrate nei cicli di progetto pertinenti: 1) Screening, 2) Revisione e prioritizzazione dei rischi, 3) Valutazioni supplementari, 4) Considerazione delle alternative e pianificazione della mitigazione, e 5) Implementazione, monitoraggio e gestione adattiva.
1) Screening
Prima della loro implementazione, le attività devono essere sottoposte a screening per i rischi e le questioni ambientali e sociali, nonché per eventuali opportunità in grado di massimizzare risultati e benefici positivi. Lo screening valuta in che modo le attività previste:
- possano generare rischi ambientali e sociali in relazione alle Salvaguardie sostanziali dell’ESSF: protezione degli habitat naturali, restrizione dell’accesso, popoli indigeni, patrimonio culturale, salute, sicurezza e protezione delle comunità e gestione dei parassiti;
- si intersechino con questioni trasversali chiave, vale a dire diritti umani, uguaglianza di genere, tutela dei diritti dei bambini, sensibilità al conflitto (compreso il conflitto uomo-fauna selvatica) e vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici.
Le attività sono sottoposte a screening per i loro rischi intrinseci, cioè i rischi a prescindere dalle misure di mitigazione e gestione pianificate o esistenti. Lo screening è informato dal coinvolgimento degli stakeholder.
All’inizio occorre confermare che le attività proposte non rientrino nell’elenco delle attività escluse. In caso contrario, l’attività deve essere rimossa o riprogettata per eliminare le attività vietate.
2) Revisione e prioritizzazione dei rischi
I risultati dello screening devono essere riesaminati con il supporto di competenze adeguate in materia di salvaguardie.
La significatività dei rischi ambientali e sociali è identificata sulla base della probabilità di ciascun rischio e del suo impatto.
È stabilita una comprensione approfondita del ruolo del WWF rispetto ai rischi e ai potenziali impatti negativi, al fine di garantirne una gestione proporzionata e adeguata. Ciò include la comprensione del ruolo del WWF rispetto a rischi e impatti attraverso le partnership.
La revisione del rischio determina:
- la prioritizzazione dei rischi ambientali e sociali in base alla loro significatività e alle conseguenze per l’implementazione delle attività, compresa l’applicabilità dei requisiti di specifiche Salvaguardie sostanziali;
- se siano necessarie valutazioni supplementari per comprendere meglio rischi e impatti potenziali o colmare lacune informative;
- quali tipologie di azioni di mitigazione proporzionate siano probabilmente richieste, e in quali aree, da includere nei piani di mitigazione ove opportuno;
- se siano necessarie competenze esterne indipendenti per sostenere le fasi successive del processo di salvaguardia.
La revisione del rischio può anche individuare situazioni da classificare come “considerazione speciale”, in particolare quando le attività comportano molteplici rischi ambientali e sociali associati a più salvaguardie sostanziali che si intersecano e si aggravano reciprocamente; quando le attività sono in corso o proposte in contesti fragili o colpiti da conflitto; o quando si svolgono in regioni di Stati con precedenti episodi di abusi dei diritti umani intersecati con sforzi di conservazione.
Tutte le situazioni identificate come considerazione speciale richiedono escalation all’interno della Rete WWF e l’uso di competenze esterne indipendenti a supporto del processo di salvaguardia. I risultati della revisione del rischio sono sintetizzati, documentati e conservati insieme agli altri registri di implementazione delle attività.
3) Valutazioni supplementari
Qualora la revisione del rischio stabilisca che sono necessarie valutazioni supplementari (per esempio valutazioni di impatto ambientale e sociale, socioeconomiche, analisi tematiche relative a una salvaguardia sostanziale o a questioni trasversali, analisi degli stakeholder), esse devono essere completate prima dell’implementazione delle attività pertinenti. I risultati guideranno le fasi successive del processo di salvaguardia.
Ogni valutazione deve essere condotta con la partecipazione significativa e informata delle persone potenzialmente interessate e nel rispetto del diritto al FPIC, ove appropriato.
4) Considerazione delle alternative e pianificazione della mitigazione
Sulla base dei risultati delle fasi precedenti, la pianificazione della mitigazione è condotta prima dell’implementazione delle attività. È richiesto quanto segue:
- identificare attività alternative e misure preventive che evitino o eliminino rischi e impatti negativi potenziali, perseguendo al contempo i risultati di conservazione previsti e massimizzando i benefici per i gruppi interessati;
- quando tutte le alternative progettuali praticabili sono state esaurite e gli impatti negativi non possono essere evitati, identificare misure per minimizzare rischi e impatti negativi;
- rispondere agli impatti residui mediante misure di mitigazione appropriate, proporzionate al danno e al ruolo del WWF, eque e significative per le persone e comunità potenzialmente interessate;
- consultare i popoli potenzialmente interessati in modo culturalmente appropriato e consentire loro di partecipare attivamente ed efficacemente ai processi decisionali pertinenti;
- decidere se procedere o meno con le attività sulla base della fattibilità tecnica e finanziaria dell’implementazione delle misure di mitigazione.
I risultati sono registrati, ove opportuno, in un piano di mitigazione separato. I piani relativi a situazioni di considerazione speciale richiedono escalation all’interno della Rete WWF.
5) Implementazione, monitoraggio e gestione adattiva
I risultati della pianificazione della mitigazione devono essere resi operativi adattando la teoria del cambiamento e integrandoli in piani di lavoro, piani di monitoraggio e budget, ove opportuno.
L’implementazione delle misure di mitigazione deve essere monitorata attentamente per garantire che siano proporzionate, tempestive, efficaci, appropriate al contesto locale e specificamente vantaggiose per le persone potenzialmente interessate. Il monitoraggio dovrebbe essere condotto con la partecipazione informata e attiva di tali persone.
Se dal monitoraggio, dal feedback degli stakeholder o da altre circostanze emergono informazioni che richiedono adattamenti alla mitigazione, le modifiche devono tenere conto dei requisiti stabiliti per la pianificazione della mitigazione.
I risultati di implementazione, monitoraggio e gestione adattiva, in particolare eventuali modifiche alla progettazione delle attività e/o alla pianificazione della mitigazione, devono essere documentati accuratamente e conservati con gli altri registri di implementazione.
Le situazioni classificate come considerazione speciale sono soggette a monitoraggio e revisione più frequenti, con risultati elevati all’interno della Rete WWF.
Relazione con le altre salvaguardie
Alle attività basate su luoghi specifici si applicano due ulteriori salvaguardie di processo: coinvolgimento degli stakeholder e meccanismi di reclamo. L’implementazione di questa salvaguardia può inoltre rendere applicabili sei salvaguardie sostanziali: restrizione dell’accesso, popoli indigeni, salute/sicurezza/protezione delle comunità, biodiversità e risorse naturali, gestione dei parassiti e patrimonio culturale.
SALVAGUARDIA SUI MECCANISMI DI RECLAMO
2023
Ambito di applicazione
I meccanismi di reclamo sono un pilastro fondamentale del coinvolgimento degli stakeholder e una parte essenziale dell’implementazione delle attività del WWF basate su luoghi specifici. Offrono a individui e comunità che possono subire impatti negativi un modo trasparente e affidabile per esprimere reclami e cercare una soluzione. Questa salvaguardia si applica a tutti gli individui e comunità che possono essere interessati dalle attività del WWF. Ogni ufficio WWF è responsabile dello sviluppo e del mantenimento di procedure efficaci per consentire che i reclami siano affrontati tempestivamente.
Obiettivi
- Rafforzare la responsabilità del WWF assicurando che a livelli pertinenti siano istituiti meccanismi efficaci per permettere a individui e comunità potenzialmente danneggiati di sollevare reclami e ottenerne la gestione.
- Trattare i reclami ricevuti in modo tempestivo ed efficace, risolvendo i conflitti attraverso la soluzione collaborativa dei problemi, migliorando la comprensione reciproca e rafforzando la responsabilità.
- Migliorare, attraverso tali meccanismi, i risultati ambientali e sociali del lavoro del WWF.
Requisiti
- Valutare se esista un meccanismo di reclamo efficace. Per gli uffici WWF ciò può essere integrato nei processi nazionali di gestione dei reclami previsti dallo standard “Speak Up!” su whistleblowing e gestione dei reclami. Il meccanismo deve essere legittimo, accessibile, prevedibile, equo, trasparente, compatibile con i diritti, fonte di apprendimento continuo e basato sul dialogo e su consultazioni significative con individui e comunità potenzialmente interessati.
- Ove necessario, assicurare che il meccanismo esistente soddisfi i criteri di efficacia indicati.
- Valutare la disponibilità di altri meccanismi di reclamo accessibili agli individui e alle comunità potenzialmente interessati, inclusi proprietà, ambito, utilizzo ed efficacia, e stabilire se il WWF o i suoi partner debbano collaborare con tali meccanismi come complemento.
- Quando i meccanismi disponibili non sono idonei alla natura delle attività, progettare un meccanismo localizzato, integrato con il meccanismo nazionale, con ambito chiaramente definito, calibrato sui rischi individuati e basato su consultazioni significative con le persone e comunità potenzialmente interessate. Ove possibile e con il consenso della comunità, il meccanismo del WWF dovrebbe sostenere o integrare processi comunitari esistenti di risoluzione delle controversie.
- Comunicare attivamente le opzioni disponibili, compresi meccanismi nazionali, localizzati o di terzi pertinenti e l’Ufficio dell’Ombudsperson del WWF, affinché individui e comunità potenzialmente interessati possano scegliere in modo informato dove e come presentare un reclamo.
- Il WWF vieta espressamente qualsiasi forma di ritorsione per aver sollevato o segnalato reclami o per aver assistito in una revisione o indagine.
- Quando il WWF collabora con una terza parte o la incarica di gestire un meccanismo di reclamo, deve esistere un accordo che chiarisca ruoli e responsabilità, protocolli di comunicazione e disposizioni per la sostenibilità finanziaria del meccanismo.
Relazione con le altre salvaguardie
I meccanismi di reclamo sono un pilastro del coinvolgimento degli stakeholder e una parte essenziale dell’implementazione delle attività del WWF; questa salvaguardia è quindi applicata insieme alla salvaguardia sul coinvolgimento degli stakeholder.
SALVAGUARDIA SUL COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici e durante l’intera implementazione del processo di salvaguardia. Per “stakeholder” il WWF intende individui di ogni genere ed età, gruppi o organizzazioni che possono avere un interesse nelle attività, influenzarle o esserne influenzati. Gli stakeholder possono essere classificati in titolari di diritti, titolari di obblighi e altri stakeholder. Ogni persona è titolare di diritti umani; nel contesto delle attività, il WWF si concentra sul coinvolgimento dei titolari di diritti i cui diritti umani e/o legali potrebbero essere interessati dal lavoro del WWF. I titolari di obblighi sono attori con doveri e responsabilità in materia di diritti umani verso i titolari di diritti; gli Stati sono i titolari di obblighi primari, ma anche imprese e organizzazioni hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani.
Obiettivi
- Rispettare i diritti di partecipazione e consultazione dei titolari di diritti nel contesto delle attività.
- Garantire un coinvolgimento significativo di tutti gli stakeholder pertinenti attraverso un processo inclusivo e continuo di interazione, condotto in buona fede, per sostenere relazioni solide, costruttive e reattive basate su fiducia e rispetto.
- Sostenere l’implementazione efficace del processo di salvaguardia e quindi l’identificazione e la gestione tempestiva e appropriata dei rischi ambientali e sociali.
Requisiti
- Effettuare il prima possibile un’analisi degli stakeholder nella progettazione delle attività, oppure riesaminare e aggiornare un’analisi esistente. L’analisi deve identificare gli stakeholder pertinenti e, al loro interno, chi può essere svantaggiato, discriminato strutturalmente o in situazioni di vulnerabilità; distinguere titolari di diritti, titolari di obblighi e altri stakeholder; analizzare diritti di consultazione e partecipazione, compreso il FPIC, livelli di potere e vulnerabilità, strutture rappresentative, relazioni, conflitti o tensioni esistenti, bisogni e interessi nel paesaggio e la loro relazione con gli interessi di conservazione del WWF.
- Sulla base dell’analisi, determinare la strategia più appropriata per coinvolgere gli stakeholder, eventualmente descritta in un Piano di Coinvolgimento degli Stakeholder (SEP). Processo, azioni e livello di coinvolgimento devono essere commisurati e adattati al tipo e alle capacità degli stakeholder, ai diritti di partecipazione e consultazione pertinenti, al tipo di attività, alle complessità socio-politiche e agli impatti potenziali sugli stakeholder.
- Fornire agli stakeholder informazioni pertinenti, obiettive, significative, comprensibili e facilmente accessibili sulle attività proposte, inclusi scopo, natura, durata, opportunità, benefici, rischi e impatti; processi di coinvolgimento e azioni di mitigazione proposte; meccanismi di reclamo disponibili. Tali informazioni devono essere fornite prima dell’implementazione e delle consultazioni richieste, in tempi che consentano una partecipazione informata.
- Rendere accessibili canali appropriati per il feedback degli stakeholder, inclusi i meccanismi di reclamo, affinché possano esprimere opinioni e preoccupazioni in modo continuo. Il feedback deve ricevere risposta adeguata.
- Pianificazione e implementazione devono iniziare il prima possibile, continuare durante implementazione, monitoraggio e valutazione, ed essere adattate in base al feedback e ai nuovi rischi. Il coinvolgimento deve essere culturalmente appropriato, non discriminatorio e sensibile al genere; favorire inclusione e partecipazione di persone con disabilità e gruppi vulnerabili; essere libero da manipolazione, interferenze, coercizione e intimidazione; essere sensibile al conflitto; e rispettare il FPIC quando le attività possono interessare popoli indigeni o altri popoli cui si applica la salvaguardia sui popoli indigeni.
- Gli altri titolari di diritti devono essere consultati in modi appropriati, anche tramite le proprie istituzioni rappresentative, per garantire partecipazione attiva, efficace, informata e significativa ai processi decisionali pertinenti.
- Ove appropriato e fattibile, il coinvolgimento con i titolari di obblighi dovrebbe incoraggiarli a sostenere e proteggere i diritti dei titolari di diritti.
- Implementazione e qualità del coinvolgimento devono essere monitorate continuamente e documentate, includendo consultazioni svolte, questioni o preoccupazioni sollevate, decisioni e accordi derivanti dal feedback. La documentazione deve essere conservata con gli altri registri di implementazione.
- Quando il WWF finanzia o sostiene un’agenzia governativa o terzi nello svolgimento di attività, si aspetta che tali soggetti rispettino pienamente i requisiti di salvaguardia, inclusi i diritti di partecipazione e consultazione dei titolari di diritti. Il WWF si riserva il diritto di ritirare il sostegno se i requisiti non sono rispettati.
Relazione con le altre salvaguardie
Questa salvaguardia è applicata insieme a quella sui meccanismi di reclamo. Quando nel paesaggio sono presenti popoli indigeni, deve essere applicata insieme alla salvaguardia sui popoli indigeni.
SALVAGUARDIA SULLA BIODIVERSITÀ E LE RISORSE NATURALI
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici che possono comportare impatti negativi sulla biodiversità, sulle risorse naturali e/o su aree che forniscono servizi ecosistemici da cui persone e comunità potenzialmente interessate dipendono per sostentamento, mantenimento culturale o mezzi di sussistenza.
Obiettivi
- Identificare ed evitare impatti negativi su biodiversità, servizi ecosistemici e risorse naturali o, quando l’evitamento non è conseguito, minimizzarli.
- Sostenere gli ecosistemi e i loro servizi per mantenere funzioni ecologiche e benefici socioeconomici e culturali per le persone e comunità che ne dipendono.
Requisiti
Quando lo screening delle salvaguardie determina che questa salvaguardia si applica, gli sforzi per soddisfarne i requisiti devono essere proporzionati agli impatti potenziali e al ruolo del WWF. Prima dell’implementazione delle attività potenzialmente dannose, deve essere svolta una valutazione che analizzi rischi e impatti e identifichi strategie, approcci alternativi e/o localizzazioni per evitare il rischio. La valutazione dovrebbe coinvolgere, ove applicabile, persone e comunità pertinenti, autorità governative, organizzazioni della società civile, esperti locali e detentori di conoscenze tradizionali. Quando gli impatti negativi non possono essere evitati, devono essere adottate misure per minimizzarli sulla base della conoscenza scientifica e tradizionale. Quando il WWF sostiene agenzie pubbliche o private nello sviluppo di infrastrutture o investimenti che possono causare impatti negativi, si aspetta che esse rispettino pienamente i requisiti di salvaguardia e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
L’ESSF include tra le attività escluse la conversione o degradazione di aree ad alta biodiversità, specialmente se legalmente protette, proposte per protezione o identificate come di alto valore di conservazione. Quando le attività possono svolgersi su terre indigene o interessarle, questa salvaguardia è applicata insieme a quella sui popoli indigeni.
SALVAGUARDIA SU SALUTE, SICUREZZA E PROTEZIONE DELLE COMUNITÀ
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici che possono comportare un rischio di danno alla salute, alla sicurezza e alla protezione di persone e comunità, incluse situazioni in cui membri della comunità assumono ruoli specifici o partecipano all’implementazione. Ai fini della salvaguardia, salute riguarda il benessere fisico, mentale e sociale; sicurezza riguarda la protezione da incidenti, lesioni ed esposizione a condizioni pericolose; protezione riguarda la difesa da criminalità, violenza e altre minacce intenzionali da parte di attori umani.
Obiettivi
- Identificare ed evitare impatti potenzialmente negativi sulla salute, sicurezza e protezione di persone e comunità o, quando non evitabili, minimizzarli e rispondere agli impatti residui con misure adeguate e proporzionate, prestando particolare attenzione a persone in situazioni di vulnerabilità.
- Rispettare, rispetto a salute, sicurezza e protezione, i diritti delle persone e comunità potenzialmente interessate all’informazione e alla partecipazione.
Requisiti
Prima dell’implementazione di attività che possono incidere su salute, sicurezza e protezione, deve essere svolta una valutazione che analizzi: persone potenzialmente interessate, con attenzione ai vulnerabili; contesti di conflitto o post-conflitto e interazione con le attività; rischi di danno e impatti negativi su salute, sicurezza e protezione, inclusi malattie trasmissibili, condizioni fisiche o mentali, limitazioni all’accesso alle cure, incidenti, lesioni, pericoli, vulnerabilità a rischi naturali, violenza o abuso fisico, sessuale o emotivo e possibile contributo alla violenza di genere; potenziale aumento della vulnerabilità comunitaria; alternative e misure preventive praticabili. Le persone e comunità interessate devono essere consultate in modo culturalmente appropriato e abilitate a partecipare ai processi decisionali, con supporto di esperti qualificati. Quando gli impatti non possono essere evitati, le misure di mitigazione devono essere eque e significative e dovrebbero tenere conto delle differenze di esposizione e sensibilità al rischio, essere sensibili al conflitto, stabilire protocolli e procedure di sicurezza, includere piani e sistemi di gestione conformi alle buone pratiche internazionali e piani di preparazione alle emergenze. Qualsiasi accordo di sicurezza deve essere proporzionato e coerente con la legge nazionale applicabile e le buone pratiche internazionali. Quando il WWF finanzia o sostiene governi o terzi, si aspetta il pieno rispetto dei requisiti e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
Quando gli accordi di sicurezza possono comportare restrizioni di accesso, si applica anche la salvaguardia sulla restrizione dell’accesso e il reinsediamento. Quando le attività possono interessare salute, sicurezza e protezione dei popoli indigeni, si applica anche la salvaguardia sui popoli indigeni.
SALVAGUARDIA SUL PATRIMONIO CULTURALE
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici che possono: comportare rischio di danno al patrimonio culturale; prevedere l’uso del patrimonio culturale di popoli indigeni e/o comunità locali per finalità commerciali, di ricerca o altre; oppure limitare l’accesso al patrimonio culturale da parte di popoli e comunità con diritti legittimi di accesso o che lo utilizzano per mezzi di sussistenza o motivi culturali e spirituali. Il patrimonio culturale comprende patrimonio tangibile, patrimonio culturale naturale e patrimonio intangibile, riconosciuti come tali da popoli e comunità potenzialmente interessati, organizzazioni esperte pertinenti o agenzie governative competenti, indipendentemente dallo status giuridico e di protezione.
Obiettivi
- Identificare ed evitare impatti negativi sul patrimonio culturale e/o restrizioni alla capacità delle persone di usarlo o accedervi legittimamente; se non evitabili, minimizzarli e rispondere agli impatti residui con misure adeguate e proporzionate.
- Rispettare i diritti delle persone e comunità potenzialmente interessate all’informazione e alla partecipazione in relazione al loro patrimonio culturale.
- Ove possibile, massimizzare le opportunità di protezione del patrimonio culturale.
Requisiti
Prima dell’implementazione deve essere svolta una valutazione dei potenziali impatti negativi sul patrimonio culturale, inclusi patrimonio tangibile, naturale e/o intangibile interessato; caratteristiche, ubicazione, estensione, stato attuale e valori associati; impatti potenziali e accesso; alternative e misure per evitarli. Le persone e comunità interessate devono essere consultate in modo culturalmente appropriato e abilitate a partecipare efficacemente; il processo deve coinvolgere esperti e organizzazioni qualificati, nonché autorità competenti. Quando le comunità interessate includono popoli indigeni, il WWF deve rispettare il loro diritto al FPIC, ove applicabile. Quando gli impatti non possono essere evitati, devono essere identificate misure eque e significative. Occorre valutare, consultando le comunità o esperti esterni, se la divulgazione di informazioni sul patrimonio culturale possa comprometterne sicurezza o integrità o mettere a rischio informatori locali; in tali casi il WWF deve concordare misure di riservatezza. Quando è probabile la scoperta di patrimonio culturale non noto, il WWF deve sviluppare procedure di rinvenimento fortuito. Quando le attività prevedono accesso o uso, specie commerciale, di conoscenze ecologiche tradizionali o altre conoscenze, pratiche e innovazioni dei popoli indigeni e comunità locali, il WWF deve svolgere consultazioni significative e concordare una ripartizione equa dei benefici, rispettando il FPIC ove applicabile. Per patrimonio culturalmente protetto dalla legge, il WWF deve garantire la conformità normativa e consultare il custode legalmente nominato. Se il WWF finanzia o sostiene terzi, si aspetta il pieno rispetto dei requisiti e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
Quando le attività comportano restrizioni di accesso o uso del patrimonio culturale, si applica anche la salvaguardia sulla restrizione dell’accesso. Quando possono interessare il patrimonio culturale dei popoli indigeni, si applica anche la salvaguardia sui popoli indigeni.
SALVAGUARDIA SUI POPOLI INDIGENI
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici che possono interessare popoli indigeni e/o i loro diritti, terre, territori, risorse, mezzi di sussistenza tradizionali e culture. Si applica quando i popoli indigeni sono presenti nell’area, hanno un legame collettivo con l’area o quando loro, le loro terre, territori o risorse potrebbero essere interessati dalle attività. In assenza di una definizione globale unica, il WWF è guidato dalla copertura della Convenzione ILO 169, che include popoli indigeni e tribali; in alcuni Paesi essi possono non essere formalmente identificati come tali e devono essere indicati con terminologia contestualmente appropriata. La salvaguardia copre anche i popoli ai quali i diritti dei popoli indigeni sono stati estesi dalla legge nazionale o da corti regionali per i diritti umani. Può essere necessaria competenza specifica per stabilire se un gruppo debba essere considerato popolo indigeno ai fini della salvaguardia.
Obiettivi
- Rispettare e promuovere i diritti dei popoli indigeni, inclusi, tra gli altri, autodeterminazione, FPIC e decisioni autonome su terre, territori, risorse, mezzi di sussistenza tradizionali e culture.
- Consentire ai popoli indigeni di partecipare in modo significativo all’identificazione di potenziali impatti delle attività sulle loro comunità, terre, territori, risorse, mezzi di sussistenza e culture, e di decidere se procedere e, in caso affermativo, co-progettare misure di mitigazione.
- Ottimizzare le opportunità di benefici giusti, equi e inclusivi dal punto di vista del genere, in modo culturalmente appropriato e concordato con loro.
Requisiti
All’inizio della progettazione delle attività devono essere identificati i popoli indigeni, le loro organizzazioni rappresentative, terre, territori e risorse, analizzando diritti di possesso legale e/o consuetudinario, mezzi di sussistenza, sistemi di governance, valori e pratiche culturali importanti, nonché gruppi o sottogruppi in situazioni di vulnerabilità. Prima dell’implementazione di attività che possono incidere sui loro diritti, terre, territori, risorse, mezzi di sussistenza e culture, deve essere condotta una valutazione di impatti e benefici potenziali, con esplorazione di strategie, progetti e localizzazioni alternative o della possibilità di non procedere. Il diritto al FPIC deve essere rispettato: i popoli indigeni devono essere consultati in modo culturalmente appropriato e partecipare attivamente ed efficacemente ai processi decisionali. Le attività possono procedere solo dopo che i principi del FPIC sono stati seguiti e il consenso è stato concesso. Quando gli impatti negativi non possono essere evitati, i popoli indigeni devono poter autodeterminare se le attività debbano procedere e, in caso affermativo, co-progettare le misure di mitigazione. La condivisione dei benefici derivanti dall’uso delle loro terre, territori o risorse, compresi patrimonio culturale e conoscenza ecologica tradizionale, deve essere concordata attraverso il FPIC, essere culturalmente appropriata ed equa. Dove vi siano o possano esservi popoli indigeni in isolamento e/o contatto iniziale, il loro desiderio di rimanere isolati deve essere rispettato e non devono essere perseguite attività che possano causare contatto indesiderato. Quando il WWF finanzia o sostiene governi, si aspetta il pieno rispetto dei requisiti, incluso il FPIC, e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
Quando le attività possono riguardare il patrimonio culturale dei popoli indigeni, si applica anche la salvaguardia sul patrimonio culturale. Quando possono comportare restrizioni di accesso o reinsediamento di popoli indigeni, si applica anche la salvaguardia sulla restrizione dell’accesso.
SALVAGUARDIA SULLA GESTIONE DEI PARASSITI
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica alle attività del WWF basate su luoghi specifici che comprendono attività agricole o altre attività in cui viene effettuata la gestione dei parassiti.
Obiettivi
- Garantire che la gestione dei parassiti associata alle attività del WWF sia svolta in modo sicuro, efficace e ambientalmente corretto.
- Evitare l’uso di sostanze chimiche pericolose nella gestione dei parassiti e, quando ciò non è possibile, minimizzare gli impatti negativi e rispondere ai rischi e impatti ambientali e sanitari residui con misure adeguate e proporzionate.
Requisiti
Prima dell’implementazione deve essere svolta una valutazione che analizzi la natura e il grado dei rischi e impatti della gestione dei parassiti, tenendo conto dell’uso proposto e degli utilizzatori previsti; la disponibilità di prodotti e tecniche non tossici; tutte le alternative praticabili che evitino la dipendenza da pesticidi chimici sintetici; e tutte le alternative praticabili che promuovano pratiche di gestione biologica o ambientale dei parassiti, basate sulla domanda ed ecologicamente fondate, cioè la gestione integrata dei parassiti (IPM). Quando è necessario l’uso di sostanze chimiche pericolose, gli utilizzatori devono essere formati per maneggiarle, conservarle e smaltirle correttamente e responsabilmente, usando attrezzature adeguate e dispositivi di protezione individuale; le attività devono evitare, ove fattibile, o minimizzare l’uso di sostanze che danneggiano specie non bersaglio o l’ambiente naturale o contribuiscono allo sviluppo di resistenza in parassiti e vettori. Quando il WWF sostiene agenzie pubbliche o private in attività che possono coinvolgere la gestione dei parassiti, si aspetta il pieno rispetto dei requisiti e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
L’ESSF esclude prodotti formulati di classe OMS IA e IB, o formulazioni di classe II, salvo uso esclusivo da parte di persone formate e dotate di attrezzature adeguate, in assenza di alternative più sicure, nonché l’approvvigionamento o uso di pesticidi e sostanze chimiche specificati come inquinanti organici persistenti dalla Convenzione di Stoccolma. Quando le attività riguardano l’applicazione di pesticidi da parte di lavoratori o membri della comunità, o in prossimità delle comunità, si applica anche la salvaguardia su salute, sicurezza e protezione delle comunità. Quando riguardano aree ad alta biodiversità, si applica anche la salvaguardia su biodiversità e risorse naturali. Quando riguardano terre indigene, si applica anche la salvaguardia sui popoli indigeni.
SALVAGUARDIA SULLA RESTRIZIONE DELL’ACCESSO
2023
Ambito di applicazione
Questa salvaguardia si applica quando le attività del WWF basate su luoghi specifici possono comportare restrizioni di accesso o reinsediamento di persone e/o comunità. Il WWF opera spesso nella conservazione sul campo dove restrizioni di accesso o reinsediamenti sono imposti da un’autorità di governo o da un’altra parte; in tali casi, l’adempimento dei requisiti diventa responsabilità di tale parte come condizione per l’impegno del WWF. Per restrizione dell’accesso si intende la perdita e/o limitazione dell’accesso fisico o dell’uso di terra/mare, risorse naturali e patrimonio culturale, su base permanente, temporanea o stagionale, con possibili impatti negativi sui benefici economici, sociali, culturali e ambientali. Quando le restrizioni includono il trasferimento fisico di persone e/o comunità in un nuovo luogo, con ristabilimento di abitazioni, beni e infrastrutture individuali e comunitarie, si parla di reinsediamento.
Obiettivi
- Identificare ed evitare impatti negativi derivanti da restrizioni di accesso e, se applicabile, reinsediamento; quando non evitabili, minimizzarli e rispondere agli impatti residui con misure adeguate e proporzionate.
- Rispettare il diritto delle persone e comunità potenzialmente interessate all’informazione e alla partecipazione in relazione alla restrizione dell’accesso e, se applicabile, al reinsediamento.
- Evitare il reinsediamento quando non vi sia documentazione di una negoziazione in buona fede reciprocamente accettata e di un consenso informato, basato sulla libera volontà e scelta delle persone e comunità interessate, o del FPIC dei popoli indigeni.
Requisiti
Prima dell’implementazione di attività che comportano restrizione dell’accesso o reinsediamento, deve essere svolta una valutazione che analizzi il ruolo e il contributo del WWF; regimi di possesso formali e informali che regolano accesso, uso e controllo di aree e risorse, comprese forme consuetudinarie, collettive o comunitarie; persone e comunità potenzialmente interessate, diritti legali e consuetudinari e relazioni con aree e risorse; tutti gli impatti negativi potenziali su regimi di possesso, mezzi di sussistenza, cultura, organizzazione sociale e coesione sociale, distinguendo ove applicabile tra titolari di diritti e altri, donne e uomini, popoli indigeni e persone in situazioni di vulnerabilità; e tutte le alternative e misure praticabili per evitare restrizioni e reinsediamento. Le persone e comunità interessate devono essere consultate in modo culturalmente appropriato e partecipare efficacemente ai processi decisionali. Quando includono popoli indigeni, il loro FPIC deve essere rispettato. Le attività di reinsediamento sono sostenute solo quando sono giustificabili e legali e vi è documentazione di negoziazione in buona fede e consenso informato; il reinsediamento non deve avvenire senza FPIC dei popoli indigeni. Quando una comunità possiede e/o usa collettivamente le risorse e decide di limitarne l’accesso, il WWF sosterrà tali attività solo se il processo decisionale è inclusivo e gli interessi dei membri vulnerabili sono affrontati adeguatamente. Quando gli impatti non possono essere evitati, le misure di mitigazione devono essere eque e significative, includendo azioni per migliorare o almeno ripristinare i mezzi di sussistenza, risposta alla perdita di beni o accesso, considerazione della relazione culturale e spirituale tra persone e natura, processi per affrontare conflitti e disposizioni per implementazione e monitoraggio. Quando il WWF finanzia o sostiene governi o terzi, si aspetta il pieno rispetto dei requisiti e si riserva il diritto di ritirare il sostegno.
Relazione con le altre salvaguardie
L’ESSF include il reinsediamento involontario tra le attività escluse. Quando le attività possono comportare restrizioni di accesso o uso del patrimonio culturale, si applica anche la salvaguardia sul patrimonio culturale. Quando possono comportare restrizione di accesso o reinsediamento di popoli indigeni, si applica anche la salvaguardia sui popoli indigeni.
ELENCO DELLE ATTIVITÀ ESCLUSE
2023
Il WWF mantiene un elenco di attività escluse come parte dell’ESSF. Si tratta di attività che non possiamo e non vogliamo implementare, finanziare o sostenere in alcuna circostanza. Se si riscontra che un lavoro proposto include una qualsiasi delle attività escluse, esso deve essere riprogettato per rimuovere le rispettive attività. L’elenco è il seguente:
- Armi e munizioni. La restrizione non si applica a coltelli da campo, bush knives, machete e altri dispositivi essenziali da campo o di sicurezza forniti ai ranger. Sono inoltre consentite attrezzature necessarie per ricerca o traslocazione della fauna selvatica. Armi e munizioni richieste per la sicurezza del personale WWF sono consentite, nel rispetto delle politiche e approvazioni dell’Ufficio nazionale, della legge locale e di eventuali restrizioni dei donatori.
- Attività militari. Sono attività condotte da membri delle forze armate con scopo primario di difesa nazionale o sicurezza pubblica. Non includono attività condotte da membri delle forze armate il cui scopo primario è la conservazione, anche se incidentalmente servono finalità di difesa o sicurezza pubblica. Il sostegno ad attività di conservazione condotte da membri delle forze armate deve sempre soddisfare politiche e standard ESSF applicabili, incluso lo standard su salute, sicurezza e protezione delle comunità.
- Forme di lavoro forzato o forme dannose o sfruttatrici di lavoro minorile.
- Prodotti formulati di classe OMS IA e IB, o formulazioni di prodotti di classe II, salvo uso esclusivo da parte di persone formate e dotate di attrezzature adeguate per evitare impatti su salute umana e ambiente, in assenza di alternative più sicure. La classe IA indica prodotti estremamente pericolosi, IB prodotti altamente pericolosi e II prodotti moderatamente pericolosi.
- Approvvigionamento o uso di pesticidi e sostanze chimiche specificati come inquinanti organici persistenti ai sensi della Convenzione di Stoccolma.
- Conversione o degradazione di aree ad alta biodiversità, specialmente se legalmente protette, proposte per protezione o identificate come di alto valore di conservazione.
- Introduzione di specie invasive o aumento della loro competitività.
- Reinsediamento involontario.